Russia e Repubblica Ceca sull’orlo di una crisi diplomatica

Pubblicato il 18 aprile 2021 alle 19:53 in Repubblica Ceca Russia

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La Repubblica Ceca ha deciso di espellere 18 diplomatici russi a causa del sospetto coinvolgimento dei servizi segreti di Mosca nell’esplosione di un deposito di munizioni a Vrbetice, nel 2014. Il Paese dell’Europa centrale è uno Stato membro della NATO e dell’UE. Le accuse e le espulsioni rischiano di innescare la sua più grande controversia con la Russia dalla fine dell’era sovietica, nel 1989. Secondo fonti diplomatiche citate dall’agenzia di stampa Reuters, le mosse del governo ceco potrebbero spingere Mosca a considerare la chiusura della sua ambasciata a Praga.

Il primo ministro ceco, Andrej Babis, ha dichiarato in un briefing trasmesso in diretta televisiva, sabato 17 aprile, che vi era “un sospetto fondato” riguardo al coinvolgimento di ufficiali dei servizi segreti russi, nello specifico del Direttorato principale per l’informazione (GRU), nell’esplosione di un deposito di munizioni nell’area di Vrbetice, 330 km a Sud-Est di Praga, nell’ottobre 2014. L’incidente aveva provocato la morte di due dipendenti di una società privata che aveva affittato la struttura da un’organizzazione militare statale. Babis ha definito le circostanze “senza precedenti e scandalose”, mentre fonti russe hanno parlato di accuse “assurde”. L’ambasciata degli Stati Uniti a Praga ha affermato, in un post su Twitter, che Washington “è al fianco del suo fedele alleato, la Repubblica Ceca”. “Apprezziamo la loro azione significativa volta a imporre costi alla Russia per le sue azioni pericolose sul suolo ceco”, ha aggiunto l’ambasciata. 

Il ministro degli Esteri ceco ad interim, Jan Hamacek, ha specificato che i 18 membri del personale dell’ambasciata russa a Praga, identificati come parte dei servizi segreti, avrebbero già ricevuto l’ordine di lasciare il Paese entro 48 ore. Il ministro ha poi tracciato un parallelo con il caso dell’avvelenamento dell’ex agente russo Sergei Skripal e di sua figlia Julia, avvenuto in Gran Bretagna, nella cittadina di Salisbury, nel marzo 2018. In relazione a questo episodio, la polizia ceca ha affermato, domenica 18 aprile, di essere alla ricerca di due uomini con passaporti russi, Alexander Petrov e Ruslan Boshirov, accusati di essere coinvolti nell’incidente. I nomi sarebbero degli pseudonimi usati da due ufficiali dell’intelligence militare russa accusati dai pubblici ministeri britannici del tentato omicidio di Skripal. Mosca, tuttavia, nega il coinvolgimento dei due individui.

La Centrale per la lotta contro la criminalità organizzata ceca ritiene altresì che i due sospettati sarebbero stati in Repubblica Ceca dall’11 al 16 ottobre 2014, giorno dell’esplosione al deposito di Vrbetice. Petrov e Boshirov avrebbero soggiornato prima a Praga e, successivamente, in una località delle regioni orientali, presumibilmente vicino a dove è avvenuto l’incidente. La polizia ceca, pertanto, sta indagando sulle responsabilità delle due spie russe, accusate dalle autorità ceche di essere legate sia ai fatti del 2014 che a quelli del 2018. La Russia, dal canto suo, ha fatto sapere che non procederà con l’estradizione dei due uomini. “La legge russa vieta l’estradizione in uno Stato straniero di cittadini della Russia accusati di aver commesso un crimine sul territorio di uno Stato straniero”, ha riferito una fonte di Mosca a Reuters. Il premier ceco Babis ha dichiarato che l’indagine della polizia avrebbe collegato i due sospettati ad un’unità dei servizi segreti militari russi, nota come GRU 29155. Secondo un articolo del 2019 del New York Times, quest’ultima sarebbe stata un’unità d’élite all’interno del sistema di intelligence russo esperta di sovversione, sabotaggio e assassinio.

La Gran Bretagna, nel frattempo, ha dato il suo “pieno appoggio” alla Repubblica Ceca. Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha sottolineato che, con la sua mossa, Praga ha messo in luce ciò che il GRU è in grado di fare nel suo tentativo di condurre operazioni pericolose e maligne e ha condannato “un modello inquietante di comportamento” dopo l’attacco a Salisbury. Secondo Raab, Petrov e Boshirov corrispondono agli pseudonimi usati dai due ufficiali dell’intelligence militare russa che i pubblici ministeri britannici hanno accusato del tentato avvelenamento, tramite agente nervino Novichok, di Skripal e di sua figlia.

Le relazioni tra Gran Bretagna e Russia sono ad uno dei livelli più bassi del periodo post-Guerra Fredda, con Londra che ha definito Mosca come “la maggiore minaccia alla sicurezza” della regione euro-atlantica nel suo ultimo policy paper, pubblicato a marzo, in cui illustra la strategia geopolitica del governo britannico dopo la Brexit e per i prossimi 10 anni. In un’intervista per l’Andrew Marr Show, avvenuta venerdì 16 aprile, l’ambasciatore russo in Gran Bretagna, Andrei Kelin, ha dichiarato di non vedere Raab da più di un anno. “Nell’ultimo anno, i nostri rapporti sono peggiorati, anche di molto”, ha detto Kelin nell’intervista, andata in onda domenica 18.

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Chiara Gentili

di Redazione

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