Russia: governo approva piano per lo sviluppo strategico dell’Artico

Pubblicato il 19 aprile 2021 alle 17:00 in Russia

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Il governo della Federazione Russa ha approvato, lunedì 19 aprile, un piano d’azione per lo sviluppo strategico dell’Artico. Nel comunicato del Consiglio del Ministri si legge che il nucleo centrale del progetto sarà completato entro il 2022.

Gli obiettivi che Mosca si è prefissata di raggiungere nell’area non sono solo economici, ma anche sociali. Nel documento, il governo si impegna a creare un ambiente vivibile per risolvere i problemi sociali al fine di attrarre più investitori, a stimolare la produzione industriale e a garantire la sicurezza dell’area.

Il 19 aprile, il primo ministro del Paese, Mikhail Mishustin, ha sottoscritto una roadmap che include 268 progetti per sviluppare l’Artico. Tale area riveste un’importanza strategica per la Russia, soprattutto se si considera che, per via del surriscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacciai renderà accessibili e navigabili nuove rotte che svolgeranno un ruolo chiave nello sviluppo economico del Paese. Tra gli obiettivi più rilevanti che Mosca si è prefissata di attuare dopo il 2022, si attestano il rinnovamento e ammodernamento della flotta rompighiaccio, fondamentale per le nuove vie di transito, e lo sviluppo del centro di ricerca.

La roadmap è necessaria per elaborare piani che consentano di rendere più ospitale un’area che presenta caratteristiche naturali e climatiche estreme, così da poter superare gli ostacoli che rendono l’Artico poco accessibile e attraente. Quanto ai progetti per migliorare le condizioni di vita dei cittadini che abitano l’area, Mosca avvierà una serie di riforme che miglioreranno significativamente la sanità e i centri di assistenza medica, i quali saranno ben collegati ai quartieri dell’area grazie ad ulteriori progetti sullo sviluppo del sistema di trasporto pubblico. Inoltre, si prevede di offrire incentivi economici per i dipendenti che si dovranno recare nella macroregione per lavoro e di elaborare proposte per la fornitura di cure mediche ad alta tecnologia. Tra le finalità, centrale sarà il collegamento aereo grazie all’implementazione dell’aeroporto. Si prevede anche di creare infrastrutture per incrementare l’esplorazione geologica dell’area.

Per quanto riguarda i trasporti, saranno proposti meccanismi di sostegno statale per garantire al 100% la consegna di merci anche nelle aree più remote. Il documento prevede anche la ricostruzione dell’aeroporto di Murmansk, la costruzione dell’autostrada Naryan-Mar-Usinsk, l’ampliamento dei porti marittimi di Pevek e Sabetta e lo sviluppo dell’industria.

Il piano d’azione adottato è il proseguimento di un altro documento per lo sviluppo strategico dell’area, “Principi Fondamentali della Politica dello Stato della Federazione Russa nell’Artico fino al 2035”, sottoscritto il 6 marzo 2020. Quest’ultimo, così come la nuova roadmap, definisce gli interessi, obiettivi e meccanismi di implementazione della nazione per i 15 anni successivi.

La regione artica è diventata un’altra area di intensa concorrenza tra Stati per le numerose rotte marittime che si apriranno a causa dei cambiamenti climatici, le riserve di risorse naturali e metalli preziosi, ma soprattutto per la posizione strategica che occupa. In tale contesto, l’interazione tra gli attori internazionali nell’area si svolge sullo sfondo di un complicato intreccio geopolitico, che vede un rinnovato confronto tra Russia e USA e, parallelamente, una crescente rivalità tra Washington e Pechino. Allo stesso tempo, invece, le relazioni russo-cinesi stanno assumendo sempre di più i tratti di un partenariato strategico.

Vale la pena ricordare che la Russia sta altresì incrementando la propria presenza militare nell’area per assicurarsi le nuove rotte commerciali dall’Asia all’Europa. Le recenti immagini satellitari dell’Artico hanno rivelato un netto accumulo di basi militari e installazioni russe lungo la costa. Sono numerosi gli aeroporti, le basi navali, i porti e le piste di atterraggio dell’era sovietica in corso di ammodernamento e ristrutturazione. Tra le località artiche, Mosca sta concentrando la sua presenza nella zona orientale, sull’Isola di Kotelnt, mentre a Ovest è stata registrata attività nei pressi di Nagurskoye. La presenza russa di attesta anche nel territorio di Provideniya e le Isole Wrangel, nel Nord-Est.

Dall’altra parte, gli Stati Uniti ritengono che il Cremlino, con la sua strategia di penetrazione nell’Artico, potrebbe mirare a stabilire il controllo su aree più lontane e inaccessibili ma che, presto, saranno libere dai ghiacciai. Inoltre, il Ministero della Difesa USA ha rivelato di temere che la Russia voglia imporre determinate regole di transito sull’importante rotta del Mare del Nord (NSR). Quest’ultima rappresenta un corridoio marittimo tra Cina ed Europa in grado di ridurre il percorso del 40% rispetto alla navigazione attraverso il canale di Suez. Complice lo scioglimento dei ghiacciai, negli ultimi anni, la NSR ha registrato un forte aumento del traffico marittimo.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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