Il Giappone cerca il dialogo con la Russia per la sovranità delle isole Curili

Pubblicato il 27 aprile 2021 alle 11:10 in Giappone Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Giappone ha dichiarato, martedì 27 aprile, di voler continuare i negoziati con la Federazione Russa sulla disputa delle isole Curili per poter sottoscrivere un Trattato di pace.

La controversia per il controllo dei suddetti territori è stata definita da Tokyo l’aspetto più critico nei rapporti bilaterali con Mosca. Il Giappone ha sottolineato che i due Paesi dovrebbero avviare un dialogo costruttivo per risolvere la questione e per intensificare le relazioni russo-giapponesi e ampliarle verso una pluralità di settori, ovvero quello economico, politico, territoriale e infrastrutturale. Analoghe dichiarazioni erano state rilasciate in precedenza, il 14 febbraio, dal presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, il quale aveva affermato di voler sviluppare le relazioni con il Giappone, a patto che le proposte non fossero entrate in contrasto con la Costituzione del Paese. A tal riguardo, è importante sottolineare che in Russia, a partire dal 2020, sono entrati in vigore vari emendamenti costituzionali che hanno criminalizzato l’alienazione dei territori russi o la richiesta di concessioni territoriali. Tali leggi si applicano anche alle aree controverse, quali le isole Curili e la Crimea.

La disputa tra Russia e Giappone sulla sovranità delle isole Curili trova le sue origini alla fine del 1855, quando le due parti ratificarono il Trattato di Shimoda. Quest’ultimo assegnava a Tokyo il controllo dei quattro territori più prossimi al Giappone e a Mosca le restanti isole. Più tardi, nel 1875, con il Trattato di San Pietroburgo la Russia rinunciò alla sovranità su Kunashir, Iturup, Shikotan e Habomai in cambio del controllo totale della strategica isola di Sachalin.

La situazione geopolitica, tuttavia, ha subito profondi mutamenti a seguito della Seconda guerra mondiale. Sulla base degli accordi di Jalta, la Russia si impegnava ad entrare in guerra contro il Giappone. La promessa venne mantenuta e culminò con l’occupazione delle isole Curili, nello specifico della catena che si estende dall’isola giapponese di Hokkaido alla penisola russa di Kamchatka, a Nord. Tra gli obiettivi, Mosca era intenzionata ad assicurarsi il controllo sugli stretti di fronte alla base navale di Vladivostok sul Pacifico, area strategica per il controllo del Mar del Giappone e del Pacifico Nordoccidentale.

Mosca e Tokyo, attraverso la sottoscrizione del Trattato del 19 ottobre 1956, posero temporaneamente fine alle ostilità tra i due Paesi. Il documento prevedeva la cessazione dello stato di guerra e il ripristino delle relazioni diplomatiche. Nonostante ciò, ad oggi, la Russia e il Giappone non hanno ancora sottoscritto un accordo di pace che regolamenti la sovranità dei territori. Tokyo, che si riferisce alle isole definendole “Territori del Nord”, rivendica la proprietà di Iturup, Kunashir, Isole Shikotan e delle isole disabitate chiamate Habomai.

I colloqui più recenti tra Russia e Giappone sullo stato delle isole Curili si sono tenuti il 22 gennaio 2019. L’allora primo ministro giapponese, Shinzo Abe, e Putin, avevano concordato di accelerare i negoziati sulla base del documento del 1956 in cui si affermava che le isole Habomai e Shikotan sarebbe state restituite a Tokyo. Inoltre, a margine dell’incontro, era stato stabilito che la questione sulla sovranità di Kunashiri ed Etorofu sarebbe stata risolta in corso d’opera attraverso una nuova intesa. Anche se molti progressi diplomatici sono stati fatti durante la presidenza di Putin, la soluzione della disputa è ostacolata dal fatto che le quattro isole meridionali dell’arcipelago ospitano basi militari, aeree e navali, quest’ultime anche per i sottomarini nucleari russi.

Strategicamente, il controllo delle isole assicura alla Russia l’accesso all’Oceano Pacifico per la propria flotta di navi da guerra e sottomarini con base a Vladivostok, per la durata di tutto l’anno, poiché lo stretto tra Kunashir e Iturup non gela durante l’inverno. In aggiunta, Mosca ha aperto basi militari nell’arcipelago e ha dispiegato sistemi missilistici sulle isole. Non da ultimo, la zona è ricca di sorgenti calde, minerali e metalli rari come il renio, il quale viene utilizzato nella produzione di aerei supersonici.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.