Russia: Navalny trasferito in ospedale, il Paese si prepara a protestare

Pubblicato il 19 aprile 2021 alle 16:36 in Europa Russia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il dissidente russo, Alexey Navalny, è stato portato, lunedì 19 aprile, all’ospedale penitenziario IK-3 della regione di Vladimir, a 200 km da Mosca. La notizia è stata riferita in un comunicato del Servizio Penitenziario Federale (SPF).

L’oppositore è stato trasferito dopo che, il 18 aprile, la sua portavoce , Kira Yarmish, ha dichiarato la criticità delle sue condizioni di salute, affermando che la vita di Navalny è appesa a un filo. I medici del dissidente, ai quali non è consentito visitarlo, hanno riferito di essere estremamente allarmati perché Navalny ha perso 50 kg e rischia di avere un arresto cardiaco. Le condizioni di salute dell’oppositore sono peggiorate dal 31 marzo, data in cui ha avuto inizio il suo sciopero della fame per protestare contro le mancate cure mediche della struttura penitenziaria. Dall’altra parte, la colonia penale russa continua a negare la gravità della situazione e a definire “soddisfacenti” le condizioni dell’oppositore.

Il trasferimento giunge in seguito agli avvertimenti di Francia, Germania e Stati Uniti. Tali Paesi, il 18 aprile, hanno annunciato che se Navalny moirà in carcere, verranno imposte nuove sanzioni punitive contro la Russia. Il ministro degli Esteri della Germania, Heiko Maas, ha ordinato a Mosca di fornire al dissidente le cure mediche adeguate e di permettere ai dottori l’accesso alla struttura penitenziaria. Il suo omologo francese, Jean-Yves le Drian, ha sottolineato che la situazione è molto preoccupante e che la responsabilità del peggioramento è del Cremlino. Anche gli Stati Uniti hanno condannato il trattamento che è stato riservato all’oppositore politico. In tale contesto, il consigliere per la sicurezza nazionale USA, Jake Sullivan, ha dichiarato  di aver avvisato il Cremlino di possibili ripercussioni a causa del peggioramento dello stato fisico del dissidente. “Ciò che accadrà a Navalny sotto la loro custodia è una loro responsabilità,  la Russia sarà ritenuta responsabile dalla comunità internazionale” ha affermato Sullivan. Come l’Europa, anche Washington ha annunciato nuove misure punitive ma Sullivan non ha spiegato in cosa consisteranno.

Inoltre, i sostenitori dell’oppositore hanno invitato i cittadini russi a scendere in piazza, mercoledì 21 marzo, alle 19.00 ora locale, in contemporanea con il discorso nazionale che il presidente della Federazione Russa, Vladimir Puitn, tiene ogni anno. La manifestazione avrà luogo sia a Mosca sia a San Pietroburgo, rispettivamente in Piazza Rossa, in pieno centro, e nella Piazza del Palazzo. Il braccio destro del dissidente, Leonid Volkov, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook l’invito aperto a tutti: “È ora di agire. Non siamo parlando della libertà di Navalny, ma della sua vita”.

Navalny, mentre si trovava a bordo di un volo diretto da Tomsk a Mosca, il 20 agosto 2020, ha iniziato ad accusare malori, costringendo l’aereo ad un atterraggio d’emergenza ad Omsk, dove è stato trasferito in ospedale. Due giorni dopo, il dissidente è stato portato a Berlino, dove è stato curato nella clinica di Charité della capitale tedesca e ha passato la convalescenza in un villaggio nella Black Forest, in condizioni di massima sicurezza. 

Un laboratorio d’analisi militare tedesco ha determinato che il suo malore era dovuto ad un avvelenamento tramite un agente nervino sviluppato dalla casa russa Novichok. Dopo essere guarito, Navalny ha accusato le autorità russe di essere responsabili dei fatti, avvalorando tale teoria con alcune prove incriminanti. Tali accuse sono state respinte da Mosca, che si è rifiutata di aprire un’indagine criminale rispetto all’episodio.

Dopo la sua permanenza di 5 mesi in Germania, il 17 gennaio 2020 ha fatto ritorno nella capitale russa. Le autorità di Mosca hanno dirottato il volo in cui si trovava il dissidente, facendolo atterrare in un altro aeroporto, lo Sheremetyevo, dove è stato arrestato subito dopo. A distanza di breve tempo, il 2 febbraio, il Tribunale distrettuale di Simonovsky ha condannato Navalny a 3 anni e 5 mesi di lavori forzati per appropriazione indebita nell’ambito del processo Yves Rocher del 2014. Tuttavia, la giudice che ha presieduto l’udienza, Natalya Repnikova, ha deciso di ridurre la pena che il dissidente trascorrerà nella colonia penale a 2 anni e 3 mesi poiché l’imputato aveva già scontato un anno di detenzione domiciliare. Successivamente, il 28 febbraio, Navalny è stato trasferito dal carcere giudiziario di Mosca, Matrosskaya Tishina, in una colonia penale del Servizio Penitenziario Federale russo, situata nella regione di Vladimir, a 200 km dalla capitale.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.