Marocco: gli ultimi progetti nel campo del gas

Pubblicato il 27 aprile 2021 alle 12:57 in Africa Marocco

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Il Ministero dell’Energia marocchino sta valutando la possibilità di lanciare la realizzazione di un’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione (FSRU), al largo della costa atlantica, nei prossimi anni. Il ministro Aziz Rabbah, in particolare, ha emesso una manifestazione di interesse, martedì 26 aprile, per la progettazione e l’installazione di una FSRU, un terminale di rigassificazione offshore finalizzato al trasporto di gas naturale liquefatto (GNL). La cosiddetta “call for expressions of interest” ha lo scopo di identificare le aziende che lavorano nello sviluppo di FSRU e di lanciare una gara d’appalto o formare un partenariato pubblico-privato (PPP).

Il piano “invita le aziende a esprimere il loro interesse a partecipare a un bando di gara per lo sviluppo, la progettazione, il finanziamento, la costruzione, il funzionamento e la manutenzione della FSRU”, ha affermato il Ministero nel suo comunicato. Per partecipare all’iniziativa, le aziende dovranno “confermare le proprie intenzioni e capacità” di sviluppare e realizzare il progetto entro il 2025, ha aggiunto il comunicato. Tra l’elenco dei potenziali siti per l’installazione dell’unità di rigassificazione ci sono i porti di Nador West Med, Kenitra Atlantique, Jorf Lasfar e Mohammedia. Una FSRU può costituire una valida alternativa se un terminale di importazione GNL non è realizzabile onshore, ad esempio per mancanza di spazio. Le FSRU stoccano il gas naturale liquefatto fornito dalle navi cisterna e lo rigassificano per il successivo utilizzo sulla terraferma.

In termini di specifiche tecniche, “il progetto proposto deve rispondere all’esigenza di uno sviluppo graduale del mercato del gas naturale”. Il Ministero marocchino ha stimato che il mercato del GNL avrà bisogno di circa 1,1 miliardi di metri cubi, di cui 0,6 miliardi di metri cubi per il settore industriale, entro il 2025. Per il 2030, invece, le proiezioni sono fissate a circa 1,7 miliardi di metri cubi, di cui 0,7 miliardi per l’industria. Entro il decennio successivo, infine, si prevede che il fabbisogno salga a 3 miliardi di metri cubi, di cui 1,4 ad un uso industriale.

Oltre al discorso sulle capacità della FSRU, il Ministero dell’Energia di Rabat ha altresì sottolineato che il progetto di rigassificazione dovrà essere compatibile con le infrastrutture marittime del terminal del porto prescelto. Tuttavia, si specifica, il sistema di rigassificazione dovrà rispondere alle esigenze e ai vincoli tecnici dei distributori locali e dei consumatori di gas naturale. La manifestazione di interesse arriva in un momento in cui, stando al comunicato del Ministero, “il settore energetico sta subendo cambiamenti estremamente significativi dal punto di vista economico, tecnico e geopolitico”. Sebbene il Marocco sia attualmente un importatore netto di energia, il Paese deve affrontare un’ampia gamma di limitazioni, come la diversificazione, la sicurezza dell’approvvigionamento, la competitività della sua economia e la riduzione delle emissioni di gas serra.

Nel frattempo, un mese fa, Italfluid Geoenergy, una società di servizi italiana che opera nel settore del gas, si è assicurata i diritti per progettare, costruire, gestire e mantenere un impianto di gas naturale liquefatto (GNL) a Tendrara, nel Marocco orientale. L’impianto GNL sarà gestito da Italfluid Geoenergy, per conto del gruppo inglese Sound Energy, in partnership con la società di consulenza marocchina Sinmarco. L’azienda italiana si è assicurata un investimento di 25 milioni di dollari per l’unità di produzione nella provincia di Figuig. Sound Energy, titolare della licenza di esplorazione nella regione, aveva annunciato, il 20 marzo 2020, di aver ricevuto i pieni diritti per realizzare il progetto “Tendrara Export Pipeline” in Marocco.

La società italiana, il 26 marzo di quest’anno, si è detta soddisfatta del risultato delle discussioni tra il proprio personale e i rappresentanti del Ministero dell’Interno marocchino, che hanno portato all’approvazione di un “contratto di locazione a lungo termine”. Il progetto sarà finanziato dalla US Exim Bank, dal gruppo italiano SIMEST e da diverse banche locali marocchine. Sinmarco fornirà assistenza legale, fiscale e finanziaria per tutto il periodo di realizzazione dell’unità di produzione di GNL. Il periodo di realizzazione dovrebbe durare di 18 mesi, mentre la costruzione dell’unità operativa all’incirca 5 anni.

Il finanziamento arriva in un momento positivo per tutte le parti coinvolte. Considerando la moltitudine di progetti decollati nel Paese nordafricano negli ultimi anni, l’aspirazione del Marocco a diventare un centro di riferimento per il mercato del gas è ormai evidente. Secondo gli analisti, potenzialmente, Tendrara potrebbe aspettarsi una “crescita produttiva” già entro la metà del 2022. “Il Marocco non è riuscito a sviluppare le sue principali scoperte di gas fino ad oggi, principalmente a causa del fatto che il petrolio è stata la risorsa preferita”, ha spiegato l’analista di GlobalData, Santiago Varela. “Tuttavia, puntando a concentrarsi sul gas, con un quadro fiscale attraente e una forte domanda interna, gli operatori internazionali stanno spingendo al massimo per sviluppare le risorse del Paese”, ha aggiunto.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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