Andamento economico della Russia nel 2021: tra stime di crescita e picchi di inflazione

Pubblicato il 27 aprile 2021 alle 8:44 in Russia

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Secondo le ultime stime del Ministero dello Sviluppo Economico della Federazione Russa, rilasciate il 26 aprile, il PIL nazionale dovrebbe salire del 2,9% nel 2021. Un’ala più conservatrice del dicastero, tuttavia, sostiene che la crescita sarà pari al 2,7%.

La proiezione del PIL per il 2021 è stata adeguata dal 3,3% dello scorso marzo, tenendo conto dell’aumento della base del 2020 e di un incremento più graduale della produzione nell’ambito dell’OPEC+ rispetto ai parametri concordati ad aprile 2020. Nello specifico, la ripresa dell’attività economica sarà trainata dalla crescita dei consumi di beni e servizi, un rialzo rispettivamente del 5,1% e dell’11,3%, dopo una diminuzione del 4,1% e del 17,3% registrata nel 2020. Inoltre, gli investimenti fissi, dopo un calo dell’1,4% nel 2020, aumenteranno del 3,3%.

Nelle condizioni dello scenario presentato dal Ministero è stato altresì specificato il prezzo medio dell’esportazione del gas russo per l’estero. Nel dettaglio, nel 2021 il costo sarà di 200,7 dollari per mille metri cubi, rispetto alla versione di settembre di 153,7 dollari per mille metri cubi. Per quanto riguarda la moneta nazionale, invece, ci si aspetta che il tasso di cambio del rublo tornerà alla cifra di 71-72 rubli al dollaro entro la fine dell’anno.

Parallelamente, il Ministero dello Sviluppo ha stimato che, nel 2021, l’inflazione sarà del 4,3% e vicina all’obiettivo del 4% nel medio termine. Tale previsione tiene conto delle misure adottate dal Governo della Federazione Russa per stabilizzare i prezzi dei prodotti alimentari. In termini di inflazione, Mosca persegue una politica monetaria molto rigorosa, la cui priorità è di assicurare la stabilità dei prezzi e, di conseguenza, un’inflazione bassa sostenibile. Per questo motivo, la Banca Centrale di Russia cerca sempre di mantenere il livello quanto più vicino all’obiettivo del 4%. Tale politica viene chiamata “targeting di inflazione”. Anche il capo dell’autorità di regolamentazione di Mosca, Elvira Nabiullina, non ha escluso che, nel corso del 2021, potrebbero verificarsi dei picchi di inflazione, dovuti a nuove tendenze nei prezzi del consumo. Per tale motivo, lo scorso 12 febbraio, la Banca Centrale ha rivisto le previsioni per il 2021, aumentando il livello del tasso di inflazione al 3,7%-4,2%.

Infine, il documento del Ministero dello Sviluppo Economico ha valutato che la disoccupazione nel Paese scenderà a una media del 5,2% annuale nel corso del 2021, per raggiungere un livello inferiore al 5% entro la fine dell’anno. Al contempo, i salari reali per la popolazione aumenteranno del 2% nel 2021, mentre i redditi reali disponibili del 3%. Nel medio termine, entrambi gli indicatori continueranno a crescere a un tasso costante di circa il 2,5%, dato sostanzialmente in linea con le previsioni di produttività del lavoro.

Il crollo dell’economia russa nell’ultimo anno è stato il più alto dal 2009. In tale quadro, gli esperti hanno sottolineato che la pandemia ha colpito “seriamente” l’economia di Mosca solo nel secondo trimestre del 2020. Nel terzo trimestre, invece, sia il mercato sia la popolazione della Federazione Russa si sono ampiamente ripresi dallo shock, e si è altresì verificata una forte ripresa dell’attività economica. Il quarto trimestre, poi, è passato sotto il segno della seconda ondata del coronavirus, ma l’adattamento comparativo dell’economia e l’introduzione di restrizioni più deboli rispetto al secondo trimestre hanno contribuito a una reazione molto più calma del PIL. Pertanto, nonostante le statistiche preliminari abbiano rilevato una battuta d’arresto nella ripresa dell’attività economica durante tale periodo, ciò non ho comportato una ripresa del declino.

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Mariela Langone

di Redazione

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