Colombia: scontri tra esercito e ribelli, 15 morti

Pubblicato il 19 aprile 2021 alle 19:22 in America Latina Colombia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Circa 14 ribelli e un soldato sono rimasti uccisi in uno scontro tra guerriglieri ed esercito della Colombia. Gli insorti sono stati identificati come membri del fronte Carlos Patino, fondato da ex esponenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC) che rifiutano l’accordo di pace firmato nel 2016 con il governo. I combattimenti si sono verificati nella città di Argelia, nella provincia occidentale di Cauca, sabato 17 aprile.

In un post su Twitter, il generale Eduardo Enrique Zapateiro, capo dell’esercito, ha specificato che, oltre ad un soldato ucciso, altri 7 sono rimasti feriti. L’unità militare sarebbe stata, secondo le dichiarazioni di Zapateiro, “indiscriminatamente attaccata con artefatti esplosivi”. Un ribelle si è arreso alle truppe colombiane e l’esercito ha sequestrato diverse armi, tra cui una mitragliatrice.

Il primo aprile, il ministro della Difesa colombiano, Diego Molano, ha annunciato un rafforzamento dei livelli di sicurezza nella zona del Cauca aumentando il contingente della forza del Comando Congiunto della regione da 8.000 a 10.000 uomini. Il ministro ha poi confermato l’istituzione di un “Nucleo Militare Speciale” a Caloto, con il supporto dell’Ufficio del Sindaco, Martha Cecilia Velasco Guzmán. Più in generale, il governo del presidente colombiano, Iván Duque, ha dichiarato che porterà avanti un piano di investimenti, dal valore di oltre 1.9 trilioni di pesos, nella regione, puntando sullo sviluppo di progetti educativi, infrastrutture e sicurezza. 

La Valle del Cauca è teatro di numerose azioni di violenza, commesse da diversi gruppi armati illegali, specializzati in attività legate al traffico di droga. Tra questi criminali, ci sono anche membri delle FARC che si rifiutano di aderire all’accordo di pace firmato nel novembre del 2016 dopo circa 50 anni di guerra. Il conflitto armato aveva provocato un totale di almeno 260mila morti e milioni di sfollati. Funzionari governativi e forze armate stimano che ci siano ancora circa 2.500 dissidenti delle FARC attivi in tutto il Paese. 

L’amministrazione del presidente Duque ha ripetutamente promesso di combattere i gruppi armati illegali che ritiene responsabili delle recenti violenze e uccisioni di massa. Tuttavia, l’insicurezza dilagante nel Paese ha reso il capo di Stato bersaglio di numerose critiche internazionali, dal momento che in molti lo accusano di non riuscire ad arginare lo spargimento di sangue.

La piena attuazione dell’accordo di pace firmato nel 2016 con i ribelli delle forze armate rivoluzionarie della Colombia, che inizialmente aveva portato a una riduzione degli omicidi, è la chiave, secondo l’ONU, per arginare le violenze nel Paese. “La cosa più importante è mettere l’accordo di pace al centro della risposta del governo, rafforzando i meccanismi creati dall’intesa per questa situazione”, ha detto, durante una video-conferenza, Juliette de Rivero, rappresentante della Colombia dell’Ufficio delle Nazioni Unite, il 23 febbraio

L’accordo del 2016 aveva visto circa 13.000 membri delle FARC smobilitarsi e il gruppo diventare un partito politico legale. Il governo, tuttavia, deve ancora smilitarizzare altri gruppi armati, compresi i ribelli, di ispirazione marxista-leninista, dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) ancora attivi, gli ex combattenti delle Forze armate rivoluzionarie che rifiutano l’accordo di pace e le bande criminali gestite da ex paramilitari, responsabili dell’uccisione degli attivisti che oppongono resistenza. Secondo de Rivero, le uccisioni di almeno 248 ex combattenti delle FARC, da quando è stato firmato l’accordo, sono dovute “all’assenza di una presenza statale globale in alcune regioni”. L’ONU ha infine ricordato che, entro il prossimo novembre, tutta la società colombiana, compresi i militari, dovrebbe contribuire agli sforzi di una commissione per la verità, creata in base all’accordo, per chiarire gli eventi che hanno avuto luogo durante il conflitto, durato mezzo secolo.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.