Pakistan: sequestrati poliziotti durante le proteste anti-francesi

Pubblicato il 19 aprile 2021 alle 10:21 in Asia Pakistan

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I sostenitori del gruppo pakistano islamista conservatore Tehreek-e-Labbaik Pakistan (TLP) hanno preso in ostaggio alcuni agenti della polizia durante le manifestazioni anti-francesi avvenute a Lahore, nel Punjab, il 18 aprile. Il giorno dopo, il ministro dell’Interno pakistano, Sheikh Rashid Ahmed, ha comunicato che 11 poliziotti sono stati rilasciati, dopo un primo round di negoziati con il TLP a cui seguirà un secondo incontro i cui contenuti non sono stati ancora annunciati.

L’obiettivo con il quale i manifestanti hanno rapito gli agenti di polizia è stato quello di richiedere al governo pakistano di espellere l’ambasciatore francese, Marc Baréty, dal Paese entro il 20 aprile. Dopo il sequestro, i rapitori hanno diffuso video sui social media in cui venivano mostrati alcuni agenti sporchi di sangue, con ferite lievi e con bende sulla testa. I poliziotti sequestrati sono stati tenuti in ostaggio in una moschea di Lahore, a Chowk Yateemkahan, che è una roccaforte del TLP e dove, al momento, si sono radunati molti sostenitori del gruppo e che è stata circondata dalla polizia.

Il 12 aprile scorso, il TLP era stato dichiarato un’organizzazione terroristica dal governo di Islamabad che lo aveva bandito come partito. In particolare, dopo aver ricevuto l’ultimatum del 20 aprile dal TLP per espellere l’ambasciatore francese, il governo pakistano aveva deciso di arrestare il leader del gruppo, Saad Hussain Rizvi, il 12 aprile, innescando proteste da parte dei suoi sostenitori in tutto il Paese. Lo scorso aprile 17 aprile, il primo ministro pakistano, Imran Khan, ha chiarito che il TLP è stato bandito in quanto non avrebbe rispettato il potere statale e avrebbe fatto uso di violenze e attacchi contro civili e forze dell’ordine.  Khan ha così chiarito che il gruppo è stato limitato per il suo atteggiamento nei confronti del governo pakistano e non per le sue posizioni di opposizione alla Francia per la questione del grado e delle modalità di rispetto riservate, a loro parere, alla fede musulmana.

Il movimento a sostegno del TLP è comunque sfociato in violenza e, il 18 aprile, è risultato nella morte di almeno 4 persone tra i manifestanti, centinaia di feriti e migliaia di arresti. Ai media locali è stato vietato di riportare notizie sul TLP dalla sua messa al bando e, sempre il 18 aprile, i servizi di rete mobile e Internet in generale sono stati interrotti nei luoghi in cui sono avvenuti gli scontri. I manifestanti hanno diffuso alcuni video, che non sono stati però verificati indipendentemente dai media che li hanno riportati, nei quali sarebbe possibile vedere la polizia in tenuta anti-sommossa e fumogeni lanciati, così come udire il suono di spari.

Il TLP ha guidato le proteste anti-francesi in Pakistan da quando il presidente della Francia, Emmanuel Macron, nel mese di ottobre 2020, aveva difeso i diritti della testata satirica francese Charlie Hebdo di ripubblicare una vignetta ritraente il profeta Maometto. Nello specifico, Macron aveva affermato che avrebbe difeso la libertà di espressione dopo che, il 16 ottobre 2020, un insegnante francese, Samuel Paty, era stato decapitato in pieno giorno davanti a una scuola in un comune francese a Nord della capitale per aver mostrato ai suoi studenti le vignette in questione durante un corso sulla libertà di espressione.

A tal proposito, il 17 aprile, Khan ha ribadito opposizione a tali “mancanze di rispetto e abusi”, affermando che i governi occidentali dovrebbero trattare chi insulta il profeta Maometto come chi nega l’olocausto. In Pakistan, la blasfemia è una questione particolarmente delicata in quanto la legge locale prevede pene che vanno fino alla condanna a morte per chi insulta l’Islam o le personalità legate a tale religione.

In tale contesto, lo scorso 15 aprile, la Francia ha chiesto ai suoi cittadini di lasciare il Pakistan temporaneamente per la loro sicurezza. In particolare, l’ambasciata francese in Pakistan aveva affermato che nel Paese asiatico vi fossero “gravi minacce agli interessi francesi”.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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