La Polonia indice un vertice d’emergenza con focus su Russia-Praga

Pubblicato il 26 aprile 2021 alle 15:15 in Polonia Repubblica Ceca Russia

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Il primo ministro della Polonia, Mateusz Morawiecki, ha indetto, lunedì 26 aprile, una riunione d’emergenza con i capi di governo del Gruppo di Visegrad, ovvero Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Polonia, per discutere del deterioramento delle relazioni bilaterali tra Praga e Mosca.

Il vertice si svolgerà in collegamento video il giorno stesso, il 26 aprile, e sarà interamente incentrato sulla “questione russa”. Come si legge dal comunicato ministeriale polacco, riportato dall’agenzia di stampa russa RIA, lo scopo dell’incontro è quello di affrontare le recenti azioni della Federazione Russa sullo sfondo degli ultimi eventi riguardanti la Repubblica Ceca, la quale aveva dichiarato di avere prove a conferma del coinvolgimento di Mosca nell’esplosione del deposito militare di Vrbetice, collocato nel Sud-est del Paese.

È ormai da circa una settimana che le relazioni tra Russia e Repubblica Ceca vanno incontro ad un progressivo deterioramento, acuito dalle costanti espulsioni di diplomatici da ambo le parti. Il caso più recente si è verificato il 22 aprile, quando la Repubblica Ceca ha annunciato l’espulsione di 63 funzionari russi dal Paese. Secondo quanto dichiarato dal ministro degli Affari Esteri ceco, Jakub Kulhanek, tale mossa sarebbe finalizzata a ridurre il numero di diplomatici russi nel Paese, così da farlo corrispondere al numero di funzionari cechi a Mosca. Questo perché la Repubblica Ceca, rispetto alla Russia, ospiterebbe circa 50 diplomatici.

 Secondo i calcoli, a partire dal 27 aprile, il personale dell’ambasciata di Mosca a Praga includerà 27 diplomatici e 67 tecnici, mentre quella ceca nella Federazione Russa sarà composta da 5 diplomatici e 19 tecnici. Nel frattempo, l’ambasciatore ceco a Mosca, Vitezslav Pivonka, ha informato che continuerà a lavorare nel Paese per il momento, dopo essere stato convocato al Ministero degli Esteri russo, sempre il 22 aprile.

L’aggravamento delle relazioni bilaterali è iniziato il 17 aprile, quando il primo ministro ceco, Andrej Babis, ha accusato l’intelligence russa di essere stata l’artefice dell’esplosione del deposito militare di Vrbetice. Come conseguenza, la Repubblica Ceca ha deciso di espellere 18 diplomatici russi dal Paese. La risposta della Russia non ha tardato ad arrivare. Il giorno dopo, domenica 18 aprile, il Paese ha dichiarato 20 funzionari dell’Ambasciata della Repubblica Ceca di Mosca “persona non grata”, ordinando loro di lasciare il Paese entro 48 ore. Poco dopo, il Ministero degli Esteri della Russia ha dichiarato che dietro le azioni ceche ci sarebbero, in realtà, gli Stati Uniti. Il Cremlino ha negato il suo coinvolgimento nell’esplosione del 2014 e ha sottolineato che l’espulsione dei funzionari russi è basata su “pretesti infondati e inverosimili”.

Tra le altre conseguenze, è opportuno sottolineare che, il 19 aprile, il Ministero dell’Industria della Repubblica Ceca ha dichiarato che la società russa Rosatom è stata esclusa dalla gara d’appalto per la costruzione della centrale nucleare di Dukovany, situata a Sud del Paese. Tra le altre ragioni, il Governo ceco temeva che la gestione russa della costruzione di un’infrastruttura così strategica per Praga avrebbe rappresentato una minaccia.

 Il Gruppo di Visegrad include la Polonia, l’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Slovacchia a partire dal 15 febbraio 1991. In tale data, i rappresentanti dei suddetti Paesi hanno sottoscritto un accordo di collaborazione politica ed economica con l’obiettivo di integrarsi politicamente con l’Europa e la NATO.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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