Ucraina chiede agli USA di trasferire nel Paese il sistema antimissilistico Patriot

Pubblicato il 20 aprile 2021 alle 11:10 in USA e Canada Ucraina

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Il 19 aprile, il capo dell’ufficio presidenziale dell’Ucraina, Andriy Yermak, ha chiesto agli Stati Uniti di trasferire il loro sistema di difesa aerea nel Paese per fronteggiare il dispiegamento di truppe russe.

Le richieste di Kiev fanno riferimento al dislocamento del sistema aereo antimissilistico Patriot di Washington, che ora si trova in Polonia. L’ideale, ha sottolineato Yermak, sarebbe trasferire l’arsenale in Ucraina perché il Paese “non sta difendendo l’area di conflitto dalla Russia solo per sé stesso, bensì per la sicurezza dell’Occidente”.

Analoghe richieste erano state mosse dall’Ucraina, nel 2018. All’epoca, il capo del Centro di ricerca per gli armamenti e il disarmo del Paese, Valentin Badrak, aveva reso noto che costruire una base di difesa missilistica USA, insieme a diverse divisioni Patriot, avrebbe accelerato l’ingresso dell’Ucraina nella NATO.

Nonostante le sollecitazioni di Kiev, è ancora prematuro parlare di un effettivo trasferimento del sistema di difesa degli USA presso il territorio ucraino. Secondo l’esperto militare russo, Alexey Leonokov, lo schieramento dei missili Patriot in Ucraina non sarebbe necessario. L’arsenale militare del Paese è già completo poiché dotato di missili S-300 e Buk, che, al momento, sono dispiegati a Kramatorsk, una città dell’Ucraina Orientale situata nella regione di Donetsk. Inoltre, Leonokov ha spiegato che il sistema aereo antimissile Patriot è collocato in Polonia perché lì è stata creata una base militare di difesa dell’Alleanza Atlantica. Nessun progetto di questo tipo è in programma per l’Ucraina, ha spiegato l’esperto, aggiungendo che i Patriot non sarebbero così efficienti come si potrebbe pensare.

Nella sua analisi, Leonokov ha affermato che, qualora gli Stati Uniti decidessero di accettare la richiesta ucraina, sarebbero molti i fattori da esaminare nel dettaglio. In primis, Mosca dovrebbe ricorrere allo schieramento di una linea di comando dotata dell’Airborne Early Warning and Control System, anche noto come AEWS. Si tratta di un sistema radar aviotrasportato con un raggio di tiro di 100 km, utilizzato per l’attività di sorveglianza e segnalazione aerea a vantaggio sia delle forze coinvolte nella difesa aerea sia di quelle di terra. In secondo luogo, Washington ha più volte ribadito quanto sia importante che le capacità e le caratteristiche dei propri armamenti rimangano confidenziali. Se l’Ucraina dovesse perdere un eventuale conflitto, i Patriots finirebbero, inevitabilmente, nelle mani della Russia. Pertanto, è improbabile che gli Stati Uniti corrano tale rischio. Un altro fattore che riduce la probabilità di dispiegamento del sistema di difesa degli Stati Uniti è dato dal fatto che l’Esercito armato di Kiev non è stato addestrato per utilizzare tali sistemi. Pertanto, l’unica soluzione risiederebbe nel trasferimento del sistema aereo antimissile di Varsavia, insieme al suo contingente militare. Questo, tuttavia, porterebbe ad un effettivo intervento NATO nel conflitto, eventualità che Washington e Bruxelles vorrebbero evitare, ha spiegato l’esperto russo. Tali fattori, insieme, contribuiscono a ridurre esponenzialmente le possibilità che Washington accolga le richieste di Kiev.

È altresì importante menzionare quali siano gli armamenti aerei che l’Ucraina dispone. Secondo un report dell’agenzia di stampa russa RIA, l’arsenale di Kiev sarebbe composto da aerei sovietici datati, ovvero i caccia Su-27, MiG-29, i bombardieri Su-24 e Su-25 e altre tipologie di velivoli. Considerando che risalgono al periodo sovietico, gran parte dei suddetti dispositivi è inutilizzabile perché nel mercato militare non sono più disponibili molti pezzi di ricambio. Tra i futuri investimenti militari, Kiev prevede di acquistare i caccia Gripen, sviluppati in Svezia, e gli F-15 e gli F-35, elaborati da società statunitensi. Tuttavia, le forniture non arriveranno nel breve periodo. Come ha sottolineato RIA, l’Ucraina, entro il 2025, riceverà il primo lotto di aeromobili e, dieci anni più tardi, entro il 2035, il Paese importerà strumenti di aviazione tattica che completeranno il processo di ammodernamento dell’Airforce di Kiev.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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