Il Giappone contro la Cina: tensioni intorno alle isole contese e non solo

Pubblicato il 27 aprile 2021 alle 12:40 in Cina Giappone

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Tokyo ha pubblicato il Libro Blu sulla Diplomazia sottolineando “forti preoccupazioni” rispetto all’espansione militare cinese, sia nel Mar Cinese Orientale, sia Nel Mar Cinese Meridionale, il 27 aprile. Intanto, Pechino ha continuato a condurre operazioni intorno alle isole Diaoyu, situate nel Mar Cinese Orientale e contese con il Giappone, che le chiama Senkaku.

In particolare, da un lato, il 25 aprile, la formazione navale 2301 della Guardia costiera cinese ha condotto un’operazione nelle acque territoriali delle Diaoyu/Senkaku. Dall’altro lato, il giorno dopo, il Ministero delle Risorse Naturali della Cina ha pubblicato un report sulla topografia e la morfologia delle isole, scaturendo proteste da parte giapponese.

Rispetto alle azioni del 25 aprile, i media giapponesi, citati da Huanqiu, hanno riferito che sarebbero state 4 le imbarcazioni che tra le 10:15 e le 11:45, ora locale, del 25 aprile sono entrate nelle acque territoriali delle Senkaku/Diaoyu. Le imbarcazioni cinesi sarebbero apparse nell’area dal 13 aprile scorso e, con i fatti del 25 aprile, la Cina avrebbe condotto tale tipo di operazioni in quindici giornate diverse dall’inizio dell’anno. Al contempo, sempre secondo fonti giapponesi, più imbarcazioni cinesi sarebbero state individuate nell’area contigua alle isole per settantadue giorni consecutivi. Rispetto alle operazioni del 25 aprile nello specifico, secondo quanto riferito dalle autorità giapponesi, tra le quattro imbarcazioni della Guardia costiera, una avrebbe trasportato “un oggetto simile ad un cannone”. Il quotidiano cinese Huanqiu ha affermato che, dall’entrata in vigore della nuova legge cinese per la Guardia costiera, il primo febbraio scorso, i media giapponesi avrebbero esagerato fatti riguardanti normali pattuglie di imbarcazioni cinesi intorno alle Diaoyu, così come la “teoria della minaccia cinese”, affermando che la legge sulla Guardia costiera cinese abbia violato la legge internazionale. Le preoccupazioni giapponesi nascono dal fatto che la misura approvata da Pechino il 22 gennaio scorso autorizza il corpo marittimo ad aprire il fuoco contro imbarcazioni straniere e a distruggere strutture erette da altri Paesi su isole rivendicate da Pechino.

In merito ai fatti del 26 aprile, invece, il Ministero delle Risorse Naturali della Cina ha pubblicato il report sulla morfologia e la topografia della principale isola dell’arcipelago e di altri due suoi isolotti, includendo mappe topografiche ad alta definizione sia dei territori, sia delle acque circostanti per una profondità di 30 metri. Secondo il Ministero, tale ricerca fornirebbe un sostegno importante per la gestione delle risorse delle isole e per la loro protezione ambientale. La ricerca sarebbe stata eseguita a partire da dati di ricerche storiche e da indagini di telerilevamento via satellite ad alta risoluzione. Per il Ministero degli Esteri del Giappone, però, la ricerca sarebbe stata condotta e pubblicata partendo dal presupposto che tali territori siano cinesi.

Il 27 aprile, intanto, Tokyo ha pubblicato il Libro Blu sulla Diplomazia sottolineando che, di fronte alle preoccupazioni mosse dalla Cina, il Giappone cercherà di cooperare con più Paesi avviando dialoghi bilaterali e multilaterali. Nel testo scritto dal Ministero Affari Esteri del Giappone, guidato da Toshimitsu Motegi, sono ripetute critiche alla legge per la Guardia costiera cinese e sono avanzate preoccupazioni anche per questioni quali Hong Kong e lo Xinjiang. Tuttavia, nel testo non è stato fatto alcun riferimento alla questione di Taiwan che era stata invece affrontata dal premier giapponese, Yoshihide Suga, con il presidente statunitense, Joe Biden, durante il loro incontro del 16 aprile scorso. Infine, nel Libro Blu per la Diplomazia il Giappone ha, da un lato, affermato che Tokyo e Pechino non sarebbero pronte per riprogrammare la visita di Stato del presidente cinese, Xi Jinping, in Giappone che era stata rimandata nel 2020 a causa del coronavirus. Dall’altro lato, nel testo, l’alleanza tra Tokyo e Washington è stata definita il punto centrale delle politiche giapponesi in campo diplomatico e di sicurezza.

Le isole Senkaku/Diaoyu sono, al momento, amministrate dal Giappone ma intorno alle loro acque e sui loro cieli sta crescendo la presenza militare di entrambe le parti. In tale contesto, gli Stati Uniti hanno ripetutamente ribadito che in caso di scontro sosterrebbero il Giappone, in base al Trattato di mutua cooperazione e sicurezza concluso tra Tokyo e Washington, il 19 gennaio 1960. L’Articolo 5 di tale documento prevede che nel caso in cui uno dei due contraenti venisse attaccato all’interno dei territori amministrati dal Giappone, l’altro dovrebbe intervenire.

L’arcipelago è formato da un gruppo di 5 isolotti disabitati e 3 scogli rocciosi e coprono un’area di 7 km2, nel Mar Cinese Orientale tra le isole di Okinawa e Taiwan. Nel 1969, la Commissione economica e sociale per l’Asia e il Pacifico dell’Onu aveva rivelato che l’area tra Taiwan e Okinawa sarebbe potuta diventare una delle future regioni petrolifere del mondo. Tali giacenze, hanno grande rilevanza sia per la Cina, sia per il Giappone che sono tra i maggiori importatori al mondo di combustibili fossili. Oltre a questo, le Senkaku/Diaoyu sono circondate da acque interessanti per il settore ittico e, per posizione, intercettano importanti rotte commerciali sfruttate da Cina, Giappone e Corea del Sud per le importazioni energetiche. Oltre a Pechino e Tokyo, anche Taipei rivendica la loro sovranità.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.