Il premier Draghi presenta il Recovery Plan italiano

Pubblicato il 26 aprile 2021 alle 18:43 in Europa Italia

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Lunedì 26 aprile, il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, ha presentato il Recovery Plan alla Camera dei Rappresentanti. “Prepariamo l’Italia di domani”, ha annunciato il premier. 

Draghi ha specificato che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) “non è solo un insieme di progetti tanto necessari quanto ambiziosi, di numeri, obiettivi, scadenze”. La proposta dell’attuale governo, in carica dal 13 febbraio, vuole preparare “l’Italia di domani” per i giovani, le donne, i cittadini che verranno e soprattutto per chi ha più sofferto gli effetti devastanti della pandemia. L’attenzione del premier si è concentrata quindi sulle preoccupazioni degli italiani ma anche sulla credibilità e reputazione del Paese “come fondatore dell’Unione Europea e protagonista del mondo occidentale”. Nel presentare il documento, al quale è strettamente legato il futuro dell’Italia, Draghi ha deciso di partire dalla celebrazione del 25 aprile, riportando una testimonianza di Alcide De Gasperi, padre della Repubblica, che risale al 1943: “Vero è che il funzionamento della democrazia economica esige disinteresse, come quello della democrazia politica suppone la virtù del carattere. L’opera di rinnovamento fallirà, se in tutte le categorie, in tutti i centri non sorgeranno degli uomini disinteressati pronti a faticare e a sacrificarsi per il bene comune”.

Draghi è passato a descrivere la sostanza del PNRR, che vuole riparare i danni economici e sociali causati dalla crisi pandemica, che ha colpito l’Italia in maniera particolare. Il premier ha sottolineato che il Paese ha registrato quasi 120.000 morti per il Covid-19, a cui si aggiungono i tanti altri che non sono stati registrati. Nel 2020 il PIL è sceso dell’8,9%, l’occupazione del 2,8%, con una diminuzione delle ore lavorative pari all’11%, e le categorie maggiormente colpite sono state i giovani e le donne. Le misure di sostegno all’occupazione e ai redditi dei lavoratori hanno notevolmente attutito l’impatto sociale della pandemia, secondo il presidente del Consiglio. Tuttavia, l’impatto si è sentito soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione. Con una prospettiva più di medio-lungo termine, il Piano proposto dal premier vuole affrontare “alcune debolezze che affliggono la nostra economia e la nostra società da decenni”: i perduranti divari territoriali, le disparità di genere, la debole crescita della produttività e il basso investimento in capitale umano e fisico. Infine, le risorse del Piano contribuiscono a dare impulso a una compiuta transizione ecologica.

Draghi ha quindi ricordato che le risorse fornite attraverso il Dispositivo di ripresa e resilienza dell’UE sono pari a 191,5 miliardi. Il Governo ha deciso di stanziare ulteriori 30,6 miliardi per il finanziamento di un Piano Nazionale Complementare da affiancare al dispositivo europeo. Questo piano complementare finanzia progetti coerenti con le strategie del PNRR, che tuttavia eccedevano il tetto di risorse ottenibili dall’Europa. Sono stati stanziati, inoltre, entro il 2032, ulteriori 26 miliardi da destinare alla realizzazione di opere specifiche. Queste includono la linea ferroviaria ad Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, che dovrebbe diventare una vera alta velocità, e l’attraversamento di Vicenza relativo alla linea ad Alta Velocità Milano-Venezia. Inoltre, è stato previsto il reintegro delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, utilizzate nell’ambito del dispositivo europeo per il potenziamento dei progetti ivi previsti per 15,5 miliardi. Nel complesso potremo disporre di circa 248 miliardi di euro. A tali risorse, si aggiungono poi quelle rese disponibili dal programma REACT-EU che, come previsto dalla normativa UE, vengono spese negli anni 2021-2023. Si tratta di altri fondi per ulteriori 13 miliardi.

Per quanto riguarda gli obiettivi, Draghi prevede che, nel 2026, il PIL italiano sarà di circa 3,6 punti percentuali superiore rispetto a uno scenario di riferimento che non tiene conto dell’attuazione del Piano. Ne beneficia anche l’occupazione che sarà più elevata, di 3,2 punti percentuali rispetto allo scenario base nel triennio 2024-2026. In riferimento al ruolo delle istituzioni competenti, il premier ha sottolineato che l’attuazione delle iniziative e delle riforme, nonché la gestione delle risorse finanziarie, sono responsabilità dei Ministeri e delle autorità locali. Le funzioni di monitoraggio, controllo e rendicontazione e i contatti con la Commissione Europea sono affidati al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Infine, è prevista una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, con il compito di interloquire con le amministrazioni responsabili in caso di riscontrate criticità nell’attuazione del Piano. Quindi, il presidente del Consiglio italiano ha voluto sottolineare l’importante ruolo svolto da Regioni ed Enti locali nell’ambito dell’attuazione del PNRR. Sono infatti responsabili della realizzazione di quasi 90 miliardi di investimenti, circa il 40 percento del totale, in particolare con riferimento alla transizione ecologica, all’inclusione e coesione sociale e alla salute.

