La Cina inaugura la più avanzata nave d’assalto anfibia e non solo

Pubblicato il 26 aprile 2021 alle 13:31 in Asia Cina

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Il presidente cinese, Xi Jinping, ha presenziato alla cerimonia di assegnazione di tre nuove imbarcazioni della flotta cinese, ovvero Lunga Marcia 18, Dalian e Hainan, il 23 aprile, in occasione del 72esimo anniversario della Marina militare dell’Esercito popolare di Liberazione (EPL), al porto militare di Sanya, nella provincia meridionale di Hainan.

La Hainan è la prima nave d’assalto anfibia di tipo 075 della Cina, nonché la più grande di tale genere in dotazione all’EPL. La nave può trasportare circa 30 elicotteri di vario tipo, come quelli armati di tipo Z-8J e Z-20J, ancora in fase di ultimazione, o quelli dotati di sistema radar aviotrasportato di preallarme, oltre a centinaia di uomini. La Hainan ha una capacità stimata di 40.000 tonnellate e, secondo South China Morning Post, potrebbe essere schierata nel Mar Cinese Meridionale. A tal proposito, un ex istruttore dell’EPL, Song Zhongping, ha sottolineato che se l’imbarcazione sarà affidata al comando meridionale dell’EPL, oltre al Mar Cinese Meridionale, che resterebbe il suo principale ambito operativo,  il suo raggio d’azione riguarderebbe anche lo Stretto di Taiwan.

La Dalian, invece, è un cacciatorpediniere lanciamissili antiaerei e antinave di tipo 055, mentre, la Lunga Marcia-18, è un sottomarino a propulsione nucleare in grado di lanciare missili balistici intercontinentali JL-1 e JL-2.

Tra i mezzi presentati il 23 aprile da Pechino, la Hainan è quella che potrebbe destare maggiori preoccupazioni nei Paesi che hanno rivendicazioni di sovranità marittima concorrenti a quelle cinesi, viste le sue capacità di attacco. Il quotidiano The Straits Times ha affermato che il rafforzamento militare della Cina e le sue più recenti mosse per rafforzare la propria presa sul Mar cinese Meridionale avrebbero evocato timori rispetto alla possibilità che Pechino voglia negare accesso militare alle acque lungo le proprie coste all’Esercito statunitense. Al contempo, gli USA stanno compiendo ripetute operazioni di libertà di passaggio di aerei e imbarcazioni statunitensi in acque e spazi aerei ritenuti internazionali.

Tra gli ultimi episodi di tensione in tali acque, le Filippine hanno inviato ripetute proteste diplomatiche a Pechino vista la presenza di centinaia di imbarcazioni cinesi, definite “milizie”, nei pressi della scogliera di Whitsun Reef, nel Mar Cinese Meridionale, in un’area la cui sovranità è contesa tra Manila e Pechino. Gli USA si sono schierati dalla parte di Manila, mentre Pechino ha respinto le accuse ricevute.

Il Mar Cinese Meridionale è al centro di dispute di sovranità tra la Cina, Taiwan, le Filippine, il Vietnam, la Malesia e il Brunei che hanno rivendicazioni concorrenti su tali acque. In particolare, per la Cina, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici e, nello specifico, da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque in questione, includendole pressoché per intero. Alla luce di tali rivendicazioni, Pechino ha, ad esempio, costruito isole artificiali e postazioni militari in più punti, provocando proteste da parte degli altri Paesi. Anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, ne reclamano solamente alcune parti.

In tale contesto, Washington ha ripetutamente accusato Pechino di aver militarizzato le acque del Mar Cinese Meridionale e di aver adottato un atteggiamento aggressivo nei confronti degli altri Paesi che vi si affacciano. Lo scorso 26 agosto, ad esempio, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha colpito 24 aziende cinesi colpevoli, a suo giudizio, di aver avuto un ruolo attivo nell’aiutare l’Esercito cinese a costruire e a militarizzare alcune isole artificiali nel Mar Cinese Meridionale.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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