Elezioni in Albania: il premier Rama vicino al terzo mandato

Pubblicato il 26 aprile 2021 alle 16:46 in Albania Europa

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Secondo i risultati preliminari rilasciati, lunedì 26 aprile, dalla commissione elettorale dell’Albania, il Partito socialista (PS), attualmente al governo, ha ottenuto quasi la metà dei voti espressi alle elezioni di domenica. Con circa il 30% delle schede scrutinate, i dati hanno mostrato che il PS si è assicurato almeno il 49,4% dei consensi, mentre il principale partito di opposizione, il Partito Democratico (PD), ha ottenuto finora il 38,8% dei voti. Il Movimento per l’integrazione socialista, formatosi il 6 settembre 2004, dopo che l’ex primo ministro, Ilir Meta, si è separato dal PS, ha guadagnato per ora il sostegno del 7,1% degli elettori. La commissione elettorale ha dichiarato che i risultati finali saranno resi noti martedì 27. L’affluenza alle urne è stata del 48,2%. Ad una prima lettura, in questo momento nessuno dei partiti avrebbe la maggioranza dei seggi in Parlamento.

Le elezioni di domenica si sono svolte dopo un’aspra campagna elettorale e scontri tra sostenitori di partiti rivali. La rabbia è scaturita in gran parte dalla frustrazione per la situazione politica ed economica del Paese, che spera di avviare i colloqui di adesione a pieno titolo all’UE entro la fine dell’anno. Il primo ministro albanese, Edi Rama, è in cerca di un terzo mandato di governo per il suo partito socialista. La sua campagna è stata incentrata soprattutto sulla promessa di sviluppare, in Albania, i settori del turismo, dell’energia, dell’agricoltura e del digitale. Il principale contendente di Rama è Lulzim Basha, del PD, il quale sta cercando un ritorno al potere dopo aver perso le elezioni nel 2013. Il Partito Democratico, che ha accusato il governo di corruzione e legami con la criminalità organizzata, ha dichiarato di volersi impegnare, qualora vincesse, a ridurre le tasse, ad alzare gli stipendi e ad offrire maggiore sostegno finanziario sociale.

Le elezioni di domenica sono state seguite da vicino da osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e dalle ambasciate occidentali. Nonostante le divisioni, tutti i partiti hanno promesso di realizzare le riforme necessarie affinché l’Albania raggiunga il suo obiettivo di aderire all’UE. Il blocco ha deciso di aprire i colloqui di adesione a Tirana lo scorso anno, ma deve ancora fissare una data per il primo incontro. Nel 2014, l’Albania ha ottenuto lo status di candidato all’UE. Tuttavia, da allora ci sono stati pochi progressi nelle procedure di adesione a causa della pandemia di coronavirus e della mancanza di riforme all’interno del Paese.

Se dovesse vincere la maggioranza dei seggi, Rama potrebbe ottenere un terzo mandato come primo ministro, un obiettivo che nessun politico albanese ha ancora raggiunto da quando il Paese ha tenuto le sue prime elezioni multipartitiche, nel 1991. Tuttavia, i risultati potrebbero ancora cambiare man mano che il conteggio dei voti prosegue. Dopo la chiusura delle urne, il premier è stato cauto nelle sue dichiarazioni in conferenza stampa. Afrim Krasniqi, direttore dell’Istituto albanese per gli studi politici, ha commentato così l’andamento dei sondaggi: “La domanda non è se il Partito socialista arriverà primo, perchè è al primo posto dal 1996. Quello che resta da vedere è se i socialisti riceveranno la stessa percentuale o una percentuale maggiore rispetto ai partiti di opposizione e se saranno in grado di formare un governo da soli, oppure se i due principali partiti di opposizione avranno più voti”. Krasniqi ha infine descritto il forte sostegno dimostrato nei confronti dell’opposizione come un “voto di protesta contro il governo”.

Rama è stato eletto per la prima volta nel 2013 e, salito al governo, aveva promesso un “rilindje” ovvero una “rinascita” per l’Albania, riferendosi al cosiddetto Rinascimento albanese, un movimento politico e culturale che ha portato il Paese a dichiarare la sua indipendenza nel 1912. Gli oppositori del primo ministro, tuttavia, lo hanno più volte accusato di non essere riuscito ad arginare la corruzione, come aveva promesso all’inizio del suo mandato. Un rapporto di Freedom House, riguardo al 2020,  ha evidenziato, con riferimento all’Albania, che “la corruzione è pervasiva nel Paese e che l’UE ha ripetutamente chiesto una rigorosa attuazione di misure antigraft”.

Lo Stato balcanico è profondamente diviso e un’aspra campagna elettorale si è svolta prima del voto di domenica. Mercoledì 21 aprile, una sparatoria collegata a scontri tra sostenitori di partiti rivali, nella città di Elbasan, ha provocato un morto e quattro feriti. La vittima era Pjerin Xhuvani, ex direttore del fondo regionale di assicurazione sanitaria, condannato per corruzione. L’incidente ha attirato le critiche dell’ambasciata americana nel Paese, che ha esortato i principali leader politici albanesi a “esercitare moderazione” e a “rifiutare chiaramente la violenza” prima delle elezioni.

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Chiara Gentili

di Redazione

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