La Russia introduce tre “zone pericolose” per l’aviazione civile

Pubblicato il 21 aprile 2021 alle 6:40 in Russia USA e Canada

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La Russia ha annunciato, martedì 20 aprile, l’introduzione di una terza “zona pericolosa” per l’aviazione civile nello spazio aereo del Mar Nero e della Crimea. I Notam, ovvero una serie di modifiche apportate alle norme di garanzia e di procedura dei voli, sono stati emessi per evitare incidenti aerei nelle aree contese da Russia e Ucraina.

In totale, la Federazione Russa, nell’ultimo periodo, ha emesso tre Notam. Questi saranno validi fino al 24 aprile e fanno riferimento allo spazio aereo di Simferopoli, dove il traffico aereo è stato completamente bloccato, e alla zona di volo sopra la penisola crimeana. Come si legge nel Notam, in alcune aree è stato registrato un basso rischio di sovrapposizione tra i voli militari e quelli civili perché le esercitazioni sono realizzate oltre gli 11.900 metri, ovvero al di sopra dell’area di volo dell’aviazione civile. In altre, invece, il rischio di coincidenza è maggiore, dato che le esercitazioni vengono eseguite a partire dai 6.100 metri.

L’ufficio stampa della Flotta del Mar Nero (FM) ha dichiarato, lo stesso 20 aprile, che, come parte di un programma di addestramento, la flotta ha organizzato esercitazioni militari congiunte con oltre 20 navi e tre equipaggi aerei dotati dei missili d’attacco Su25M3. Inoltre, altri test militari sono stati condotti da un distaccamento di imbarcazioni marittime composto dalle fregate “Admiral Makarov” e “Armidal Essen”, dalle navi missilistiche “Graivoron” e “Vyshny Volochek” e altri antisommergibili. Durante l’addestramento, è stato altresì testato il sistema di respingimento dei raid aerei attraverso dispositivi di jamming elettronici.

È importante ricordare che, il 19 aprile, la Federal Aviation Administration (FAA) degli Stati Uniti ha emesso il Notam A0012/21 in cui si invitano le compagnie aeree statunitensi ad operare con estrema cautela nel sorvolo dei territori contesi da Ucraina e Russia. L’avvertimento riguarda i voli su aree della Moscow Flight Information Region (FIR) e della Rostov-on-Don FIR, in Russia, ed entro i 180 km dalle aree di competenza dell’Ucraina, quali FIRs di Dnepr, Simferopoli e Kiev.

I documenti di Mosca e Washington sono stati rilasciati dopo gli ultimi sviluppi della situazione nel Donbass, soprattutto a causa del dispiegamento ingente di truppe russe lungo il confine con l’Ucraina Orientale. Nelle note si raccomanda di prestare particolare attenzione agli spazi aerei delle suddette aree perché la garanzia di sicurezza è ridotta, dato che il conflitto, potenzialmente, “potrebbe sfociare in scontri transfrontalieri senza preavviso”, causando l’incremento dell’attività militare. Nel quadro di un dialogo diretto con le autorità dell’aviazione di Washington, l’Amministrazione statale dell’aviazione di Kiev ha proposto di stabilire un’interazione diretta tra le unità di sicurezza aerea pertinenti per scambiare informazioni e coordinare le azioni per rispondere alle minacce provenienti dalla zona di conflitto lungo la linea di contatto.

I Notam svolgono un ruolo chiave per garantire la sicurezza del traffico aereo ed evitare che si ripeta il disastro del 17 luglio 2014, quando il Boeing 777 della Malaysia Airlines è stato abbattuto da un missile Buk lanciato da un territorio controllato da ribelli ucraini filo-russi. Tale missile era registrato con la 53° brigata missilistica antiaerea delle Forze Armate della Federazione Russa. L’incidente ha causato la morte dei 298 passeggeri a bordo, inclusi anche i membri dell’equipaggio. Poco prima dello schianto, l’equipaggio è stato costretto a cambiare la rotta iniziale del volo MH17 a causa delle condizioni meteorologiche. L’aereo, al momento dell’incidente, si trovava all’altitudine di 10.050 metri, la quota minima consentita sopra il Donbass, all’epoca. La Russia ha negato il suo coinvolgimento nell’incidente e si è rifiutata di accettare l’esito delle indagini condotte da un team internazionale di esperti.

Per quanto riguarda la tensione geopolitica tra Russia e Ucraina nell’area del Donbass, è rilevante sottolineare che  Kiev, il primo aprile, ha denunciato una potenziale provocazione russa lungo la linea di contatto. Nei giorni precedenti, Mosca aveva dispiegato massicce truppe armate al confine Orientale con l’Ucraina. Per il Cremlino, tale gesto è legittimo perché finalizzato a proteggere le linee di frontiera russe. Dall’altra parte, l’intelligence ucraina, l’SBU, sostiene che le truppe moscovite avrebbero l’obiettivo prendere il controllo sulle autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Lugansk, servendosi del pretesto di proteggere i residenti russi nella zona.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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