Messico: in aumento il numero di bambini migranti al confine con gli Stati Uniti

Pubblicato il 21 aprile 2021 alle 13:46 in Messico USA e Canada

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Jean Gough, direttore regionale del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) per l’America Latina e i Caraibi, ha annunciato che, dall’inizio del 2021, il Messico ha segnalato un aumento del numero di bambini migranti, da 380 a quasi 3.500. Secondo quanto riferito dall’UNICEF il 19 aprile, le autorità messicane rilevano ogni giorno una media di 275 bambini migranti in più che sono in attesa di entrare negli Stati Uniti o di essere rimpatriati. “Ho avuto il cuore spezzato nel vedere la sofferenza di così tanti bambini piccoli, compresi i neonati, al confine messicano con gli Stati Uniti”, ha dichiarato Gough, sottolineando che la maggior parte delle strutture di accoglienza sono già sovraffollate e non sono dunque in grado di ospitare il numero crescente di bambini e famiglie che stanno migrando verso Nord. “Siamo profondamente preoccupati del fatto che le condizioni di vita dei bambini e delle madri migranti nel Paese potrebbero presto peggiorare ulteriormente”, ha aggiunto il direttore regionale dell’UNICEF.

In molti rifugi messicani, i bambini rappresentano almeno il 30% della popolazione migrante e la metà di loro viaggia senza i genitori, registrando una delle proporzioni più alte mai avute in Messico. Attualmente, l’UNICEF sta intensificando la sua assistenza umanitaria in America centrale e Messico, offrendo aiuto ad oltre 2.100 bambini migranti ai confini meridionali e settentrionali del Paese latino-americano. Nel contesto della pandemia di Covid-19, l’aumento del numero di minori migranti non accompagnati, così come l’arrivo di intere famiglie con bambini, ha messo a dura prova i centri di assistenza messicani, che attualmente sono sovraccarichi. L’UNICEF ha chiesto dunque un ampliamento delle strutture di accoglienza in Messico con lo scopo di soddisfare le esigenze specifiche di tutti gli immigrati. Tuttavia, i bisogni umanitari continuano ad aumentare costantemente e dovrebbero rimanere elevati anche nei prossimi mesi.

In una conferenza stampa avvenuta il 12 febbraio, Biden aveva annunciato di voler porre fine alla politica “Rimanere in Messico” dell’ex presidente Trump, formalmente nota come Protocolli di protezione dei migranti(MPP), che costringeva decine di migliaia di richiedenti asilo a restare nel Paese dell’America Centrale in attesa della loro udienza nei tribunali statunitensi. “Come ha chiarito il presidente Biden, il governo degli Stati Uniti è impegnato a ricostruire un sistema di immigrazione sicuro, ordinato e umano”, aveva detto Alejandro Mayorkas, segretario per la sicurezza interna, sottolineando che tale misura non dovrebbe essere interpretata come un incentivo per le persone a migrare irregolarmente nel Paese. Secondo i dati della US Customs and Border Protection (CBP), i funzionari di frontiera statunitensi hanno arrestato più di 172.000 migranti al confine con il Messico nel solo mese di marzo, inclusi quasi 19.000 minori non accompagnati.

Gough ha evidenziato che le famiglie centroamericane stanno fuggendo dai loro Paesi d’origine, in particolare Honduras, Guatemala, El Salvador e Messico, a causa dell’alto tasso di criminalità delle bande armate, della violenza domestica, della povertà, degli uragani e della perdita di posti di lavoro a causa della pandemia. “Il modo migliore per dare alle famiglie migranti una buona ragione per rimanere nelle loro comunità è investire nel futuro dei loro figli a livello locale”, ha sottolineato il direttore regionale dell’UNICEF.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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