Libia ed Egitto rafforzano i legami di cooperazione

Pubblicato il 21 aprile 2021 alle 9:47 in Egitto Libia

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Libia ed Egitto, il 20 aprile, hanno siglato 11 memoranda di cooperazione in diversi ambiti, a margine di una visita di una delegazione egiziana di alto livello a Tripoli, guidata dal premier del Cairo, Mostafa Madbouly.

Si è trattato della prima visita di un funzionario egiziano in qualità di primo ministro dal 2010. Madbouly è stato accompagnato da altri 75 individui, tra cui 11 ministri e diversi imprenditori e investitori. Sono diverse le tematiche affrontate nel corso delle discussioni che hanno portato alla firma dei nuovi accordi di cooperazione. Secondo il premier ad interim del governo di unità nazionale libico, Abdul Hamid Dbeibah, questi rappresentano i primi passi concreti verso l’inizio di una nuova fase di partenariato tra Tripoli e Il Cairo e mettono in luce la necessità di rafforzare il “lavoro diplomatico”.

Nel corso dell’incontro del 20 aprile, i due Paesi hanno concordato di creare nuove formule di partnership che possano portarli a coordinarsi e a scambiare opinioni ed esperienze su diverse questioni, tra cui la sicurezza regionale e il cammino politico libico, attraverso incontri periodici volti a rafforzare i legami di cooperazione e ad instaurare fiducia reciproca. Il tutto si basa si una nuova visione delle relazioni regionali e internazionali, che mira a impedire forme di ingerenza esterna o schieramenti. In tale quadro si inserisce altresì la necessità di espellere forze e mercenari stranieri dalla Libia.

Alcuni dei memoranda siglati il 20 aprile riguardano progetti nel settore delle energie rinnovabili, dei trasporti, in ambito infrastrutturale, tra cui la costruzione di strade, e in materia di sanità e commercio, oltre alle misure per facilitare investimenti congiunti. Altri accordi si concentrano su questioni inerenti alla manodopera, con riferimento ai lavoratori egiziani in Libia, agli investimenti nel campo dell’elettricità e delle telecomunicazioni, tra cui l’implementazione della fibra ottica e del rafforzamento delle capacità tecniche della Libia. Non da ultimo, l’Egitto si è detto disposto a sostenere lo “sviluppo umano” della Libia attraverso iniziative di cooperazione nel campo dell’istruzione, tra cui l’istituzione di un’università egiziana in una città libica e di un ospedale volto ad accogliere squadre di medici ed esperti del Cairo.

Parallelamente, il Ministero dell’Aviazione egiziano ha consentito l’arrivo di qualsiasi volo proveniente dai territori libici, sebbene a seguito di determinati controlli. La mossa implica la ripresa ufficiale dei voli tra Egitto e Libia, dopo che, già il 18 febbraio, Il Cairo aveva approvato la ripresa dei voli in partenza dall’aeroporto Benina di Bengasi verso l’aeroporto Burj al-Arab di Alessandria. In tal modo, come evidenziato dal premier libico, studenti, uomini d’affari e tutti i cittadini dei due Paesi potranno muoversi con facilità. Al contempo, Tripoli e Il Cairo hanno stabilito di creare una linea di navigazione tra i porti egiziani e libici, ma non sono stati rivelati particolari dettagli in merito.

Per quanto riguarda la cooperazione in materia di sicurezza, le due parti hanno affermato la loro condanna del “terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni” e hanno chiesto di istituire una banca dati comune per monitorare e scambiare informazioni sulle attività terroristiche ed enumerare i terroristi presenti nei due Paesi. Tra gli obiettivi posti vi sono preparare una guida unificata, organizzare pattugliamenti congiunti ai confini, istituire postazioni di sicurezza lungo i confini terrestri e marittimi e formare le forze congiunte affinchè siano in grado di contrastare il terrorismo a livello ideologico, mediatico e sul campo. Altre problematiche in cui Egitto e Libia si sono detti disposti a cooperare sono la lotta alla criminalità organizzata e l’immigrazione illegale.

A livello diplomatico, Dbeibah ha riferito che l’ambasciata e il consolato del Cairo riapriranno a Tripoli dopo la festività dell’Eid al-Fitr, alla fine del mese di Ramadan. Madbouly, da parte sua, ha ribadito il sostegno del suo Paese al vicino Nord-africano, soprattutto nella fase di transizione attuale, che si prevede culminerà con le elezioni presidenziali e legislative del 24 dicembre 2021. Il Cairo, in particolare, appoggia le istituzioni libiche e gli sforzi da esse profusi verso il raggiungimento della riconciliazione nazionale, dell’integrità territoriale libica e dello sviluppo e della prosperità per il popolo libico. Il primo ministro egiziano ha poi evidenziato come l’Egitto, in realtà, abbia sempre sostenuto la Libia negli ultimi anni, come dimostrato dalla Dichiarazione del Cairo, con la quale l’Egitto aveva proposto una tregua del conflitto libico a partire dall’8 giugno 2020, e il meeting di Hurgada del 28 e 29 settembre 2020, uno dei primi round dei colloqui del Comitato militare congiunto 5+5, durante il quale erano state fornite “raccomandazioni” ritenute rilevanti per la stabilizzazione del cessate il fuoco e il raggiungimento di una tregua permanente in Libia.

Nel corso del conflitto libico, Il Cairo ha prestato sostegno all’uomo forte di Tobruk, Kahlifa Haftar, che di fatto controllava la Libia orientale. Tuttavia, a seguito del cessate il fuoco, siglato il 23 ottobre 2020, e con l’inizio del cammino libico verso la transizione democratica, l’Egitto ha mostrato un progressivo avvicinamento verso Tripoli. Il primo passo verso il rafforzamento delle relazioni è stato rappresentato dall’incontro del 15 febbraio, data in cui una delegazione egiziana si è recata nella capitale libica per delineare i preparativi logistici che porteranno all’apertura dell’ambasciata dell’Egitto a Tripoli e di un consolato a Bengasi, al fine ultimo di facilitare la circolazione dei cittadini tra i due Paesi Nord-africani.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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