Accordo Indonesia-EFTA: i benefici di Jakarta

Pubblicato il 21 aprile 2021 alle 7:38 in Indonesia Svizzera

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L’Indonesia ha stretto un accordo con i quattro Paesi membri della European Free Trade Association (EFTA), ovvero Lichtenstein, Norvegia, Svizzera e Islanda e il suo governo sta lavorando all’implementazione dell’intesa, nota come Indonesia-EFTA Comprehensive Economic Partnership Agreement (IE-CEPA).  In particolare, la Camera dei Rappresentanti indonesiana ha approvato, il 9 aprile scorso, una proposta di legge per attuare l’accordo, che dovrebbe facilitare l’arrivo di investimenti esteri in Indonesia e liberalizzare il commercio di beni e servizi tra i contraenti.

Secondo la vice presidente della Camera di Commercio e dell’Industria indonesiana, chiamata Kadin, Shinta Kamdani, l’accordo porterà più benefici alle aziende locali che vendono oro, nickel, olio di palma grezzo, caffè, tè, calzature, prodotti ittici, mobili in legno, nastri e prodotti dell’economia creativa. Per Shinta Kamdani, i Paesi dell’EFTA hanno un ruolo strategico in Europa, pur non facendo parte dell’Unione europea (UE) e sebbene il loro commercio con l’Indonesia sia inferiore rispetto a quello con l’UE. Per Shinta Kamdani, il maggior beneficio che i Paesi EFTA trarrebbero dall’accordo sarebbero le opportunità di cooperazione nei settori dei servizi e degli investimenti.

In particolare, in ambito commerciale, con l’IE-CEPA, la Norvegia e la Svizzera si sono impegnate ad eliminare rispettivamente il 91,04% e l’81,74% delle tariffe sulle importazioni di alcuni prodotti dall’Indonesia che compongono rispettivamente il 99,75% e il 99,65% dei beni venduti da Jakarta ai due partner.  Secondo Statistics Indonesia (BPS), nel primo mese del 2021, gli scambi commerciali Indonesia-EFTA avrebbero risentito degli effetti della pandemia registrando un calo dell’80,46% delle esportazioni dall’Indonesia verso i quattro Paesi europei rispetto all’anno precedente, per un valore di 29,96 milioni di dollari. Al contempo anche le importazioni dell’Indonesia sono diminuite del 50% circa, scendendo a 46,9 milioni di dollari.

Nonostante tali dati, nell’ultimo periodo, in generale, le esportazioni e le importazioni di beni in Indonesia stanno assistendo ad una ripresa. Nel mese di marzo 2021, ad esempio, il valore delle esportazioni indonesiane ha raggiunto i 18,35 miliardi di dollari e ha avuto una crescita del 30,47%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nello stesso mese, anche le importazioni hanno evidenziato un trend in ripresa e il loro valore ha avuto un aumento del 25,73% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un valore di 16.79 miliardi di dollari.

Dal punto di vista dei servizi, con la firma dell’ IE-CEPA, l’Indonesia ha accettato di liberalizzare 95 sotto-settori in 11 settori di servizi, ad esclusione di quelli di tipo ricreativo, culturale e sportivo. Per quanto riguarda gli investimenti, invece, l’Indonesia ha accettato di liberalizzare 182 sotto-settori che potrebbero contribuire ad attirare ancora più risorse dai Paesi EFTA. Nel 2020, gli investimenti diretti esteri delle quattro Nazioni europee in Indonesia hanno totalizzato oltre 137,9 milioni di dollari.

L’IE-CEPA è stato firmato nel 2018, dopo sette anni di negoziati, ed è il primo del suo genere a coinvolgere l’Indonesia e Paesi europei. L’Indonesia sta cercando di attirare investimenti esteri con varie iniziative, quali, ad esempio, la  Legge Omnibus, del 5 ottobre 2020. Quest’ultima prevede ampie revisioni per 79 leggi in settori chiave quali il lavoro e la tassazione. Il suo testo è stato elaborato con lo scopo di attrarre investimenti, abbattendo regolamenti e adempimenti burocratici, accelerando il ritmo delle riforme economiche e migliorano l’ambiente degli investimenti indonesiano in generale. La legge è un elemento centrale per l’amministrazione del presidente dell’Indonesia, Joko Widodo, il quale ha affermato che si sia trattato di un cambiamento necessario per promuovere la crescita economica e per attrarre nel Paese quei segmenti della catena di approvvigionamento globale che si stanno spostando dalla Cina.

Parallelamente alla Legge Omnibus, poi, l’Indonesia ha anche istituito un fondo sovrano indonesiano, ovvero la Indonesia Investment Authority (INA), per finanziare progetti di sviluppo locali, raccogliendo fondi da più fonti, quali, ad esempio, agenzie di aiuto allo sviluppo, compagnie a proprietà statale locali e investitori esteri. All’interno del progetto è possibile scegliere tra i fondi interni all’INA su quali riversare gli investimenti e gli ambiti comprendono infrastrutture, sanità, turismo, tecnologia e lo sviluppo di una nuova capitale nell’isola di Kalimantan. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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