La Russia dichiara “persona non grata” un diplomatico italiano a Mosca

Pubblicato il 26 aprile 2021 alle 13:41 in Italia Russia

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La Russia ha dichiarato, lunedì 26 aprile, “persona non grata” un dipendente dell’Ambasciata italiana a Mosca. Si tratta del consigliere dell’attache per la difesa e gli affari navali, Curzio Pacifici, al quale è stato ordinato di lasciare il Paese entro 24 ore.

Secondo quanto reso noto dall’agenzia stampa russa RIA, l’ambasciatore italiano a Mosca, Pasquale Terracciano, lo stesso 26 aprile, era stato convocato dal Ministero degli Esteri russo, il quale, attraverso una nota, lo aveva informato della nuova misura prevista per il funzionario italiano. Come si legge all’interno della suddetta nota ministeriale, l’espulsione rappresenta la contromisura che Mosca ha adottato in risposta alle “azioni non amichevoli e senza fondamento delle autorità italiane“. 

“Abbiamo appreso con profondo rammarico la decisione della Federazione Russa di espellere l’addetto navale aggiunto dell’Ambasciata d’Italia a Mosca con un preavviso di 24 ore. Consideriamo la decisione infondata e ingiusta perché in ritorsione ad una legittima misura presa dalle Autorità italiane a difesa della propria sicurezza”, ha dichiarato la Farnesina in seguito all’espulsione del funzionario italiano.

Queste le conseguenze di quanto accaduto qualche settimana fa, il primo aprile, quando sono stati espulsi due funzionari dall’Ambasciata russa a Roma, l’addetto navale e aeronautico, Alexey Nemudrov, e Dmitri Ostroukhov, impiegato presso lo stesso ufficio. I due diplomatici russi erano stati dichiarati “persona non grata” a seguito della vicenda relativa alla vendita di documenti militari classificati dall’ufficiale della Marina italiana, Walter Biot, a un ufficiale accreditato presso l’Ambasciata russa a Roma, Dmitri Ostrukhov. Sia quest’ultimo sia Nemudrov sarebbero coinvolti nel caso di spionaggio ma, secondo quanto riferito, Ostroukhov è stato colto in flagrante mentre riceveva i documenti classificati. Nonostante ciò, non è stato arrestato per via della sua immunità diplomatica.

 In precedenza, la sera del 30 marzo, il 56enne Biot e un membro dell’Ambasciata russa, Dmitri Ostrukhov, sono stati fermati in un parcheggio della capitale mentre era in corso la vendita di documenti altamente riservati. L’operazione di arresto è stata condotta dai Carabinieri del Ros, su mandato della Procura della Repubblica di Roma, i quali hanno arrestato il capitano di fregata con l’accusa di “procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico e militare, diffusione di notizie di cui è vietata la divulgazione”. La cattura dei due individui è stata il risultato di lunghe indagini che i Carabinieri del Ros hanno condotto in collaborazione con l’Agenzia informazioni e sicurezza Interna (AISI), l’intelligence italiana. Secondo le autorità, il militare italiano ha ceduto documenti classificati in cambio di una somma di denaro, pari a circa 5.000 euro in contanti. Si tratterebbe di copie di documenti che erano all’attenzione dello Stato Maggiore.

Sebbene la Russia sia nota per condurre operazioni di spionaggio, nella storia recente della Repubblica italiana non si era mai registrata un’accusa di tale calibro che potesse mettere a rischio a sicurezza dell’Italia. 

Nell’ultimo periodo, le relazioni tra la Russia e i Paesi Occidentali si sono notevolmente deteriorate. Oltre alla Polonia, anche la Slovacchia, la Repubblica Ceca, la Bulgaria, l’Ucraina, e, infine, gli Stati Uniti hanno annunciato l’espulsione dei diplomatici russi. Mosca ha sempre risposto adottando misure speculari a quelle degli altri Paesi, come è avvenuto il 26 aprile con il diplomatico italiano. 

  

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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