Italia-Libia: incontro tra i ministri degli Esteri a Roma

Pubblicato il 22 aprile 2021 alle 19:53 in Italia Libia

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Il 22 aprile, il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha incontrato la sua omologa libica, Najla el Mangoush, a Roma e ha annunciato la riapertura del consolato italiano a Bengasi. Si tratta della prima visita in Europa per la rappresentante libica. 

Secondo quanto riferito dal ministro Di Maio, la decisione ha l’obiettivo di rafforzare la presenza istituzionale italiana e conferma l’impegno di Roma per tutelare l’integrità territoriale della Libia. Oltre al consolato a Bengasi, verrà aperto anche un consolato onorario a Seba, nella regione meridionale libica del Fezzan, ha aggiunto il Ministero degli Esteri, ricordando che l’ambasciata a Tripoli non ha mai chiuso negli ultimi dieci anni, caratterizzati da una particolare instabilità a seguito della deposizione ed uccisione del generale Muhammar Gheddafi prima, e da un vero e proprio conflitto armato, in seguito. 

Durante l’incontro del 22 aprile, i due rappresentanti hanno concordato che una commissione congiunta dei Ministeri degli Esteri di Roma e Tripoli si riunirà annualmente in alternanza nei due Paesi, per attuare gli accordi sottoscritti dalle parti in vari settori. Inoltre, la stessa commissione potrà essere convocata ogni volta che sorgeranno nuove criticità. La notizia è stata riferita dalla stessa ministra degli Esteri e della Cooperazione internazionale della Libia nella conferenza stampa congiunta con Di Maio, alla Farnesina, tenutasi a seguito della discussione in privato. Nel suo intervento, la rappresentante libica ha sottolineato anche l’importanza di riaprire lo spazio aereo tra i due Paesi, di facilitare l’emissione dei visti per gli imprenditori e la necessità di sottoscrivere un accordo per l’estradizione di cittadini libici condannati in Italia. 

La visita di Najla el Mangoush a Roma arriva pochi giorni dopo il viaggio della ministra dell’Interno italiana, Luciana Lamorges, a Tripoli del 19 aprile. Durante la sua permanenza, la titolare del Viminale ha incontrato il presidente del Consiglio presidenziale dell’esecutivo libico ad interim, Mohamed Younis Ahmed al-Menfi, il primo ministro, Abdelhamid Dbeibah, e il ministro dell’Interno, Khaled Tijani Mazen. Durante i colloqui con i vertici politici del Paese Nordafricano la Lamorgese ha ribadito la solidità del legame tra Libia e Italia e la necessità di riconoscere il ruolo di fondamentale importanza affidato al nuovo governo di unità nazionale libico a garanzia della stabilità regionale e internazionale. A tale proposito, la ministra italiana ha affermato: “Sono sicura che la Libia saprà sfruttare questo momento unico procedendo con convinzione verso la sua piena stabilizzazione e su questo percorso l’Italia è pronta a sostenere progetti di collaborazione a tutto campo, chiedendo anche alle istituzioni europee di prestare al governo di Tripoli il massimo e concreto sostegno”. 

Inoltre, anche il primo ministro italiano, Mario Draghi, si era recato a Tripoli il 6 aprile, per la sua prima visita di Stato all’estero, che l’ha visto impegnato a sua volta in colloqui con le nuove autorità esecutive della Libia. Il premier era giunto nel Paese insieme al ministro degli Esteri, in un momento di transizione particolarmente importante per la Libia. Quanto accaduto prima il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, e poi il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, ha rappresentato un momento “storico” per la Libia, che, dal 15 febbraio 2011, è stata teatro di una perdurante crisi e di una lunga guerra civile. Ad aver dato nuovo impulso al percorso politico vi è stato l’accordo di cessate il fuoco, siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020 nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. Quest’ultimo è un organismo composto da delegati di entrambe le parti belligeranti, il governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA) e l’Esercito Nazionale Libico (LNA).

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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