La proposta dell’Unione Europea per regolare l’IA

Pubblicato il 22 aprile 2021 alle 13:40 in Europa

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Il progetto di regolamento della Commissione Europea, reso noto il 21 aprile, è concepito per garantire che la tecnologia basata sull’intelligenza artificiale sia sicura e rispetti i diritti fondamentali. 

“Il quadro giuridico proposto non considera l’IA come una tecnologia in sé, bensì per cosa viene utilizzata e come viene utilizzata”, ha affermato Margrethe Vestager, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea. “Ci vuole un approccio proporzionale e basato su una semplice logica: maggiore è il rischio che un uso specifico dell’IA può causare alle nostre vite, più rigorosa è la norma da applicare”, ha aggiunto. Tuttavia, i rappresentanti di Bruxelles hanno specificato che gli standard di sicurezza andranno di pari passo con investimenti e innovazione, al fine di rendere l’UE il “hub globale per un’IA affidabile”. L’UE prevede di spendere nello sviluppo di tale tecnologia circa 1 miliardo di euro l’anno, con l’aiuto di investimenti privati e del Recovery Found. 

La proposta ha anche un valore geopolitico, poichè la Commissione Europea sembra voler disegnare un percorso alternativo all’approccio “laissez-faire” degli Stati Uniti e all’utilizzo a fini di controllo della Cina. Promuovendo un’IA affidabile, l’Europa potrebbe ottenere un vantaggio competitivo su Washington e Pechino. La proposta arriva dopo tre anni di lavoro sul tema da parte di un gruppo di esperti di alto livello, sulla base un piano proposto dagli Stati membri dell’UE, che è stato integrato negli anni con consultazioni, dibattiti parlamentari e campagne di lobbying. Le aziende che non si conformeranno alle norme europee potrebbero incorrere in sanzioni fino al 6% del loro fatturato.

Per quanto riguarda il provvedimento, la proposta fissa una serie di paletti per l’utilizzo della tecnologia. In primo luogo, potranno essere vietati i sistemi ritenuti “una chiara minaccia per la sicurezza, i mezzi di sussistenza e i diritti delle persone”, come per esempio i cosiddetti “sistemi di punteggio sociale”. Inoltre, le applicazioni ad alto rischio “saranno soggette a severi obblighi prima di poter essere introdotte nel mercato”. In secondo luogo, l’uso dei sistemi di identificazione biometrica, come il riconoscimento facciale, negli spazi pubblici “è vietato in linea di principio”. Le eccezioni ammesse riguardano la lotta contro il terrorismo, la tutela della sicurezza o le ricerche di un minore scomparso, secondo proposta di legge sull’AI presentata dalla Commissione. 

“Tutti i sistemi di identificazione biometrica sono considerati ad alto rischio e soggetti a severi requisiti”, ha evidenziato la Commissione. “Oggi presentiamo nuove regole per un’intelligenza artificiale affidabile con standard elevati in base ai diversi livelli di rischio”, ha aggiunto. “L’intelligenza artificiale è una fantastica opportunità per l’Europa 3 i cittadini meritano tecnologie di cui possono fidarsi”, ha commentato su Twitter la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, commentando la nuova proposta sottolineando che l’UE vuole evitare la sorveglianza di massa. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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