Argentina: aumentano le tensioni per l’imposta sul patrimonio

Pubblicato il 23 aprile 2021 alle 13:59 in America Latina Argentina

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Il Governo argentino ha dichiarato, il 22 aprile, che non offrirà l’assistenza economica garantita dal programma di ripresa produttiva (Repro II) agli imprenditori che non hanno ancora pagato l’imposta sul patrimonio. La decisione del Governo è stata definita nella Risoluzione 198/2021 del Ministero del Lavoro. Secondo diversi esperti fiscali consultati da Infobae, questa decisione “annulla il diritto alla difesa” di quei contribuenti che stanno discutendo in tribunale sulla costituzionalità della tassa in questione. Lucas Gutiérrez, avvocato specializzato in diritto tributario, ha ritenuto preoccupante l’esclusione di Repro II per quelle società i cui azionisti non hanno pagato l’imposta sul patrimonio. “L’assistenza economica che le aziende ricevono non è un regalo ma una sorta di compensazione per le restrizioni che hanno per svolgere le loro attività e che sono a loro estranee”, ha riferito Gutiérrez. Secondo l’avvocato, l’esclusione dal programma rappresenta una sorta di “punizione” contro le persone che hanno deciso di difendersi e discutere della costituzionalità dell’imposta sul patrimonio.

Il consulente fiscale di SCI Group, Ezequiel Passarelli, ha detto che andrebbe compreso il punto di vista del Governo argentino, che molto spesso deve trattare con aziende che chiedono aiuti finanziari ma che, allo stesso tempo, non pagano le tasse che sono obbligatorie per legge. Tuttavia, Passarelli dà ragione anche agli uomini d’affari che sostengono di non poter essere costretti a pagare una tassa mentre ancora se ne sta discutendo in tribunale. Sebastián M. Domínguez, responsabile del servizio di assistenza fiscale a Buenos Aires SDC, ha detto che “una persona che evade le tasse non è la stessa di un’altra che, nell’esercizio dei propri diritti, discute l’origine dell’imposta sul patrimonio”.

Il Governo nazionale aveva lanciato il programma Repro II, il 13 novembre del 2020, come strumento per sostenere l’occupazione nei settori con difficoltà economiche. Il beneficio consiste nell’allocazione di una somma di denaro individuale e fissa ai lavoratori, in considerazione del pagamento delle retribuzioni a carico dei datori di lavoro che aderiscono al Programma. L’importo dell’assistenza varia a seconda del settore in cui l’azienda svolge la propria attività. Pertanto, coloro che lavorano in settori non critici hanno diritto a una somma massima di 9.000 pesos (80 euro), quelli che possiedono un impiego nei settori più in difficoltà possono accedere a 12.000 pesos (107 euro) e chi lavora nel settore sanitario può ottenere fino a 18.000 pesos (160 euro). Il 9 aprile, il Governo nazionale aveva tuttavia deciso di fissare l’assistenza economica per i settori più critici a 18.000 pesos per lavoratore, che corrisponde a quasi il 50% in più di quanto viene attualmente pagato. Ciò era stato definito nel quadro di un incontro presieduto da Santiago Cafiero, capo del gabinetto dei ministri sotto l’amministrazione del presidente argentino, Alberto Fernández.

All’incontro avevano partecipato anche il vice Capo di Stato Maggiore, Cecilia Todesca, i ministri dell’Economia, Martín Guzmán, e dello sviluppo produttivo, Matías Kulfas, il presidente della Banca Centrale, Miguel Pesce, e il capo dell’Amministrazione federale delle entrate pubbliche (AFIP), Mercedes Marcó del Pont. Il ministro del Lavoro, Claudio Moroni, dialogando con la stampa, aveva dichiarato che il beneficio sarebbe stato assegnato a “tutti coloro che a marzo di quest’anno avevano registrato una perdita superiore al 20% del fatturato effettivo che possedevano nel mese di marzo 2019″. Sulla base degli ultimi dati riportati dal Ministero del Lavoro, lo scorso febbraio il Governo aveva investito più di 4 milioni di pesos, che corrispondono a circa 36 mila euro, nell’ambito del programma Repro II, coprendo più di 300.000 lavoratori e quasi 10.000 aziende.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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