Immigrazione, Frontex: calano gli arrivi in UE nei primi 3 mesi del 2021

Pubblicato il 20 aprile 2021 alle 13:35 in Europa Immigrazione

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Il numero di attraversamenti illegali alle frontiere esterne dell’Europa è diminuito del 7% nei primi tre mesi del 2021, rispetto allo stesso periodo di un anno fa, arrivando quasi a quota 24.000. Il dato è stato in gran parte dovuto ad un calo delle traversate lungo il Mediterraneo orientale e occidentale, secondo i calcoli preliminari. Al contrario, nel Mediterraneo centrale, tra gennaio e marzo del 2021, il numero totale degli attraversamenti illegali è più che raddoppiato rispetto al 2020, arrivando a circa 8.450, con un aumento del +122%. A marzo, le traversate illegali alle frontiere esterne dell’UE sono state oltre 5.750, circa il 4% in più rispetto allo scorso anno.

Le cifre sono state rese note dall’agenzia europea Frontex, che, nel suo ultimo rapporto, pubblicato il 19 aprile, ha analizzato i movimenti migratori registrati nelle aree dell’Africa occidentale, del Mediterraneo centrale, occidentale e orientale e nei Balcani occidentali. Con riferimento all’Africa occidentale, quasi 1000 migranti irregolari hanno raggiunto le Isole Canarie a marzo, più del doppio rispetto a marzo 2020. Nel primo trimestre dell’anno, inoltre, si stima che siano arrivati alle Canarie oltre 3 300 migranti irregolari, più del doppio del totale rispetto allo stesso periodo del 2020. Quelli con nazionalità da Paesi subsahariani, in particolare Mali e Costa d’Avorio, rappresentano il gruppo più consistente di arrivi.

Per quanto riguarda i migranti che attraversano il Mediterraneo centrale, il loro numero è aumentato di quasi quattro volte a marzo, rispetto allo stesso mese di un anno fa, raggiungendo quota 1.800 persone. Tunisia e Costa d’Avorio sono i Paesi da cui è partito il maggior numero di migranti imbarcatisi su questa rotta. Nel Mediterraneo occidentale, invece, nel mese di marzo, sono stati rilevati circa 1050 attraversamenti illegali, quasi il doppio rispetto allo stesso mese del 2020. Il totale per i primi tre mesi del 2021, per quanto rigurada la rotta occidentale del Mediterraneo, si è attestato a circa 2 700, ovvero l’8% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli algerini hanno rappresentato i tre quinti degli arrivi quest’anno, mentre i marocchini hanno costituito il secondo gruppo più consistente. Nel Mediterraneo orientale, secondo i dati di Frontex, sono stati segnalati nel mese di marzo, circa 1 850 rilevamenti di attraversamenti illegali, il 43% in meno rispetto a un anno fa. Sempre su questa rotta, nel periodo gennaio-marzo, il numero totale di rilevamenti è sceso del 71%, arrivando a circa 3 300. Siriani e turchi rappresentano le nazionalità più numerose.

Relativamente ai Balcani occidentali, a marzo sono stati registrati da Frontex meno di 100 rilevamenti di valichi di frontiera illegali. Nel primo trimestre di quest’anno, invece, quasi 6000 migranti sono stati segnalati al confine dell’UE con i Balcani occidentali, un numero in linea con il totale dello stesso periodo del 2020. Le due principali nazionalità rilevate sono quella siriana e afghana. 

Nel frattempo, il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato, lunedì 19 aprile, conclusioni che sottolineano la determinazione dell’UE a “rinnovare e rafforzare il suo partenariato strategico con il vicinato Sud” del Mediterraneo, con l’obiettivo di “affrontare le sfide comuni, sfruttare le opportunità condivise e sbloccare il potenziale economico della regione a beneficio dei suoi cittadini”, si legge in una nota del Consiglio, riportata parzialmente dall’agenzia di stampa italiana Ansa. “Incoraggiare una ripresa socioeconomica sostenibile a lungo termine e la creazione di posti di lavoro nel vicinato meridionale è una priorità condivisa fondamentale e la pietra angolare innovativa della nuova Agenda per il Mediterraneo”, continua il comunicato, che mette in luce l’importanza delle sfide climatiche e ambientali e della trasformazione digitale e il loro potenziale per “uno sviluppo sostenibile e una transizione verde giusta e inclusiva”.

Il Consiglio ha sottolineato che l’Unione metterà in campo tutti gli strumenti disponibili, come il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile plus (Efsd+), e si servirà dell’appoggio delle istituzioni finanziarie per raggiungere questo obiettivo. “La buona governance, la promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, le istituzioni democratiche e lo Stato di diritto sono considerati essenziali per la stabilità a lungo termine, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile nella regione”, si legge ancora nella nota. Con questa iniziativa, l’UE si impegna a intensificare gli sforzi in materia e a rafforzare il suo ruolo nella prevenzione e nella risoluzione dei conflitti, nonché a cooperare di più nell’ambito della sicurezza, della migrazione e della capacità di preparazione e risposta dei sistemi sanitari. Infine, l’Unione ha dichiarato che si darà da fare per “rafforzare il dialogo politico in tutto il Mediterraneo organizzando riunioni annuali dei ministri degli Esteri degli Stati membri dell’Ue e dei partner del vicinato meridionale per esaminare i progressi nell’attuazione della nuova Agenda per il Mediterraneo”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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