Italia-Libia: la visita della ministra dell’Interno a Tripoli

Pubblicato il 20 aprile 2021 alle 13:31 in Immigrazione Italia Libia

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Il 19 aprile, la ministra dell’Interno italiana, Luciana Lamorgese, si è recata in visita in Libia dove ha discusso del dossier migrazioni con i rappresentanti del governo unitario libico.

La notizia è stata riferita sia dalla stampa locale, sia dal sito ufficiale del Ministero degli Interni italiano. Durante la sua permanenza, la titolare del Viminale ha incontrato il presidente del Consiglio presidenziale dell’esecutivo libico ad interim, Mohamed Younis Ahmed al-Menfi, il primo ministro, Abdelhamid Dbeibah, e il ministro dell’Interno, Khaled Tijani Mazen. Durante i colloqui con i vertici politici del Paese Nordafricano la Lamorgese ha ribadito la solidità del legame tra Libia e Italia e la necessità di riconoscere il ruolo di fondamentale importanza affidato al nuovo governo di unità nazionale libico a garanzia della stabilità regionale e internazionale. A tale proposito, la ministra italiana ha affermato: “Sono sicura che la Libia saprà sfruttare questo momento unico procedendo con convinzione verso la sua piena stabilizzazione e su questo percorso l’Italia è pronta a sostenere progetti di collaborazione a tutto campo, chiedendo anche alle istituzioni europee di prestare al governo di Tripoli il massimo e concreto sostegno”. 

Il Ministero dell’Interno italiano ha sottolineato, inoltre, che i temi affrontati durante i colloqui sono legati al dossier sulle migrazioni, al contrasto alle organizzazioni criminali che sfruttano il traffico di esseri umani e al rispetto dei diritti umani dei migranti e dei rifugiati. La ministra Lamorgese, a tale proposito, ha ribadito la necessità di un maggior coinvolgimento dell’Unione Europea su tali temi, che passa anche attraverso l’attività di istituzioni come l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (l’UNHRC). L’Italia si è quindi proposta di discutere dell’intensificazione della presenza di tali organizzazioni in territorio libico in un incontro da organizzare a Roma. In questa prospettiva, la Lamorgese ha confermato l’impegno del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno per realizzare una serie di progetti per la cooperazione allo sviluppo in Libia. Inoltre, l’Italia si è impegnata a aumentare gli sforzi per quanto riguarda i corridoi umanitari. Infine, la ministra ha parlato anche dell’esigenza di dare impulso ai programmi di collaborazione bilaterali in materia di sicurezza e di contrasto alla minaccia del terrorismo, esigenza condivisa dai vertici libici.

A proposito della presenza dell’ONU nel Paese Nordafricano, il 16 aprile, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, ha riferito che il governo italiano ha assicurato che riprenderanno le evacuazioni dei migranti e dei rifugiati più vulnerabili dalla Libia. “Questo tipo di evacuazione si è notevolmente ridotto durante la fase acuta della pandemia, per ragioni oggettive”, ha dichiarato Grandi. “È importante che riprendano e questo mi è stato assicurato, mi è stato anche assicurato che i famosi corridoi umanitari riprenderanno non solo dalla Libia ma anche da altri Paesi”, ha aggiunto l’Alto commissario in una conferenza stampa virtuale tenutasi in occasione della sua visita a Roma, dove ha incontrato, tra gli altri, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“L’Italia e l’UNHCR restano vigili sulla situazione libica e anche, da un certo punto di vista, preoccupati e attenti agli sviluppi futuri. I recenti accordi politici tra le parti in conflitto in Libia forniscono aspettative un po’ più positive”, ha spiegato il funzionario delle Nazioni Unite. Grandi ha poi sottolineato il dibattito che si è acceso in Italia riguardo alle dichiarazioni del premier, Mario Draghi, che ha espresso soddisfazione “per quello che la Libia fa nei salvataggi” in mare. A tale proposito, è necessario sottolineare che, con il memorandum di intesa del 2 febbraio 2017, durante il governo di Paolo Gentiloni, l’Italia ha finanziato la Guardia Costiera libica con oltre 20 milioni di euro, nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, al contrasto dell’immigrazione illegale. Lo scandalo è legato al moltiplicarsi di notizie, negli ultimi anni, che raccontano di traffico di esseri umani, rimpatri forzati e condizioni di detenzione disumane.

Per quanto riguarda il futuro delle relazioni Libia-Italia, è importante sottolineare che il primo ministro italiano, Mario Draghi, si è recato a Tripoli, martedì 6 aprile, per la sua prima visita di Stato all’estero, che l’ha visto impegnato in colloqui con le nuove autorità esecutive della Libia. Il premier è giunto nel Paese Nord-africano con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un momento di transizione importante per il Paese Nordafricano. Quanto accaduto prima il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, e poi il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, ha rappresentato un momento “storico” per la Libia, che, dal 15 febbraio 2011, è stata teatro di una perdurante crisi e di una lunga guerra civile. Ad aver dato nuovo impulso al percorso politico vi è stato l’accordo di cessate il fuoco, siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020 nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. Quest’ultimo è un organismo composto da delegati di entrambe le parti belligeranti, il governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA) e l’Esercito Nazionale Libico (LNA).

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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