Il fatto più importante della settimana, Ciad

Pubblicato il 23 aprile 2021 alle 7:00 in Africa Ciad

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Il 20 aprile, i media locali hanno riferito la notizia della morte del neo-rieletto presidente, Idriss Déby, deceduto a causa delle ferite riportate in uno scontro armato con i ribelli del Fronte per l’Alternativa e la Concordia in Ciad (FACT). 

La notizia sarebbe stata confermata dall’esercito nazionale del Ciad, tramite un comunicato letto alla televisione nazionale. La svolta arriva poche ore dopo l’annuncio della vittoria di Deby, con il 79,3%, alle elezioni nazionali dell’11 aprile, che gli avrebbe garantito un ampio margine per un sesto mandato. Il presidente del Ciad avrebbe dovuto tenere un discorso di vittoria dopo aver ricevuto i risultati provvisori, il 19 aprile, ma ha invece optato per visitare i soldati ciadiani in prima linea, secondo quanto avrebbe riferito il direttore della campagna elettorale, Mahamat Zen Bada. Secondo il portavoce dell’esercito, il generale Azem Bemrandoua Agouna, le forze armate nazionali si sono scontrate con una colonna di ribelli che stava avanzando verso la capitale, NDjamena. Secondo un rapporto, i soldati sarebbero stati attaccati da militanti del FACT mentre il presidente si trovava sul fronte. 

In un’intervista a Radio-France Internationale, Mahamat Mahadi Ali, il leader dei ribelli, Deby ha assistito alle battaglie di domenica 18 e lunedì 19 aprile, nella regione centro-occidentale del Paese, nei pressi di Nokou a Kanem . Secondo quanto riferito, Déby è stato ferito sul campo di battaglia il 19 aprile, ed è stato poi trasportato nella capitale, a 400 km di distanza, in elicottero. Per ora la situazione è incerta, i media africani hanno reso noto che la costituzione è stata sospesa e che  subentrerà un Consiglio Militare, sotto la guida del generale Mahamat Kaka, altrimenti noto come Mahamat Idriss Déby Itno, figlio di Idriss. Il governo temporaneo dovrebbe rimanere al potere per 18 mesi.

Deby, 68 anni, è salito al potere guidando la rivolta che ha rovesciato il presidente Hissene Habré nel 1990. Ha vinto le elezioni nel 1996 e di nuovo nel 2001 prima di proporre un cambiamento costituzionale nel 2018 che gli avrebbe permesso di rimanere al potere fino al 2033. Per mantenere un saldo controllo del Paese, il presidente ha sempre fatto affidamento su una buona tenuta delle istituzioni statali e sulla fedeltà dell’esercito. Tuttavia, il malcontento popolare nei suoi confronti è cresciuto negli ultimi anni e, il 6 febbraio, centinaia di persone erano scese in piazza per protestare contro la decisione di Deby di candidarsi per il suo sesto mandato. L’opposizione e gruppi armati come il Front for Change and Concord in Chad hanno supportato le piazze e denunciato l’autoritarismo del presidente. La sua morte sicuramente lascia un vuoto di potere che rischia di creare una crisi istituzionale che apre la strada ad un futuro incerto e alla possibilità di un’ulteriore destabilizzazione della regione. 

In tale contesto, il Front pour l’Alternance et la Concorde au Tchad (FACT) è un’organizzazione politico-militare ciadiana formata da militanti che fanno prevalentemente parte di un’etnia centroafricana di pastori nomadi nota come Dazaga o Gouran, che ha avuto un ruolo politico rilevante in Ciad. Per esempio, l’ex presidente Hissene Habré è un rappresentante di tale comunità. Il FACT è stato fondato il 2 aprile 2016 da Mahamat Mahdi Ali a Tanoua, nell’estremo nord del Ciad, a seguito di una scissione dell’Unione delle Forze per la Democrazia and lo Sviluppo (UFDD). Non si tratta di un’organizzazione jihadista, secondo gli osservatori nazionali ed internazionali, e il fondatore del Fronte, oltre ad essere un esponente della comunità gorane, ha vissuto in Francia, a Reims, dove ha militato nel Partito Socialista.

Il gruppo si contraddistingue per l’opposizione al presidente Idriss Déby e, a seguito della sua fondazione, si è stabilito in Libia, nella regione desertica meridionale del Fezzan. Nel vicino Paese Nordafricano, il FACT avrebbe collaborato con la Terza Forza, una potente brigata libica di Misurata dispiegata nel Sud del Paese. Secondo altri analisti locali, l’organizzazione avrebbe anche sostenuto il sedicente Esercito di Liberazione Nazionale Libico, guidato dal generale Khalifa Haftar. Tuttavia, i dettagli a tale riguardo non sono chiari. Secondo le stime del 2018, il FACT conta tra i 700 e i 1.500 combattenti e recluta principalmente militanti di etnia Goranes e Kreda. Si ritiene che il movimento abbia base in Ciad, a Tanoua, e tre in Libia, a Jebel Saouda, vicino al confine con il Ciad, Al Djoufrah e Doulaki vicino a Sebha. 

Il fatto più importante della settimana è una rubrica a cura della Redazione di Sicurezza Internazionale.

Tutti i venerdì. 

di Redazione

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