Ciad: proteste contro la Giunta Militare, almeno 2 morti

Pubblicato il 27 aprile 2021 alle 21:01 in Africa Ciad

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Il 27 aprile, almeno 2 persone sono state uccise e altre 27 sono rimaste ferite nelle proteste contro il Consiglio Militare di Transizione (CMT) salito al potere in Ciad dopo la morte del presidente Idriss Deby. 

Una donna è deceduta quando un gruppo di manifestanti ha attaccato un autobus nella capitale, N’Djamena, e un uomo è stato ucciso durante una protesta nel Sud del Paese. Entrambi gli episodi si sono verificati il 27 aprile, nonostante il giorno precendente il CMT, guidato dal figlio di Deby, avesse vietato l’organizzazione di manifestazioni, poichè il Ciad era ancora in lutto per la morte del presidente, ucciso il 19 aprile da un gruppo armato ribelle mentre visitava una base militare nel Nord del Paese. 

I disordini del 27 aprile sottolineano l’atmosfera di tensione in Ciad, nonostante i tentativi del Consiglio Militare di rassicurare la popolazione sul fatto che sarà garantita una transizione politica e civile, entro 18 mesi. A tale proposito, il 26 aprile, il CMT aveva nominato Albert Pahimi Padacke come primo ministro. Si tratta di un rappresentante della società civile, noto per essere stato alleato del defunto presidente Deby. Nonostante la nomina, l’opposizione ha chiesto ai propri sostenitori di scendere in piazza a protestare contro quello che hanno definito un colpo di Stato militare. Un portavoce del Consiglio Militare ha dichiarato che le forze di sicurezza stanno tentando di contenere i manifestanti limitando i danni materiali.

Il quotidiano AfricaNews ha riferito che la polizia ha risposto con gas lacrimogeni ai manifestanti che hanno bruciato pneumatici in diversi quartieri di N’Djamena. “Non vogliamo che il nostro Paese diventi una monarchia”, ha dichiarato un manifestante di 34 anni, Mbaidiguim Marabel. “I militari devono tornare in caserma per far posto a una transizione civile”, ha aggiunto. “La polizia è arrivata, ha sparato gas lacrimogeni, ma noi non abbiamo paura”, ha affermato Timothy Betouge, 70 anni. Intanto, la tensione non scende a diminuire e camionette cariche di soldati sono state avvistate mentre pattugliavano le strade intorno al centro della capitale.

“Siamo stanchi della monarchia in Ciad. Siamo stanchi Vogliamo solo che la Francia ci liberi da questo problema”, ha dichiarato un altro manifestante. Il Ciad è stato un alleato chiave dell’Occidente nella lotta contro il jihadismo nella regione del Sahel. Il Paese ospita una base militare francese, dalla quale partono numerose delle operazioni antiterrorismo. A tale proposito, in una dichiarazione televisiva, un portavoce militare, il generale Azem Bermandoa Agouma, ha riferito che i ribelli stavano cercando di collaborare con “diversi gruppi di jihadisti e trafficanti che hanno servito come mercenari in Libia”. “Di fronte a questa situazione che mette in pericolo il Ciad e la stabilità dell’intera della regione, questo non è il momento per la mediazione o la negoziazione con i fuorilegge”, ha aggiunto, in riferimento al fatto che il CMT ha rifiutato di collaborare con i ribelli responsabili della morte di Deby.

Il gruppo in questione, noto come FACT, è un’organizzazione politico-militare formata da militanti che fanno prevalentemente parte di un’etnia centroafricana di pastori nomadi nota come Dazaga o Gouran, che ha avuto un ruolo politico rilevante in Ciad. Il gruppo è stato fondato il 2 aprile 2016 da Mahamat Mahdi Ali a Tanoua, nell’estremo Nord del Ciad, a seguito di una scissione dell’Unione delle Forze per la Democrazia and lo Sviluppo (UFDD). Non si tratta di un’organizzazione jihadista e il leader del Fronte è un esponente della comunità Gouran che ha vissuto in Francia. Il gruppo ha tre basi in Libia, nella regione desertica meridionale del Fezzan. Proprio lì, negli scorsi anni il FACT avrebbe collaborato con una brigata libica di Misurata e con il sedicente Esercito di Liberazione Nazionale Libico, guidato dal generale Khalifa Haftar. Tuttavia, i dettagli a tale riguardo non sono chiari, considerato che si tratta di due fazioni opposte che si sono fronteggiate durante la guerra civile libica. Secondo le stime del 2018, il FACT contava tra i 700 e i 1.500 combattenti. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione