La Russia testa un nuovo sistema di difesa missilistico

Pubblicato il 26 aprile 2021 alle 11:02 in Russia

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Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha annunciato, lunedì 26 aprile, che le Forze Aerospaziali del Paese hanno concluso, con successo, il lancio di prova di un nuovo sistema missilistico. Il nome e la tipologia non sono stati rivelati perché “confidenziali”. I test hanno avuto luogo in Kazakistan, presso il campo di addestramento di Sary-Shagan.

Lo stesso giorno, il 26 aprile, il maggiore generale, Sergey Grabchuk, nonché comandante dell’unità di difesa missilistica del Paese, ha dichiarato che i test non solo hanno confermato le capacità di attacco dell’arma, ma hanno anche dimostrato la sua altissima precisione. Il Ministero della Difesa si è limitato a rilasciare pochi dettagli, non rivelando né in cosa consistesse il lancio, né le caratteristiche prestazionali del nuovo sistema di difesa missilistico.

Qualche mese prima, il 22 gennaio, Grabchuk aveva rilasciato un’intervista al quotidiano militare russo, Krasnaya Zvezda, in cui erano stati resi noti alcuni dettagli dei progetti futuri per la difesa missilistica della Federazione Russa. Grabchuk ha rivelato che i nuovi missili anti-balistici avrebbero rafforzato le capacità militari del sistema di difesa delle Forze Aerospaziali del Paese. Inoltre, è importante sottolineare che l’arsenale missilistico di Mosca sta attraversando un’importante fase di ammodernamento. Grazie al passaggio a sistemi di ultima generazione, saranno risolti tutti gli aspetti problematici che caratterizzavano i modelli più datati. Si prevede che, prossimamente, ad essere operativi saranno anche nuovi missili di difesa che permetteranno di migliorare notevolmente le capacità di combattimento e contrasto. Grabchuk, durante la medesima intervista, ha spiegato che i nuovi missili anti-balistici viaggeranno a oltre 3 chilometri al secondo e questo garantirà la “distruzione delle testate-bersaglio”. Si tratta di una velocità molto elevata perché supera di quattro volte quella dei proiettili degli AK-47. Nonostante i test missilistici siano sempre svolti presso la base militare di Sary-Shagan, l’arsenale anti-balistico è collocato presso i siti di lancio moscoviti.

In termini generali, è importante sottolineare che il sistema missilistico di difesa della Federazione Russa è stato concepito per garantire la sicurezza della città di Mosca. Tra le sue caratteristiche, vale la pena menzionare la sua precisione nel processo di intercettazione di testate nucleari nemiche. Come ha spiegato Grabchuk, l’arsenale del Paese ha valore strategico perché, grazie ai suoi punti di forza, è in grado di “respingere un attacco nucleare di portata ridotta” e di individuare quasi tutte le armi nemiche, anche quelle distanti migliaia di chilometri.

Il complesso di difesa antimissile fa parte della prima divisione della Difesa aerea e missilistica delle Forze Aerospaziali russe. Si tratta dell’unica unità progettata per difendere la città di Mosca dagli attacchi missilistici nemici. Il suddetto sistema di difesa è stato creato nel quadro del Trattato Anti Missili Balistici, sottoscritto il 26 maggio del 1972 dall’ex Unione Sovietica e dagli Stati Uniti. Lo scopo dell’intesa, anche nota come Trattato ABM, era quello di limitare la proliferazione delle armi nucleari offensive. Tra gli obblighi, è importante ricordare quello di installare un solo sistema antimissile fisso, composto da un massimo di 100 missili, da collocare o nella capitale o presso un campo missilistico balistico intercontinentale. Il 16 dicembre 1991, data di dissoluzione dell’Unione Sovietica, il trattato ABM perse il suo residuo significato strategico e, più tardi, il 13 giugno 2002, l’allora presidente degli Stati Uniti, George Bush, denunciò il contenuto dell’intesa.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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