La Thailandia realizza progetti energetici ibridi idrico-solari

Pubblicato il 20 aprile 2021 alle 17:10 in Asia Thailandia

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L’azienda statale della Thailandia Electricity Generation Authority of Thailand (Egat) sta per completare il progetto pilota di uno tra i maggiori impianti ibridi di energia solare e idrica galleggianti al mondo, nella diga di Sirindhorn, nella provincia Nord-orientale di Ubon Ratchathani.

In totale sono 144.417 i pannelli solari che Egat sta istallando nella diga su una superficie idrica ampia 121 ettari. Le operazioni di assemblamento delle piattaforme galleggianti sono iniziate nel mese di novembre 2020 e, una volta concluso, il progetto dovrebbe generare 45 megawatt di potenza. Secondo quanto affermato dal direttore del progetto, Chanin Saleechan, una volta in funzione, l’impianto alternerà la produzione a partire da fonti idriche o solari in base a quale tra le due potrà generare più energia, grazie ad un sistema di gestione energetica. Il progetto di Sirindhorn, che è uno tra gli impianti idrici più ampi del Paese, garantirà così una produzione energetica continua.

Dopo aver completato il progetto pilota a Ubon Ratchathani, Egat ha programmato di replicare tale impianto in altre otto dighe thailandesi nei prossimi sedici anni.  Secondo il direttore del progetto, a termine di tale periodo, la capacità totale di generazione elettrica sarà di 2.725 megawatt.

Tali progetti rientrano nell’obiettivo del governo di Bangkok di ottenere il 35% della propria energia da fonti non fossili entro il 2037, in base al cosiddetto Piano per lo Sviluppo energetico. La Thailandia ha a lungo ricorso al carbone per generare energia ma gli ultimi piani per la realizzazione di progetti energetici che si avvalessero di tale fonte sono stati criticati e hanno ricevuto forti opposizioni a causa di rischi per la salute e l’ambiente. Nel 2018, ad esempio, due impianti a carbone progettati per essere realizzati nel Sud del Paese sono stati accantonati.

Tuttavia, secondo il direttore dell’organizzazione non governativa Energy and Ecology Network, con sede a Bankok, Witoon Permpongsacharoen, il progetto per la realizzazione di pannelli idro-solari a Sirindhorn potrebbe creare eccessi di capacità non necessari e potenzialmente costosi. Nel mese di agosto 2020, il presidente di Egat, Viboon Rerksirathai, aveva annunciato che l’azienda avesse riserve a disposizione riserve pari al 40% della sua capacità totale e che volesse ridurle al 15% per ridimensionare gli alti costi dell’elettricità. Alla luce della presenza di grandi riserve elettriche, per il presidente di Energy and Ecology Network, gli investimenti in energie “verdi” nell’impianto di Sirindhorn non avrebbero tenuto conto della domanda e ha ribadito che, la sua ONG, pur sostenendo investimenti nelle energie rinnovabili, ha come priorità l’efficienza energetica.

La maggior parte della richiesta energetica thailandese è soddisfatta attraverso carburanti fossili, soprattutto gas naturale. In particolare, da quest’ultimo è ottenuto il 63% della fornitura energetica totale, mentre il 19% proviene dalla combustione di carbone e lignite. L’8% della fornitura elettrica thailandese è formata infine da fonti di energia rinnovabili che comprendono biomasse, fonti idroelettriche e solari.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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