L’intelligence degli Stati Uniti e gli UFO

Pubblicato il 22 aprile 2021 alle 19:16 in USA e Canada

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Mentre si attende un rapporto dell’intelligence sui fenomeni aerei non identificati, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha confermato l’esistenza di foto e video scattate dal personale della Marina che rientrano in questa categoria. 

In una dichiarazione alla CNN, resa pubblica il 16 aprile, la portavoce del Pentagono, Sue Gough, ha confermato che le foto di tre oggetti volanti non identificati – uno a forma di “sfera”, un altro a forma di “ghianda” e uno definita simile ad un “dirigibile metallico” – sono state scattate dal personale della Marina. La portavoce ha ribadito che, al fine di proteggere la sicurezza delle operazioni statunitensi ed evitare di divulgare informazioni che potrebbero essere utili a potenziali avversari, la Difesa non può rivelare pubblicamente i dettagli relativi a questi oggetti. Tuttavia, Sue Gough ha confermato che ci sono stati avvistamenti ed analisi di incursioni nei campi di addestramento e nello spazio aereo statunitense, che sono stati inizialmente designati come Fenomeni Aerei non Identificati, in inglese Unidentified Aerial Phenomenon (UAP). La dicitura viene utilizzata per evitare le associazioni con il termine UFO, che in inglese sta per Unidentified Flying Object, che si è diffuso tra gruppi di persone che supportano teorie riguardanti l’arrivo di alieni sulla terra. Sebbene la Difesa preferisca utilizzare l’acronimo UAP, il termine UFO rimane di comune utilizzo per fare riferimento ai fenomeni aerei non identificati anche da parte della stampa internazionale. In Italia, Spagna, Portogallo e Francia si utilizza invece l’acronimo OVNI che, nel caso italiano, sta per Oggetto Volante Non Identificato. 

La portavoce del Pentagono ha dichiarato anche che la Task Force per gli UAP, creata con l’Intelligence Authorization Act for Fiscal Year 2021, approvato il 6 agosto 2020, ha “incluso questi avvistamenti nei loro esami in corso”. Un provvedimento all’interno della norma in questione impone al direttore dell’Intelligence statunitense di lavorare con il segretario alla Difesa su un rapporto che rivelerà informazioni dettagliate sugli oggetti volanti non identificati raccolti dall’Office of Naval Intelligence, dalla Unidentified Aerial Phenomena Task Force e dall’FBI. In attesa di questo documento, su alcuni siti web statunitensi sono state pubblicate immagini presumibilmente scattata dal personale della Marina statunitense, in cui si vedono una serie di oggetti volanti. Non è da escludere che la portavoce della Difesa facesse riferimento proprio a queste immagini. Inoltre, già il 28 aprile del 2020, il Pentagono aveva pubblicato tre video che mostrano “fenomeni aerei non identificati” e la Marina degli Stati Uniti aveva confermato che si trattava di fenomeni reali. Per il momento, si attende giugno, quando le agenzie di intelligence statunitensi dovranno fornire il rapporto non classificati sugli UAP al Congresso. 

Nel frattempo, in un articolo del 23 marzo, il New York Times ha sottolineato che gli avvistamenti di questo tipo di oggetti nel 2020 sono quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente nello Stato di New York, che ne ha registrati 300. Su scala nazionale ce ne sono stati un totale di 7.200, con un aumento di circa 1.000 unità su tutto il territorio statunitense, rispetto al 2019. Il quotidiano collega tale incremento alla pandemia di coronavirus, sottolineando che, a causa delle restrizioni al movimento e dei lockdown, molte persone si sono trovate a prestare maggiore attenzione a questi fenomeni. Inoltre, nello Stato di New York, frotte di abitanti delle città in fuga dal virus si sono spostate in località periferiche come Catskills e Adirondacks, dove i cieli sono in gran parte privi di inquinamento luminoso. Infine, circa un quarto dei rapporti a livello nazionale è stato registrato proprio tra marzo e aprile del 2020, quando le restrizioni erano al loro massimo. I video pubblicati in quel periodo sono diventati virali sui social network, con milioni di visualizzazioni.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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