La Russia espelle un diplomatico ucraino dal Paese

Pubblicato il 27 aprile 2021 alle 9:03 in Russia Ucraina

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Il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha dichiarato, lunedì 26 aprile,  “persona non grata” un diplomatico ucraino presso l’Ambasciata di Kiev a Mosca. A quest’ultimo è stato ordinato di lasciare il Paese entro il 30 aprile. Le generalità del funzionario espulso sono state rese note dall’Ambasciata ucraina a Mosca. Si tratta di Serhiy Ihorovych Direza.

Secondo quanto riferito dal comunicato ministeriale russo, Mosca ha applicato tale misura per rispondere alle “azioni ostili dell’Ucraina” la quale, il 19 aprile, aveva dichiarato “persona non grata” un diplomatico dell’Ambasciata russa a Kiev. Pertanto, l’espulsione del 26 aprile è stata annunciata “sulla base del principio di reciprocità per attività incompatibili con lo status diplomatico”.  Inoltre, la Russia ha reso noto di essere pronta a prendere ulteriori misure contro i diplomatici ucraini qualora il Paese continuasse ad intraprendere azioni ostili contro Mosca.  

Il portavoce degli Esteri ucraino, Oleg Nikolenko, ha commentato l’espulsione del collega definendo la mossa russa “priva di senso logico”, aggiungendo che questo non fa altro che confermare l’intenzione di Mosca di “aggravare ulteriormente” le relazioni con Kiev. Nikolenko ha altresì chiarito che il Paese risponderà alla “provocazione russa” sulla base del principio di reciprocità”.

In precedenza, il 17 aprile, la Russia aveva espulso un console ucraino a San Pietroburgo, Oleksandr Sosonyuk. Su quest’ultimo pendeva l’accusa di spionaggio poiché, il giorno prima, il 16 aprile, le autorità russe avevano colto Sosonyuk in flagrante mentre stava ottenendo materiale riservato dal database del Servizio di Sicurezza Federale della Federazione Russa, l’FSB. In risposta, il 19 aprile, l’Ucraina, appellandosi al diritto internazionale, ha adottato una misura speculare e ha espulso un diplomatico russo presso l’Ambasciata di Mosca a Kiev.

Oltre all’Ucraina, le relazioni diplomatiche tra Russia, Repubblica Ceca e una serie di Paesi che hanno espresso solidarietà verso Praga sono peggiorate significativamente a partire da aprile. Nello specifico, il 17 aprile, il primo ministro ceco, Andrej Babis, aveva accusato l’intelligence russa di aver causato l’esplosione del deposito militare di Vrbetice, nel Sud-Est di Praga, accaduto il 16 ottobre 2014. Come conseguenza, la Repubblica Ceca ha deciso di espellere 18 diplomatici russi dal Paese. La risposta della Russia non ha tardato ad arrivare. Il giorno dopo, domenica 18 aprile, il Paese ha dichiarato 20 funzionari dell’Ambasciata della Repubblica Ceca di Mosca “persona non grata” ed è stato ordinato loro di lasciare il Paese entro 48 ore. Il culmine è stato raggiunto il 22 aprile, quando Praga ha deciso di espellere 63 dipendenti dell’Ambasciata russa nella nazione. Il ministro degli Esteri ceco, Jakub Kulhanek, ha altresì specificato che la mossa si inserisce all’interno dell’iniziativa del Paese di ridurre il numero di dipendenti dell’Ambasciata della Federazione Russa.

 Le relazioni tra Mosca e Kiev, nell’ultimo periodo, sono andate incontro ad un significativo deterioramento. A livello diplomatico, questo si è tradotto nelle espulsioni speculari indette da ambo le parti. A livello pratico, invece, è importante menzionare che, a partire dall’ultima settimana di marzo, la Federazione ha iniziato a trasferire il proprio arsenale militare e le proprie truppe lungo il confine dell’Ucraina dell’Est. In risposta, Kiev ha denunciato una potenziale provocazione russa nella regione di conflitto. Per il Cremlino, tale gesto è legittimo perché finalizzato a proteggere le linee di frontiera russe. Dall’altra parte, l’intelligence ucraina, l’SBU, sostiene che le truppe moscovite avrebbero l’obiettivo prendere il controllo sulle autoproclamate Repubbliche Lugansk e Donetsk, servendosi del pretesto di proteggere i residenti russi nella zona. Nonostante ciò, il 22 aprile, la Russia ha sorpreso la comunità internazionale e ha annunciato il ritiro delle truppe lungo la linea di contatto con l’Ucraina dell’Est.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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