Italia, Slovenia e Croazia rafforzano la cooperazione trilaterale sul Mar Adriatico

Pubblicato il 21 aprile 2021 alle 19:01 in Croazia Italia Slovenia

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Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, si è recato a Brdo, mercoledì 21 aprile, per incontrare l’omologo sloveno, Anže Logar, che ha ospitato il vertice, e quello croato, Gordan Grlić Radman. I tre hanno firmato, nel corso della giornata, una dichiarazione congiunta sulla cooperazione trilaterale nell’Adriatico settentrionale. Il documento rappresenta la base per rafforzare la collaborazione in aree considerate strategiche per tutti e tre i Paesi, secondo quanto concordato dai ministri. I lavori per elaborare l’intesa erano cominciati alla fine dello scorso anno a Trieste.

Nella conferenza stampa seguita all’incontro, Di Maio ha sottolineato l’importanza di questo gruppo trilaterale sul Mare Adriatico. “Il lavoro svolto in questi 4 mesi ha posto le basi per una proficua collaborazione e confermato l’importanza di continuare a lavorare in questo formato”, ha dichiarato il ministro, specificando che l’intento dei tre Paesi sulla questione “vuole essere concreto” in modo da poter “dare risposte e proposte tangibili ai rispettivi territori e consentire di guardare all’Adriatico con rinnovato slancio”.

Sul tavolo, sono stati posti soprattutto i temi della connettività, della protezione ambientale e della sicurezza marittima. Riguardo al primo punto, Di Maio ha messo in luce l’intenzione di potenziare, tra le altre cose, la connessione fra i porti dell’Adriatico settentrionale, che, a detta del ministro italiano, “rappresentano una cornice ideale per rafforzare questa cooperazione”. Allo stesso tempo, saranno anche avviati progetti che potenzino la connessione sulla terra ferma. Secondo quanto sottolineato dai tre ministri, poi, il settore marittimo può rappresentare un elemento importante per aiutare la ripresa economica dei Paesi che si affacciano sull’Adriatico, anche attraverso componenti quali il turismo sostenibile. Un altro argomento della riunione ha riguardato gli sforzi di integrazione contro gli incidenti che provocano l’inquinamento delle acque. A tal proposito, il ministro Di Maio ha dichiarato che è interesse di tutti lavorare congiuntamente per uno scambio di informazioni volto soprattutto a garantire gli standard sulla sicurezza in mare, anche nel caso delle ricerche e delle operazioni di salvataggio. “Attraverso un più stretto coordinamento possiamo affrontare con maggiore efficacia le sfide davanti a noi”, ha affermato il ministro degli Esteri italiano, definendo “eccellente” la collaborazione attraverso il formato trilaterale Roma-Lubiana-Zagabria.

Infine, i tre Paesi si sono confrontati sul tema dell’allargamento ai Balcani. Di Maio ha messo in evidenza l’impegno dell’Italia in tal senso, sottolineando che la questione “è al centro dell’azione” che il governo porta avanti all’interno dell’Unione Europea. Di recente, il ministro ha visitato diversi Stati che aspirano all’ingresso in UE, tra cui la Bosnia Erzegovina, dove è stato il 30 marzo, e il Montenegro, dove si era recato un giorno prima, il 29 marzo. Poco dopo, il 2 aprile, Di Maio ha altresì incontrato alla Farnesina l’omologo serbo, Nikola Selakovic, per consolidare le relazioni bilaterali Roma-Belgrado. “Ho visitato più volte tanti Paesi che aspirano all’ingresso in UE. Ho incontrato i loro giovani e ciò che emerge è che tanti di loro guardano all’UE come al futuro. Dobbiamo tenerci ben strette queste giovani generazioni che guardano con ottimismo al loro futuro europeo”, ha dichiarato il ministro al termine dell’incontro a Brdo, il 21 aprile. Di Maio ha infine aggiunto che esiste un “interesse convergente” di Italia, Slovenia e Croazia circa il processo di allargamento europeo e ha auspicato un’accelerazione nell’avvio dei negoziati di adesione per Macedonia del Nord e Albania.

L’incontro di Brdo arriva circa 4 mesi dopo quello avvenuto a Trieste, nello stesso formato, il 19 dicembre. Anche in quell’occasione, fu sottoscritta una dichiarazione congiunta dai ministri degli Esteri dei tre Paesi per un rafforzamento della cooperazione nella parte settentrionale del Mare Adriatico. 

Per quanto riguarda i rapporti tra Italia e Slovenia, i due possono contare su forti legami storici, politici, economici, commerciali, culturali e militari e vantano una cooperazione diversificata in molti settori. Nel quadro del loro partenariato si inserisce anche l’adesione comune all’Unione Europea. Secondo quanto si legge sul sito dell’Ambasciata italiana a Lubiana, con un interscambio di oltre 8,6 miliardi di euro, nel 2019 l’Italia ha rappresentato ancora una volta per la Slovenia il secondo partner commerciale. A sua volta, in base al rating SACE, nel 2019 la Slovenia è stato il 14° partner nell’Italia nell’area UE ed il 20° nel mondo.

Relativamente a Italia e Croazia, lo stato dei rapporti economici bilaterali è stato favorito negli anni dalla conclusione di una serie di accordi, tra i quali, tuttora in vigore, la Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali con Protocollo Aggiuntivo (1999) e il Memorandum di Cooperazione bilaterale (2009) . Inoltre, per quanto riguarda gli investimenti, l’Italia è il terzo investitore in Croazia. Nell’ambito della cooperazione politica, invece, il ministro Di Maio si era recato a Zagabria, gli scorsi 29 e 30 novembre 2020, per co-presiedere la Riunione Plenaria della IV edizione del Comitato di coordinamento dei Ministri Italia-Croazia. Nel corso della missione, il ministro aveva avuto un lungo incontro con l’omologo Grlić Radman. A seguire, i due avevano presieduto la Riunione Plenaria del Comitato dei Ministri e firmato, al termine del vertice, una Dichiarazione Congiunta alla presenza, da parte italiana, dei ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell’Università e della Ricerca, della Salute, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dell’Interno. La precedente edizione del Comitato di coordinamento dei Ministri si era svolta il 18 gennaio 2018 a Roma, co-presieduta dall’allora ministro degli Affari Esteri, Angelino Alfano, e dall’omologa croata, Marija Pejčinović Burić.

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Chiara Gentili

di Redazione

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