Successivamente, Draghi ha spiegato quali sono i 6 obiettivi del Piano, definiti “missioni”. Il primo riguarda i temi della Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura. Nel complesso, le risorse destinate a questa Missione sono quasi 50 miliardi, di cui 41 finanziate con il Dispositivo Europeo e 8,5 con il Piano complementare nazionale, pari al 27% delle risorse totali del Piano. L’obiettivo principale è promuovere e sostenere la trasformazione digitale e l’innovazione del sistema produttivo del Paese. Il secondo obiettivo, denominato “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, si occupa dei grandi temi dell’agricoltura sostenibile, dell’economia circolare, della transizione energetica, della mobilità sostenibile, dell’efficienza energetica degli edifici, delle risorse idriche e dell’inquinamento. Questa è particolarmente importante per l’Italia, secondo il premier, poiché il Paese è maggiormente esposta a rischi climatici rispetto ad altri Paesi. La missione migliora la sostenibilità del sistema economico e assicura una transizione equa e inclusiva verso una società a impatto ambientale pari a zero. La dotazione complessiva di questa missione è la più cospicua tra le 6 proposte e prevede quasi 70 miliardi, di cui 60 finanziati con il Dispositivo europeo.

Il terzo obiettivo, invece, prevede una serie di investimenti finalizzati allo sviluppo di una rete di infrastrutture di trasporto moderna, digitale, sostenibile e interconnessa. Nel complesso a questa finalità sono allocati oltre 31 miliardi. Gran parte delle risorse è destinata all’ammodernamento e al potenziamento della rete ferroviaria. Si prevede il completamento dei principali assi ferroviari ad alta velocità ed alta capacità, per una spesa stimata in 13,2 miliardi, l’integrazione fra questi e la rete ferroviaria regionale e la messa in sicurezza dell’intera rete. Vi sono poi interventi per la digitalizzazione del sistema della logistica, per migliorare la sicurezza di ponti e viadotti, e misure per innalzare la competitività, capacità e produttività dei porti italiani. Il quarto obiettivo riguarda l’istruzione e la ricerca e “incide su fattori indispensabili per un’economia basata sulla conoscenza”. Oltre ai loro risvolti benefici sulla crescita, tali fattori sono determinanti anche per l’inclusione e l’equità, secondo Draghi. I progetti proposti intendono rafforzare il sistema educativo lungo tutto il percorso di istruzione, sostenere la ricerca e favorire la sua integrazione con il sistema produttivo. A questo ambito sono destinati quasi 32 miliardi, di cui uno finanziato con risorse nazionali tramite il Fondo complementare, e 31 con il fondo europeo.

Il quinto obiettivo ha a che fare con le politiche attive del lavoro e della formazione, con l’inclusione sociale e la coesione territoriale. I fondi destinati a questi obiettivi superano nel complesso i 22 miliardi. Ulteriori 7,3 miliardi di interventi beneficeranno delle risorse di REACT-EU. Sono previsti investimenti in attività di formazione e riqualificazione dei lavoratori. Si prevede l’introduzione di una riforma organica e integrata in materia di politiche attive e formazione, nonché misure specifiche per favorire l’occupazione giovanile. Sono introdotte misure a sostegno dell’imprenditorialità femminile e un sistema di certificazione della parità di genere che accompagni e incentivi le imprese ad adottare politiche adeguate a ridurre il gap di genere. Si è scelto poi di destinare importanti risorse alle infrastrutture sociali funzionali alla realizzazione di politiche a sostegno delle famiglie, dei minori, delle persone con gravi disabilità e degli anziani non autosufficienti. A queste si affiancano misure per la riqualificazione dei tessuti urbani più vulnerabili (periferie, aree interne del Paese) e interventi di potenziamento dell’edilizia residenziale pubblica e di housing temporaneo e sociale.

Il sesto ed ultimo obiettivo riguarda la Salute, un settore definito “critico” da Draghi e che ha affrontato sfide di portata storica nell’ultimo anno. La pandemia da Covid-19 ha confermato il valore universale della salute, la sua natura di bene pubblico fondamentale e la rilevanza macro-economica dei servizi sanitari pubblici. Le riforme e gli investimenti proposti con il Piano in quest’area hanno due obiettivi principali: rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio e modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario, al fine di garantire un equo accesso a cure efficaci. La dotazione per questa missione è complessivamente di 18,5 miliardi, di cui 15,6 relativamente a finanziamenti RFF e 2,9 di risorse nazionali. Il miglioramento delle prestazioni erogate sul territorio è perseguito attraverso il potenziamento e la creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari. 

Infine, il premier ha sottolineato che il PNRR è stato ideato per avere un importante impatto su donne, giovani e sul Sud del Paese. Inoltre, questo prevede anche una specifica attenzione per le persone con disabilità, una riforma della giustizia che affronti i progressi strutturali del processo civile e penale e una nuova riforma di sistema della Pubblica Amministrazione. Il Piano vuole anche “impegnare Governo e Parlamento a una continuativa e sistematica opera di abrogazione e modifica delle norme che frenano la concorrenza, creano rendite di posizione e incidono negativamente sul benessere dei cittadini”. Questi principi sono essenziali per la buona riuscita del Piano, secondo Draghi, che ha sottolineato la necessità di evitare che le risorse finiscano soltanto nelle mani dei monopolisti. A questo fine assume un ruolo cruciale la Legge annuale sulla concorrenza, prevista nell’ordinamento nazionale dal 2009, ma realizzata solo una volta nel 2017. Le norme da attuare dovranno agevolare l’attività d’impresa in settori strategici come le reti digitali e l’energia, ha sottolineato il premier. In conclusione, il presidente del Consiglio ha ringraziato il Parlamento per “l’impulso politico che anima tutto il Piano”, evidenziando che l’attenzione a ambiente, giovani, donne, mezzogiorno è frutto di un lavoro condiviso, con tutte le forze politiche. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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