Mozambico: sospeso a tempo indeterminato il progetto Total

Pubblicato il 27 aprile 2021 alle 10:00 in Africa Mozambico

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La compagnia francese Total ha sospeso, a tempo indeterminato, il suo progetto di estrazione di gas naturale dal valore di 20 miliardi di dollari  nel Nord del Mozambico a seguito dell’escalation di violenza nella regione, culminata con l’assalto del 24 marzo da parte di militanti legati allo Stato Islamico.

La notizia è stata resa nota da Al Jazeera English il 26 aprile, a distanza di un mese dall’insurrezione islamista che ha devastato la regione settentrionale di Cabo Delgado. La decisione è stata definita come un “colpo” per Total, che ha acquistato una quota operativa nel progetto per 3,9 miliardi di dollari nel 2019, sperando di iniziare a esportare il combustibile entro la fine del 2024. La prima fase del progetto era stata progettata per produrre oltre 13 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto (GNL) all’anno.

In un comunicato ufficiale, la compagnia francese ha dichiarato la sospensione del progetto Mozambique GNL del sito di Afungi e il ritiro di tutto il personale a causa di forza maggiore. Nella dichiarazione si legge: “Total esprime la sua solidarietà al Mozambico e auspica che le azioni condotte dal Governo e dai suoi partner regionali e internazionali permettano il ripristino della sicurezza e della stabilità nella provincia di Cabo Delgado in modo duraturo”. La forza maggiore è una disposizione che permette alle parti di sospendere o terminare i contratti a causa di eventi che sono fuori dal loro controllo, come guerre o disastri naturali.

Total ha ripreso i lavori durante il mese di marzo, dopo che il progetto era rimasto in stallo de gennaio a causa di numerose minacce alla sicurezza legate all’insurrezione jihadista locale iniziata nel 2017. Il 24 marzo, l’estrazione è stata nuovamente interrotta quando un gruppo di circa 100 militanti ha fatto irruzione nella città di Palma, dove è ubicato il sito di lavoro della Total. L’attacco ha causato la morte di decine di lavoratori, oltre che ad aver danneggiato milioni di dollari di proprietà, costringendo la compagnia a sospendere il progetto.

Nondimeno, il deterioramento del quadro di sicurezza a Cabo Delgado è anche una grande battuta d’arresto per il Mozambico, che a causa dell’insurrezione jihadista deve affrontare lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone, un crescente numero di morti e un’economia al collasso. Di fatto, il Governo mozambicano è pesantemente indebitato e dipende dalle entrate fiscali delle aziende internazionali che investono nel Paese, tra cui Total. Lo Stato sperava di raccogliere quasi 100 miliardi di dollari di entrate in 25 anni grazie ai progetti di estrazione di LNG. Alcuni ritardi precedenti hanno già fatto sì che il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ridimensionasse le sue previsioni di crescita economica per la nazione.

Tuttavia, la crescente presenza militare degli insorti pone una grave minaccia ai megaprogetti. Come sottolinea Deutsche Welle, non è soltanto il Governo centrale a beneficiare dalle aziende straniere, ma anche Cabo Delgado stessa. Quest’ultima ha subito una grande spinta economica grazie agli investimenti stranieri provenienti dall’Asia nella produzione locale di gas. Tuttavia, rimane il fatto che la maggior parte della popolazione non ne trae alcun beneficio tangibile. 

Dal 2017, la provincia di Cabo Delgado è colpita da un’insurrezione di matrice jihadista guidata da un gruppo armato noto come al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, il che non è da confondere con l’organizzazione omonima che opera in Somalia. La zona è caratterizzata da carenza di opportunità economiche, malnutrizione e scarso accesso ad acqua pulita, elettricità e servizi igienici. Nel 2015, il tasso di povertà a Cabo Delgado era superiore al 50%. Quando il ciclone Kenneth ha colpito nell’aprile 2019, il Governo mozambicano è stato incapace di risollevare la regione, già colpita da enorme disagi, creando creando un terreno fertile per la proliferazione dell’estremismo tra i giovani. Prima che al-Shabaab iniziasse i suoi attacchi nell’ottobre 2017, Cabo Delgado era principalmente nota per le sue risorse naturali, tra cui rubini e gas naturale.

L’Armed Conflict Location and Event Data Project (ACLED) stima che dall’ottobre 2017 ad oggi, oltre 1.379 civili siano stati uccisi durante il conflitto in corso a Cabo Delgado, mentre l’ONU stima che circa 700.000 persone siano sfollate all’interno della provincia. 

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Julie Dickman

 

di Redazione