Pakistan: attentato contro hotel che ospitava l’ambasciatore cinese

Pubblicato il 22 aprile 2021 alle 9:37 in Cina Pakistan

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L’esplosione di un’auto-bomba in un hotel della città pakistana di Quetta, capoluogo della provincia Sud-occidentale del Balochistan, che ospitava l’ambasciatore cinese nel Paese, Nong Rong, ha provocato 4 morti, 12 feriti e un incendio, nella sera del 21 aprile. Il ministro dell’Interno del Pakistan, Sheikh Rashid Ahmed, ha definito la vicenda “un atto di terrorismo”, ma, al momento, l’attacco non è stato ancora rivendicato ufficialmente da alcun gruppo.

Il capo della polizia provinciale del Balochistan, Mohammed Rai, ha riferito ai media locali, citati da Xinhua, che l’esplosione è avvenuta nel parcheggio dell’hotel Serena di Quetta ed è stata innescata da un carico di esplosivo collocato su un’automobile. La polizia ha isolato l’area e ha avviato un’indagine. Secondo quanto riferito da una fonte interna all’intelligence pakistana, l’esplosione avrebbe provocato un grande frastuono e più auto sarebbero prese a fuoco.

Il ministro dell’Interno pakistano ha confermato il bilancio di vittime e feriti che potrebbe, però, ancora salire, e ha specificato che l’hotel Serena ospitava una delegazione cinese di quattro persone guidata dall’ambasciatore. Al momento dell’esplosione, quest’ultimo non era nella struttura ricettiva, in quanto impegnato in un incontro, e sia Nong, sia l’intera delegazione cinese sono al sicuro. Secondo alcune fonti, al momento dell’esplosione, l’ambasciatore stava rientrando in hotel e sarebbe stato a pochi minuti di distanza dalla struttura.

Nella provincia pakistana del Balochistan sono attivi gruppi separatisti di etnia baloch che, da anni, starebbero portando avanti insurrezioni nell’area, dove sono però presenti anche gruppi di estremisti islamici e di talebani. La provincia è caratterizzata da povertà diffusa, nonostante disponga di ricche risorse naturali e gli abitanti hanno spesso lamentato di non ricevere una parte della ricchezza derivante dal gas e dai minerali.

Negli ultimi anni, i separatisti baloch in particolare sono stati responsabili di attacchi indirizzati ai progetti del Corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC), che passa per il Balochistan e che sarà realizzato da Pechino e Islamabad nell’ambito del grande progetto infrastrutturale e di finanziamenti delle Nuove Vie della Seta e nel quale il governo cinese intende investire circa 62 miliardi di dollari. Secondo The Straits Times, gli abitanti del Balochistan avrebbero criticato il progetto in quanto avrebbe portato loro pochi benefici, visto che la maggior parte dei nuovi lavori creati sarebbe andata ad altri.

Alla luce di tali attacchi, Islamabad ha impegnato molti uomini nella provincia per contrastare le violenze e, in generale, negli ultimi anni l’Esercito ha intensificato la lotta contro tutti i vari gruppi armati operativi nella regione.

Tra gli attacchi più recenti contro la presenza cinese in Pakistan, l’11 maggio 2019, un uomo armato aveva ucciso 8 persone in un hotel di lusso della città portuale di Gwadar, uno snodo fondamentale del progetto delle Nuove Vie della Seta, in quanto rappresenta un importante punto di convergenza tra le rotte terrestri e marittime dell’iniziativa, dove l’azienda statale cinese China Overseas Port Holding Company gestisce le attività del porto. Il 29 giugno 2020, invece, un altro attentato, poi sventato, era stato indirizzato al Mercato azionario del Pakistan, posseduto in parte da aziende cinesi. In entrambi i casi, gli attentati erano stati rivendicati dall’Esercito di Liberazione del Balochistan, con sede in Afghanistan e ritenuto un’organizzazione terroristica da Pakistan, USA e Regno Unito.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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