La Russia sospende il traffico marittimo nel Mar Nero, gli USA rispondono

Pubblicato il 21 aprile 2021 alle 17:35 in Russia USA e Canada

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Gli Stati Uniti, il 20 aprile, hanno definito “pericolosa” l’intenzione di Mosca di bloccare il traffico marittimo alle navi straniere in determinate aree del Mar Nero. Il portavoce del Dipartimento di Stato degli USA, Ned Price, ha dichiarato che tale mossa rappresenta “l’ennesima escalation che conferma la volontà russa di destabilizzare l’Ucraina”.

Washington ha riferito che l’attività della Russia è “particolarmente preoccupante”, soprattutto se la si somma ai recenti report che hanno confermato il massiccio dispiegamento di truppe russe lungo la linea di contatto con l’Ucraina dell’Est.

La notizia sul blocco di alcuni tratti del Mar Nero è stata resa nota, venerdì 17 aprile, da un’esclusiva dell’edizione crimeana dell’agenzia di stampa russa RIA. Il Dipartimento di Navigazione e Oceanografia del Ministero della Difesa della Federazione Russa ha dichiarato che, con lo scopo di ridurre le tensioni nel Donbass, il Paese ha deciso di sospendere il passaggio in alcuni tratti territoriali russi. Le limitazioni di navigazione inizieranno il 24 aprile e termineranno il 31 ottobre. Nello specifico, le sezioni che non saranno più accessibili alle imbarcazioni straniere sono tre. La prima riguarda il tratto marittimo della costa crimeana, che si estende da Sebastopoli a Gurzuf. La seconda fa riferimento all’area al largo della penisola di Kerch, non lontano dalla riserva naturale di Opuksky. Infine, la terza è la sezione marittima vicino all’estremo Occidentale della Crimea. Lo stretto di Kerch, invece, è esente da tali restrizioni.

L’esperto militare russo, Andrey Koshkin, ha commentato le nuove normative imposte dalla Russia riferendo che, a cui avviso, Mosca ha la sua posizione in merito al conflitto russo-ucraino. L’analista spiegato che “le restrizioni sono state introdotte per ridurre le tensioni e per stabilizzare la situazione“, ma non solo, anche per evitare che “le autorità di Kiev e di Washington aumentino il rischio di escalation”. Pertanto, Mosca ha giustificato tale azione spiegando che questa “dimostra che la Russia è consapevole dell’importanza di allentare le tensioni”, ha aggiunto Koshkin.

Non è un caso che Mosca abbia deciso di limitare il traffico marittimo proprio ora, a ridosso di due eventi significativi. Il primo fa riferimento all’esercitazione statunitense, la Defender Europe 2021 (DE 21), la quale ha avuto inizio il 3 aprile e si concluderà a fine giugno. La mobilitazione degli USA, definita come la più grande a guida americana, coinvolgerà le truppe di 27 Stati, sia europei sia non europei. Le esercitazioni si svolgeranno su larga scala, coinvolgendo i territori dei Paesi baltici, quelli del Nord Africa, e passando per i Balcani. Secondo le stime, saranno circa 28.000 i militari a stazionare sul territorio di 16 Paesi europei.

Il secondo motivo è legato, invece, al fatto che gli Stati Uniti, il 9 aprile, avevano dichiarato di voler trasferire due navi da guerra nelle acque del Mar Nero come risposta al dispiegamento militare russo in Crimea. La sera del 9 aprile, Ankara aveva informato Mosca che, la settimana dal 12 al 18 aprile, Washington avrebbe inviato due navi da guerra che sarebbero rimaste nel Mar Nero fino al 4 maggio. Il Cremlino non aveva accolto positivamente la notizia, affermando che tale azione “avrebbe potuto aggravare ulteriormente la situazione nel Donbass”.

 Più tardi, il 14 aprile, i cacciatorpedinieri della US Navy si sono diretti in Grecia, nello spazio marittimo dell’Isola di Creta. Le navi da guerra degli USA hanno stazionato presso il porto greco per tutta la giornata. La sera del 14 aprile, secondo i dati del sito di monitoraggio del traffico marittimo Marinetraffic, le due navi da guerra hanno lasciato il porto di Suda, situato nella costa Nord-occidentale dell’Isola di Creta. Il giorno successivo, il 15 aprile, sulla base delle disposizioni della convenzione di Montreaux che regolano il traffico marittimo nel Mar Nero, Washington ha annullato l’ingresso delle due navi da guerra, Donald Cook e Roosvelt, nel Mar Nero.

 Secondo gli analisti, Mosca, attraverso i nuovi blocchi marittimi, starebbe cercando di evitare che gli Stati Uniti incrementino la loro presenza nelle aree vicino al Paese.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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