Italia: approvato il Pnrr alla Camera, ora Draghi al Senato

Pubblicato il 27 aprile 2021 alle 17:56 in Europa Italia

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Il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, è al Senato per le comunicazioni in vista della trasmissione alla Commissione europea del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). La sessione si è aperta oggi, martedì 27 aprile, alle 15:00, e terminerà in serata con il voto dell’Assemblea.

Nel frattempo, ieri la Camera ha approvato il piano sul Recovery Plan con 442 voti a favore, 19 contrari e 51 astenuti. Tra questi ultimi ci sono i deputati di Fratelli d’Italia, mentre voto contrario è stato espresso dai parlamentari di “Alternativa c’è”, una componente del gruppo Misto creata dai membri espulsi dal Movimento 5 Stelle. 

“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza permette investimenti che sarebbero stati impossibili e impensabili fino a pochi giorni fa. Tutto il piano è un investimento sul futuro e sulle nuove generazioni”, ha dichiarato il premier a Montecitorio. Rispondendo a coloro che criticano la ristrettezza dei tempi e la fretta nell’approvare il documento, Draghi ha precisato: “La scadenza del 30 aprile non è mediatica, è che se si arriva prima si avranno i fondi prima”. La data del 30 aprile è quella in cui il piano verrà inviato alla Commissione europea. “La Commissione andrà sui mercati a fare la provvista per il fondo a maggio, poi la finestra si chiuderà nell’estate: se si consegna il piano subito si avrà accesso alla prima provvista sennò si andrà più avanti”, ha aggiunto il primo ministro nella replica, ribadendo comunque, per citare sue parole, “il profondo rispetto che il governo ed io abbiamo per il Parlamento” e ammettendo: “Indubbiamente i tempi erano stretti”.

Sette i temi principali su cui Draghi si è soffermato nel suo discorso alla Camera: diritto allo studio, risorse al Sud, superbonus, riforma del fisco, turismo e cultura, sport, Made in Italy.

Rispetto al primo punto, che ha riguardato nello specifico anche i giovani, gli alloggi, gli incentivi fiscali, il premier ha dichiarato: “Il piano interviene per garantire in maniera equa e adeguata il diritto allo studio, e stanzia quasi un miliardo per gli alloggi studenteschi, 500 milioni per le borse di studio per accedere all’università”. Prevista poi l’introduzione di una previsione per condizionare i progetti finanziati alla nuova occupazione giovanile e femminile, una condizionalità trasversale del piano”.

Relativamente al Mezzogiorno, il primo ministro ha chiarito che al Sud andrà circa il 40% delle risorse che possono essere ripartite con il criterio del territorio, ovvero circa 82 miliardi di euro. È una cifra molto più alta della quota di prodotto interno lordo (22%), ha chiarito Draghi, sottolineando che l’obiettivo del governo è quello di favorire una ripresa economica generale, accelerando nel meridione e puntando su investimenti e produttività, per raggiungere tassi di crescita molto più alti che nel recente passato. “Se siamo in grado di rilanciare il potenziale di crescita della nostra economia, riusciremo anche a ridurre rapidamente il rapporto tra debito pubblico e Pil”, ha affermato, con fiducia, il presidente del Consiglio.

Parlando di superbonus, il premier ha spiegato che, per questa misura, tra Pnrr e Fondo complementare, sono previsti oltre 18 miliardi, le stesse risorse stanziate dal precedente governo, e ha aggiunto: “Per il futuro, ci impegnamo a inserire nel Disegno di Legge di bilancio per il 2022 una proroga dell’ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021. Già con un dl a maggio, interveniamo con delle importanti semplificazioni per agevolare la sua effettiva fruizione” perché le procedure sono complesse.

Riguardo alla riforma del fisco, che, a detta Draghi, non è ricompresa nel perimetro delle azioni previste dal Piano, ma deve accompagnarne l’attuazione, il premier si è così espresso: “La riforma fiscale è tra le azioni chiave per dare risposta alle debolezze strutturali del Paese e in tal senso è parte integrante della ripresa che si intende innescare anche grazie alle risorse europee. Per riformare il sistema fiscale è auspicabile una ampia condivisione politica. Il Governo si è impegnato a presentare una legge delega entro il 31 luglio 2021. Il Parlamento sarà pienamente coinvolto e svolgerà un ruolo di primo piano attraverso l’’indagine conoscitiva sulla riforma dell’Irpef e altri aspetti del sistema tributario avviata dalle Commissioni parlamentari e tuttora in corso di svolgimento. Le indicazioni che proverranno dal lavoro delle Commissioni saranno adeguatamente riflesse nel testo del disegno di legge delega”. “È presto, pertanto, per dare risposte su quale sarà la riforma del fisco”, ha concluso Draghi sul tema.

Relativamente a turismo e cultura, il primo ministro ha specificato che al settore sono destinati circa 8 miliardi di euro e previsti interventi per la valorizzazione di siti storici e culturali, volti a migliorare la sicurezza, l’accessibilità e la loro attrattività. Fondamentali, poi, gli investimenti nel digitale, “per consentire il collegamento dell’intero ecosistema turistico e per migliorare la competitività delle imprese”, ha spiegato il premier nella sua replica. Per quanto riguarda Roma, nello specifico, è altresì prevista dal Pnrr un’iniziativa specifica ‘Caput Mundi’, da 500 milioni di euro, per finanziare progetti che valorizzano il patrimonio storico e culturale della capitale.

Sullo sport, Draghi ha detto: “L’Italia da anni reclamava un piano sulle politiche sportive. Con un miliardo di investimenti nel Pnrr da oggi lo sport ha piena dignità nelle politiche pubbliche del nostro Paese, anche per lo stretto legame che c’è tra l’attività sportiva, il benessere e la coesione sociale. Intendiamo potenziare le infrastrutture per lo sport e favorire le attività sportive a cominciare dalle prime classi delle scuole primarie. Delle infrastrutture sportive scolastiche beneficerà inoltre l’intera comunità territoriale, al di fuori dell’orario scolastico attraverso convenzioni e accordi con le stesse scuole, gli enti locali e le associazioni sportive e dilettantistiche locali”.

Infine, sul tema del Made in Italy, il presidente del Consiglio ha sottolineato che uno degli obiettivi chiave, in tal senso, è quello di favorire l’internazionalizzazione e la crescita dimensionale delle imprese, soprattutto nei settori più innovativi e strategici. “In questo senso vanno gli interventi nell’ambito del Fondo per l’internazionalizzazione la cui dotazione è di circa 1,2 miliardi di euro, e quelli specifici sui settori ad alta tecnologia come l’aerospazio. In generale, gli investimenti su ricerca e sviluppo contribuiranno a un Made in Italy improntato sempre di più alla capacità innovativa”, ha dichiarato il premier.

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Chiara Gentili

di Redazione

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