La Russia monitora le esercitazioni NATO in Europa

Pubblicato il 27 aprile 2021 alle 12:58 in NATO Russia

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Il ministro della Difesa della Federazione Russa, Sergei Shoigu, ha commentato, martedì 27 aprile, le esercitazioni dell’Alleanza Atlantica in Europa, affermando di “monitorare da vicino” il dispiegamento delle forze militari della NATO nel blocco.

Tali esercitazioni, ha chiarito l’agenzia stampa russa RIA, rientrano all’interno del programma Defender Europe. Shoigu, durante la riunione del Consiglio dei ministri della Difesa dei Paesi membri dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), tenutosi il 27 aprile, ha annunciato gli ultimi movimenti delle truppe straniere. Domenica 25 aprile, Washington ha trasferito la 53° brigata della Guardia Nazionale degli Stati Uniti al porto di Durazzo, in Albania. L’esercito, a detta di Mosca, disponeva di 750 unità militari di ultima generazione. Lo stesso 27 aprile, l’agenzia di stampa russa RIA ha riferito il trasferimento di un’imbarcazione statunitense, la Hamilton, nel Mar Nero.

Il giorno precedente, il 26 aprile, la Marina britannica ha annunciato che prenderà parte alle esercitazioni europee a sostegno della NATO. Secondo quanto reso noto dai media russi, questo sarebbe il primo grande dispiegamento navale di Londra al di fuori del territorio della Gran Bretagna. Il Ministero della Difesa britannico ha chiarito che lo schieramento di imbarcazioni è anche finalizzato a “esprimere solidarietà” all’Ucraina in relazione alle recenti azioni ostili russe. Il quotidiano inglese Express ha spiegato che la flotta della Marina britannica, capeggiata dalla portaerei Queen Elizabeth, si recherà nelle acque del Mar Nero, nelle quali stazionerà per un breve periodo per via delle disposizioni della Convenzione di Montreux che regola il traffico navale dell’area. Le esercitazioni, a detta di Express, rientrerebbero all’interno di un programma della NATO per “sostenere l’Ucraina e per respingere ulteriori invasioni da parte della Russia”.

In precedenza, il 17 aprile, la Russia aveva annunciato il blocco di alcuni tratti territoriali russi del Mar Nero con lo scopo di ridurre le tensioni nel Donbass. Le limitazioni di navigazione sono iniziate il 24 aprile e termineranno il 31 ottobre. Nello specifico, le sezioni che non saranno più accessibili alle imbarcazioni straniere sono tre. La prima riguarda il tratto marittimo della costa crimeana, che si estende da Sebastopoli a Gurzuf. La seconda fa riferimento all’area al largo della penisola di Kerch, non lontano dalla riserva naturale di Opuksky. Infine, la terza è la sezione marittima vicino all’estremo Occidentale della Crimea. Gli Stati Uniti, il 20 aprile, hanno definito “pericolosa” l’intenzione di Mosca di bloccare il traffico marittimo alle navi straniere in determinate aree del Mar Nero. Il portavoce del Dipartimento di Stato degli USA, Ned Price, ha dichiarato che tale mossa rappresenta “l’ennesima escalation che conferma la volontà russa di destabilizzare l’Ucraina”.

È altrettanto rilevante sottolineare che Mosca ha deciso di limitare il traffico marittimo a ridosso di due eventi significativi. Il primo fa riferimento all’esercitazione NATO e statunitense, la Defender Europe 2021 (DE 21), la quale ha avuto inizio il 3 aprile e si concluderà a fine giugno. La mobilitazione degli USA, definita come la più grande a guida americana, coinvolgerà le truppe di 27 Stati, sia europei sia non europei. Le esercitazioni si svolgeranno su larga scala, coinvolgendo i territori dei Paesi baltici, quelli del Nord Africa, e passando per i Balcani. Secondo le stime, saranno circa 28.000 i militari a stazionare sul territorio di 16 Paesi europei.

Il secondo motivo è legato, invece, al fatto che gli Stati Uniti, il 9 aprile, avevano dichiarato di voler trasferire due navi da guerra nelle acque del Mar Nero come risposta al dispiegamento militare russo in Crimea. La sera del 9 aprile, Ankara aveva informato Mosca che, la settimana dal 12 al 18 aprile, Washington avrebbe inviato due navi da guerra che sarebbero rimaste nel Mar Nero fino al 4 maggio. Il Cremlino non aveva accolto positivamente la notizia, affermando che tale azione “avrebbe potuto aggravare ulteriormente la situazione nel Donbass”. Nonostante ciò, il 15 aprile, sulla base delle disposizioni della convenzione di Montreaux che regolano il traffico marittimo nel Mar Nero, Washington ha annullato l’ingresso delle due navi da guerra, Donald Cook e Roosvelt, nel Mar Nero.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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