Praga esclude la russa Rosatom dalla costruzione della centrale nucleare di Dukovany

Pubblicato il 19 aprile 2021 alle 16:59 in Repubblica Ceca Russia

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Il ministro dell’Industria della Repubblica Ceca, Karel Gavlicek, ha dichiarato, lunedì 19 aprile, che la società russa Rosatom è stata esclusa dalla gara d’appalto per la costruzione della centrale nucleare di Dukovany, situata a Sud della Repubblica Ceca.

L’esclusione della società russa è una delle conseguenze di quanto accaduto il 17 marzo, quando le autorità di Praga hanno accusato Mosca di aver causato l’esplosione del deposito di armi a Vrebetice, il 16 ottobre 2014. I risultati delle indagini hanno rivelato che i servizi segreti militari russi, SVR e GRU, si sarebbero serviti dell’incendio per impedire a Kiev di ricevere la fornitura di munizioni e di armi. Si ricorda, inoltre, che il 2014 è stato un anno in cui le relazioni russo-ucraine si sono fortemente deteriorate a causa dell’annessione della Crimea alla Russia e alla dichiarazione di autonomia delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, nel Donbass. Probabilmente le munizioni sarebbero servite a Kiev per contrastare Mosca, la quale ha supportato i separatisti nel Donbass ed è accusata di aver “annesso illegalmente” la Crimea, territori che l’Ucraina rivendica ancora oggi.

Le relazioni tra la Russia e la Repubblica Ceca, nell’ultimo periodo, sono andate incontro ad un progressivo deterioramento, raggiungendo il culmine il 17 e il 18 aprile. Il 17 aprile, il primo ministro ceco, Andrej Babis, ha accusato l’intelligence russa di essere stata l’artefice dell’esplosione del deposito militare di Vrbetice. Come conseguenza, la Repubblica Ceca ha deciso di espellere 18 diplomatici russi dal Paese. La risposta della Russia non ha tardato ad arrivare. Il giorno dopo, domenica 18 aprile, il Paese ha dichiarato 20 funzionari dell’Ambasciata della Repubblica Ceca di Mosca “persona non grata”, ordinando loro di lasciare il Paese entro 48 ore.

In relazione all’espulsione di diplomatici russi e all’esclusione di Rosatom dalla gara d’appalto, il Ministero degli Affari Esteri della Russia ha dichiarato che dietro le azioni ceche ci sarebbero, in realtà, gli Stati Uniti. Il Cremlino ha negato il suo coinvolgimento nell’esplosione del 2014 e ha sottolineato che l’espulsione dei funzionari russi è basata su “pretesti infondati e inverosimili”.

Per quanto riguarda la centrale nucleare di Dukovany, il vincitore della gara d’appalto sarà determinato entro il 2024, mentre la costruzione inizierà più tardi, nel 2029. Secondo le stime, il progetto sarà concluso in 7 anni e il costo totale ammonterà a oltre 6 miliardi di euro. È importante sottolineare che, nel 2018, quando il progetto della centrale nucleare di Dukovany non era ancora stato ufficialmente autorizzato, Praga non era d’accordo con una sua eventuale gestione russa. All’epoca, erano numerose le società interessate alla gara d’appalto. Tra queste, vale la pena menzionare la statunitense Westinghouse, l’impresa cinese China General Nuclear Power, la russa Rosatom, la francese EDF, la sudcoreana KHNP e la joint venture franco-giapponese Mitsubishi Atmea. Tuttavia, i servizi speciali della Repubblica Ceca e alcuni membri del governo avevano affermato che includere la Russia e la Cina in un progetto di tale portata avrebbe rappresentato un rischio per il Paese. Di analogo avviso erano state Washington e Bruxelles, le quali avevano ribadito che la gestione russa o cinese della costruzione di un’infrastruttura così strategica per Praga avrebbe rappresentato una minaccia per il Paese. Ad oggi, sul territorio ceco sono presenti due centrali nucleari, una a Temelìn, a Sud-est, e l’altra a Dulkovany, a Sud-ovest. Per Praga, l’energia nucleare è fondamentale perché le due centrali producono il 35% dell’elettricità consumata dal Paese.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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