Tokyo contro l’aggressione cinese, organizza esercitazioni con USA e Francia

Pubblicato il 23 aprile 2021 alle 11:47 in Cina Giappone

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Il ministro della Difesa del Giappone, Nuobo Kishi, il 22 aprile, ha affermato che le azioni della Cina intorno alle isole Senkaku siano una lenta aggressione e, il giorno dopo, ha annunciato la prima esercitazione militare congiunta con gli USA e la Francia, dall’11 al 17 maggio prossimi.

Il 22 aprile, Kishi ha affermato che la Cina sta portando avanti in modo sommesso attività di aggressione che, alla fine, potrebbero ribaltare totalmente lo status quo delle isole Senkaku e ha affermato che il Giappone non potrà mai permetterlo. Nella stessa occasione Kishi ha anche affermato che, nel caso in cui anche la situazione taiwanese dovesse cambiare, ciò avrebbe conseguenze significative.

Il 23 aprile, il portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Wang Wenbin, ha dichiarato che le parole di Kishi siano state fuorvianti. Wang ha quindi ricordato che la Cina si è sempre attenuta ad un percorso di sviluppo pacifico, ha perseguito politiche difensive e continuerà a farlo. Per questo, il Giappone dovrebbe smettere di fuorviare il pubblico sullo sviluppo cinese. In secondo luogo, il portavoce cinese ha ricordato che le Senkaku, chiamate dalla Cina Diaoyu, sono parte integrante del territorio cinese e, per questo, le pattuglie organizzate in tali acque sono un diritto di Pechino. A proposito di Taiwan, invece, Wang ha ricordato che si tratta di una questione interna cinese rispetto alla quale Pechino non consentirà mai l’interferenza di altri Paesi. Infine, Wang ha ricordato al Giappone le sue passate attività aggressive ed espansive in Asia, invitando Tokyo ad analizzare il proprio comportamento e ad interrompere gli attacchi contro la Cina.

Nel Mar Cinese Orientale, Pechino e Tokyo hanno una disputa territoriale aperta riguardante le isole chiamate dal Giappone Senkaku e dalla Cina Diaoyu. Tali territori sono, al momento, amministrati dal Giappone ma intorno alle loro acque e sui loro cieli sta crescendo la presenza militare di entrambe le parti.  Tokyo ha protestato più volte per la presenza di navi della Guardia costiera cinese intorno a tali acque, esprimendo preoccupazione soprattutto da quando, il primo febbraio scorso, è entrata in vigore la nuova legge cinese per la Guardia costiera. Approvata da Pechino il 22 gennaio precedente, quest’ultima autorizza il corpo marittimo ad aprire il fuoco contro imbarcazioni straniere e a distruggere strutture erette da altri Paesi su isole rivendicate da Pechino.

Alla luce di tali circostanze, e vista la crescente influenza cinese nella regione, il Giappone sta intensificando i propri legami di difesa con più attori, primi fra tutti gli Stati Uniti, per mantenere la libertà e l’apertura dell’Indo-Pacifico. Il 23 aprile, annunciando l’esercitazione militare con Francia e USA, Kishi ha affermato che ampliando la cooperazione tra i tre Paesi, il Giappone vorrebbe ampliare le proprie tattiche e capacità per la difesa di “territori insulari remoti”. Le operazioni si svolgeranno presso il campo di addestramento di Kirishima e quello di Ainoura, nella regione di Kyushu. Le operazioni prevedranno anche attività anfibie.

Le isole Senkaku/Diaoyu sono formate da un gruppo di 5 isolotti disabitati e 3 scogli rocciosi e coprono un’area di 7 km2, nel Mar Cinese Orientale tra le isole di Okinawa e Taiwan. Nel 1969, la Commissione economica e sociale per l’Asia e il Pacifico dell’Onu aveva rivelato che l’area tra Taiwan e Okinawa sarebbe potuta diventare una delle future regioni petrolifere del mondo. Tali giacenze, hanno grande rilevanza sia per la Cina, sia per il Giappone che sono tra i maggiori importatori al mondo di combustibili fossili. Oltre a questo, le Senkaku/Diaoyu sono circondate da acque interessanti per il settore ittico e, per posizione, intercettano importanti rotte commerciali sfruttate da Cina, Giappone e Corea del Sud per le importazioni energetiche. Oltre a Pechino e Tokyo, anche Taipei rivendica la loro sovranità.

L’annuncio dell’esercitazione è infine arrivato a pochi giorni di distanza dall’ incontro tra il presidente statunitense, Joe Biden, e il premier giapponese, Yoshihide Suga, del 16 aprile scorso. Suga è stato il primo leader straniero ad essere ospitato alla Casa Bianca dall’insediamento di Biden, il 20 gennaio scorso. Le parti hanno trattato temi quali a pandemia di coronavirus, il cambiamento climatico, il commercio, le Olimpiadi di Tokyo, la Cina, lo Xinjiang e Taiwan. I leader hanno confermato il loro impegno per promuovere valori condivisi, inclusi i diritti umani e lo stato di diritto, e per mantenere un Indo-Pacifico libero e aperto, con particolare attenzione “all’ influenza della Cina sulla pace e la prosperità” della regione, decidendo di opporsi a qualsiasi tentativo di cambiare lo status quo con la forza o la coercizione nel Mar Cinese Orientale e Meridionale. Dopo i colloqui con Biden, Suga ha specificato che “c’è già un riconoscimento concordato sull’importanza della pace e della stabilità dello Stretto di Taiwan tra il Giappone e gli Stati Uniti”.

In merito alla questione delle Senkaku, Washinton ha più volte ribadito che l’Articolo 5 del Trattato di mutua cooperazione e sicurezza tra Tokyo e Washington, del 19 gennaio 1960, copre anche le isole Senkaku. Gli USA hanno più volte affermato che aiuterebbero l’alleato giapponese a difendersi da qualsiasi tipo di attacco proprio in base al Trattato di mutua cooperazione e sicurezza, il quale prevede che nel caso in cui uno dei due contraenti venisse attaccato all’interno dei territori amministrati dal Giappone, l’altro dovrebbe intervenire. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

 

di Redazione

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