La Francia assicura il proprio sostegno al Governo Militare del Ciad

Pubblicato il 23 aprile 2021 alle 20:41 in Ciad Francia

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Il presidente francese, Emmanuel Macron, è stato l’unico leader occidentale a recarsi al funerale del defunto presidente del Ciad, Idriss Deby, che si è tenuto il 23 aprile, assicurando il sostegno di Parigi al Consiglio Militare di Transizione (CMT) salito al potere, guidato dal figlio di Deby. 

Secondo quanto riferito dalla stampa francese, durante la cerimonia, Macron era seduto a fianco di Mahamat Déby, figlio del defunto presidente e nuovo uomo forte dell’esecutivo del Ciad. Tuttavia, in Francia, la visita del presidente francese è stata percepita come un “supporto senza riserve ad un colpo di Stato”, secondo alcune voci critiche, che fanno riferimento proprio alla presa di potere del CMT, senza consultazione popolare. Mahamat Déby si è imposto come erede del padre ed è stato messo alla guida, come presidente, di un Consiglio Militare di Transizione, composto da 15 generali. La Costituzione è stata sospesa e lo stesso vale per le sedute dell’Assemblea Nazionale.  

In tale contesto, Macron ha comunque deciso di recarsi in Ciad, la sera del 22 aprile, e di incontrare immediatamente il giovane generale Déby per un colloquio bilaterale. Inoltre, il 23 aprile, il presidente francese ha partecipato ad un altro meeting con anche gli altri quattro capi di Stato della regione del Sahel, presenti per il funerale, i leader di Burkina Faso, Mali, Niger e Mauritania. Insieme questi hanno assicurato, ancora una volta, al giovane generale la loro “unità di vedute” e il loro “comune appoggio al processo di transizione civile-militare”. Tuttavia, secondo una fonte diplomatica, nel suo discorso, Emmanuel Macron ha chiesto al CMT di promuovere “stabilità, inclusione, dialogo, transizione democratica”, garantendo un’apertura verso tutte le componenti della società “per evitare un collasso”. 

Tuttavia, i dubbi sul percorso verso la democrazia per il Paese rimangono numerosi. La Carta per la Transizione, resa pubblica il 21 aprile, conferma l’impegno a tenere “libere elezioni” entro 18 mesi, ma conferisce quasi tutti i poteri alla CMT e al suo capo in questo periodo di tempo. Il documento prevede la creazione di un governo di transizione e di un consiglio di transizione, una sorta di organo legislativo, ma i suoi membri saranno comunque tutti nominati dal CMT e dal suo presidente. In ogni caso, è necessario ricordare che il Ciad in questo momento sta fronteggiando una crisi interna particolarmente pressante, poiché la morte del presidente è stata causata proprio dall’attacco effettuato da un gruppo armato ribelle che vuole prendere il potere, noto come Fronte per l’Alternativa e la Concordia in Ciad (FACT). 

La morte di Deby padre arriva poche ore dopo l’annuncio della sua vittoria, con il 79,3%, alle elezioni nazionali dell’11 aprile, che gli avrebbe garantito un ampio margine per un sesto mandato. Il presidente del Ciad avrebbe dovuto tenere un discorso di vittoria dopo aver ricevuto i risultati provvisori, il 19 aprile, ma ha invece optato per visitare i soldati ciadiani impegnati in prima linea contro i ribelli nel Nord del Paese. Secondo il portavoce dell’esercito, il generale Azem Bemrandoua Agouna, le forze armate nazionali si sono scontrate con una colonna di militanti che stava avanzando verso la capitale, NDjamena. Secondo un rapporto, i soldati sarebbero stati attaccati da militanti del FACT mentre il presidente si trovava sul fronte. 

Deby, 68 anni, è salito al potere guidando la rivolta che ha rovesciato il presidente Hissene Habré nel 1990. Ha vinto le elezioni nel 1996 e di nuovo nel 2001 prima di proporre un cambiamento costituzionale nel 2018 che gli avrebbe permesso di rimanere al potere fino al 2033. Per mantenere un saldo controllo del Paese, il presidente ha sempre fatto affidamento su una buona tenuta delle istituzioni statali e sulla fedeltà dell’esercito. Tuttavia, il malcontento popolare nei suoi confronti è cresciuto negli ultimi anni e, il 6 febbraio, centinaia di persone erano scese in piazza per protestare contro la decisione di Deby di candidarsi per il suo sesto mandato. L’opposizione e gruppi armati come il Front for Change and Concord in Chad hanno supportato le piazze e denunciato l’autoritarismo del presidente. La sua morte sicuramente lascia un vuoto di potere che rischia di creare una crisi istituzionale che apre la strada ad un futuro incerto e alla possibilità di un’ulteriore destabilizzazione della regione. 

In tale contesto, il Front pour l’Alternance et la Concorde au Tchad (FACT) è un’organizzazione politico-militare ciadiana formata da militanti che fanno prevalentemente parte di un’etnia centroafricana di pastori nomadi nota come Dazaga o Gouran, che ha avuto un ruolo politico rilevante in Ciad. Per esempio, l’ex presidente Hissene Habré è un rappresentante di tale comunità. Il FACT è stato fondato il 2 aprile 2016 da Mahamat Mahdi Ali a Tanoua, nell’estremo nord del Ciad, a seguito di una scissione dell’Unione delle Forze per la Democrazia and lo Sviluppo (UFDD). Non si tratta di un’organizzazione jihadista, secondo gli osservatori nazionali ed internazionali, e il fondatore del Fronte, oltre ad essere un esponente della comunità gorane, ha vissuto in Francia, a Reims, dove ha militato nel Partito Socialista.

Il gruppo si contraddistingue per l’opposizione al presidente Idriss Déby e, a seguito della sua fondazione, si è stabilito in Libia, nella regione desertica meridionale del Fezzan. Nel vicino Paese Nordafricano, il FACT avrebbe collaborato con la Terza Forza, una potente brigata libica di Misurata dispiegata nel Sud del Paese. Secondo altri analisti locali, l’organizzazione avrebbe anche sostenuto il sedicente Esercito di Liberazione Nazionale Libico, guidato dal generale Khalifa Haftar. Tuttavia, i dettagli a tale riguardo non sono chiari. Secondo le stime del 2018, il FACT conta tra i 700 e i 1.500 combattenti e recluta principalmente militanti di etnia Goranes e Kreda. Si ritiene che il movimento abbia base in Ciad, a Tanoua, e tre in Libia, a Jebel Saouda, vicino al confine con il Ciad, Al Djoufrah e Doulaki vicino a Sebha. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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