Russia-Tagikistan: al via lo sviluppo di un sistema di difesa aerea congiunta

Pubblicato il 27 aprile 2021 alle 15:11 in Russia Tajikistan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha annunciato, martedì 27 aprile, lo sviluppo di sistemi di sorveglianza e di difesa aerea integrati con le forze militari del Tagikistan.

La capitale del Tagikistan, Dushanbe, martedì 27 aprile, ha ospitato il vertice tra il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu e il suo omologo tagiko, Sherali Mirzo. Il focus dei colloqui è stato il nuovo progetto militare che vedrà l’asse Russia-Tagikistan cooperare nella sfera della difesa. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa RIA, i due funzionari hanno anche posto le basi per una roadmap in cui, oltre che essere inseriti i fattori più importanti da prendere in analisi nel processo militare di difesa aerea, è stata anche inclusa una bozza dell’accordo per la creazione di uno spazio aereo congiunto. Shoigu, a margine del vertice, ha invitato la sua controparte tagika a sottoscrivere l’accordo così da poter sancire ufficialmente la cooperazione militare. Shoigu non si è limitato a questo, ha altresì invitato Mirzo a prendere parte alla IX Conferenza di Mosca sulla sicurezza internazionale, calendarizzata per giugno.

La suddetta conferenza moscovita rappresenta un’arena politica chiave per avviare discussioni incentrate sulla sicurezza globale. Solitamente, l’agenda del forum prevede l’analisi delle questioni più rilevanti per la comunità internazionale. Inoltre, la presenza di sessioni plenarie separate apre la possibilità di creare uno spazio di dialogo costruttivo sulle tematiche d’interesse internazionale, tra cui il miglioramento del sistema di controllo degli armamenti e la sicurezza in Europa, in Medio Oriente, in Asia, in Africa e in America Latina.

È rilevante sottolineare che il piano di cooperazione militare russo-tagiko si colloca all’interno di un progetto ben più ampio, concepito quasi 30 anni fa, il 10 febbraio 1995. Si tratta della creazione di un sistema combinato di difesa aerea che raggruppa tutti i Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) con lo scopo di rafforzare i sistemi militari regionali. Ad oggi, sono 7 i Paesi ad aver preso parte al programma, quali la Russia, la Bielorussia, l’Armenia, il Kazakistan, il Kirghizistan, il Tagikistan e l’Uzbekistan. L’obiettivo ultimo del sistema è quello di proteggere i confini degli Stati membri della CSI nello spazio aereo, attraverso misure che prevedono l’invio di notifiche in tempo reale sulla situazione aerospaziale dei territori.

Per garantire il miglioramento della cooperazione e della struttura organizzativa del progetto sono stati elaborati e firmati accordi per la creazione di un sistema unificato di difesa aerea tra Russia, Armenia, Bielorussia e Kazakistan.

In tal contesto, è importante sottolineare che, recentemente, la Russia ha annunciato analoghe manovre militari aeree congiunte con la Bielorussia. Anche in questo caso, le esercitazioni sono da collocare all’interno del suddetto sistema di difesa aerea congiunta dei Paesi della CSI. Nello specifico, si ricorda che il 15 aprile, Minsk aveva riferito che da giugno le forze armate bielorusse e l’Esercito russo avrebbero avviato esercitazioni militari congiunte focalizzate sulla difesa dello spazio aereo.  Le operazioni avranno luogo in un aeroporto bielorusso e nel campo di addestramento di Ashuluk, nella regione di Astrakhan.

La nascita della CSI risale all’8 dicembre 1991, in concomitanza con lo scioglimento dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS). In tale data, i presidenti delle Repubbliche Sovietiche di Russia, Ucraina e Bielorussia firmarono il trattato istitutivo della Comunità degli Stati Indipendenti, dando inizio al processo di disgregazione dell’URSS. Alla CSI, la nuova alleanza che si sostituiva all’URSS, si unirono tutti gli ex Stati membri dell’Unione Sovietica, ad eccezione delle Repubbliche Baltiche, quali Estonia, Lettonia e Lituania. L’intenzione degli Stati fondatori era quella di dar vita a una nuova unione, basata però su un diverso rapporto tra Mosca e le altre capitali. Nel suo tentativo di condividere le scelte nel campo della politica estera, economica e militare, gli esperti hanno affermato che la Russia avrebbe voluto evitare che i Paesi a lei vicini avessero stretto alleanze con la NATO.

Di tutti gli Stati membri, 8 partecipano all’area di libero scambio. Esistono poi altre tre diverse organizzazioni, nate sotto l’ombrello della CSI. L’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) è un’alleanza militare di natura difensiva creata il 15 maggio 1992, mentre l’Unione Economica Euroasiatica (UEE) e l’Unione Doganale Eurasiatica sono strutturate sui modelli di integrazione economica dell’Unione europea. Queste ultime due sono frutto del recente tentativo da parte degli Stati membri di stringere ancor di più le relazioni, creando un’unione politico-economica oltreché militare. Nel corso degli anni, Georgia e Ucraina hanno ritirato la loro partecipazione alla Comunità, a causa dei conflitti militari scoppiati con la Russia rispettivamente nel 2008 e nel 2014.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.