Grecia e Israele firmano accordo ventennale sulla Difesa

Pubblicato il 18 aprile 2021 alle 10:23 in Grecia Israele

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Grecia e Israele hanno firmato il loro più grande accordo in materia di Difesa. Lo ha riferito, domenica 18 aprile, il Ministero della Difesa di Tel Aviv. Come parte dell’intesa, la società di elettronica israeliana, specializzata nella difesa internazionale, Elbit Systems Ltd., gestirà un centro di addestramento per l’aviazione militare greca con un contratto dal valore di circa 1,65 miliardi di dollari. La struttura sarà allestita a Kalamata, nel Peloponneso meridionale, presso la 120 Air Training Wing.

Alla firma dell’accordo hanno partecipato l’addetto alla difesa israeliano in Grecia, il colonnello Υossi Pinto, e il presidente e amministratore delegato di Elbit Systems, Bezhalel Machlis, oltre ad una delegazione di Tel Aviv. La società ha specificato che fornirà all’Aeronautica Militare ellenica 10 nuovi aerei da addestramento M-346 e manterrà l’intera flotta di addestramento greca, composta da decine di aerei M-346 e T-6, per un periodo di circa 20 anni. La scuola sarà modellata sull’accademia di volo dell’aeronautica militare israeliana.

La creazione del centro di addestramento fa parte dell’accordo, dal valore totale di 1,68 miliardi di dollari, sottoscritto tra Israele e Grecia, in base al quale è altresì prevista, da parte di Tel Aviv, la fornitura di simulatori, formazione e supporto logistico come parte dell’accordo ventennale. Atene attribuisce grande importanza all’accordo perché non solo amplia il rapporto strategico con Israele, ma fornisce anche una soluzione al problema dell’addestramento dei piloti dell’Aeronautica Militare ellenica. Il centro non sarà destinato solo ai piloti greci ma anche a quelli di altri Paesi.

A inizio gennaio, quando Israele aveva annunciato l’imminente firma dell’accordo, il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, aveva evidenziato che l’intesa rifletteva le ottime relazioni, sempre più strette, con la Grecia. “Si tratta di una partnership a lungo termine che servirà gli interessi di Grecia e Israele, creerà centinaia di posti di lavoro in entrambi i Paesi e promuoverà la stabilità nel Mediterraneo”, aveva affermato Gantz, il 5 gennaio, lodando “il recente rafforzamento delle relazioni di difesa” tra Atene e Tel Aviv. “La mia aspettativa è che questi rapporti si approfondiscano ulteriormente”, aveva aggiunto.

L’amministratore delegato di Elbit Systems, Machlis, sottolineando le capacità dell’azienda, ha dichiarato, dopo la firma dell’intesa: “Questa partnership attesta la posizione di leadership che occupiamo nell’area della formazione, fornendo un know-how collaudato e tecnologie collaudate che migliorano la prontezza riducendo i costi”. Durante una visita in Israele a febbraio, lo stesso primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, si era detto “felice che una compagnia israeliana prendesse in carico l’addestramento al volo in Grecia per i prossimi vent’anni”. Questa operazione, aveva affermato il premier greco, sarà “il più chiaro esempio delle collaborazioni che possiamo costruire in materia di difesa”. Incontrando l’omologo israeliano, Benjamin Netanyahu, Mitsotakis aveva parlato soprattutto dei problemi di sicurezza emersi negli ultimi tempi nella regione. “Il Mediterraneo deve rimanere un mare di pace per tutti i Paesi”, aveva detto il primo ministro ellenico, alludendo ai dissidi con la Turchia.

Le sempre più strette relazioni tra Grecia e Israele hanno coinvolto, negli ultimi tempi, un accordo sul prestito di due droni, utilizzati da Atene per sorvegliare i propri confini, nel maggio 2020, e la firma di un’intesa intergovernativa, insieme a Cipro, per la realizzazione del gasdotto sottomarino EastMed, il 2 gennaio dello scorso anno. I leader di Grecia, Israele e Cipro stanno lavorando insieme alla costruzione del nuovo EastMed, che trasporterà gas naturale dalle riserve presenti nel Mediterraneo sudorientale all’Europa continentale. Il gasdotto si estenderà per 1900 chilometri circa e, secondo quanto sottolineato dai tre Paesi, si pone quale alternativa per l’Europa, attualmente dipendente dalla Russia e dalla regione caucasica per quanto riguarda l’offerta di gas. Secondo il progetto presentato, il gasdotto partirà dalle riserve di gas naturale israeliane del bacino del Mar di Levante, per poi dirigersi verso Cipro, Creta e terminare in Grecia. Successivamente, dalla Grecia il gas giungerà in Italia attraverso un ulteriore gasdotto. Il progetto, secondo le stime, ha un valore di circa 6 miliardi di euro e, nel giro di 7 anni, soddisferà il 10% del fabbisogno di gas naturale dell’Unione Europea.

L’EastMed ha portato con sé tensioni a livello politico tra Grecia e Cipro da un lato e Turchia dall’altro. Tali tensioni risultano collegate alla disputa territoriale tra Ankara e Nicosia in merito alla sovranità sulle acque a largo di Cipro, ricche di gas naturale, dove la Turchia conduce operazioni di trivellazione dallo scorso maggio.

Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione del Mediterraneo orientale, per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e Cipro. 

Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per Ankara, che rivendica quelle acque come proprie.

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Chiara Gentili

di Redazione

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