Migranti: recuperati 41 corpi dopo un naufragio al largo della Tunisia

Pubblicato il 17 aprile 2021 alle 16:12 in Immigrazione Tunisia

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Almeno 41 persone sono morte dopo che il barcone sul quale si trovavano è affondato al largo delle coste tunisine. I migranti, la maggior parte provenienti dall’Africa subsahariana, stavano tentando di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’isola italiana di Lampedusa. Finora, solo 3 persone sono sopravvissute dopo essere state recuperate dalla Guardia costiera tunisina. Continuano gli sforzi per cercare altri superstiti. 

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) hanno pubblicato una dichiarazione congiunta, venerdì 16 aprile, dicendosi “profondamente rattristate dalla notizia del naufragio al largo di Sidi Mansour, nel Sud-Est della Tunisia”. “Fino ad oggi, sono stati recuperati i corpi di 41 persone, tra cui un bambino” si legge nella nota. 

Mouard Mechri, direttore della protezione civile tunisina, ha specificato che il barcone avrebbe iniziato la traversata nella tarda serata di giovedì 15, partendo dalla cittadina portuale di Sfax. Quest’ultima è diventata un importante punto di partenza per coloro che decidono di fuggire dai conflitti e dalla povertà e di lasciare il loro Paese in Africa o in Medio Oriente in cerca di una vita migliore in Europa.

Poco più di un mese fa, il 9 marzo, almeno 39 migranti e richiedenti asilo sono morti annegati, al largo di Sfax, dopo il naufragio di due barconi, anche questi in rotta verso Lampedusa. La Guardia Costiera tunisina era riuscita a trarre in salvo almeno 165 persone in seguito a quell’incidente. Tutti i migranti deceduti provenivano dall’Africa subsahariana. Tra le vittime, c’erano almeno 4 bambini e 9 donne. 

A settembre 2019, circa 90 migranti africani sono annegati quando la loro barca si è capovolta al largo della Tunisia, dopo essere partita dalla vicina Libia. Nel 2020, nonostante la pandemia di coronavirus, le traversate lungo la rotta del Mediterraneo centrale, una delle più mortali dell’Africa, non si sono arrestate. Il numero di migranti tunisini che sono sbarcati sulle coste italiane è quintuplicato nel corso dello scorso anno arrivando a circa 13.000, stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa Ansa, che ha citato, tra le cause, l’aumento alle difficoltà economiche nel Paese nordafricano.

Per quanto riguarda il 2021, tra il primo gennaio e il 21 febbraio, almeno 3.800 richiedenti asilo sono arrivati in Italia via mare, di cui quasi 1.000 attraverso la Tunisia e 2.500 attraverso la vicina Libia, secondo l’UNHCR. L’IOM afferma che più di 20.000 persone sono morte nel Mediterraneo dal 2014. Circa una persona su sei, tra quelle che partono dalle coste del Nord Africa, perde la vita. Nel 2020, sono stati registrati 381 morti e 597 dispersi nella rotta del Mediterraneo centrale, secondo i dati delle Nazioni Unite. Da gennaio 2021 ad oggi, invece, i morti nel Mediterraneo sono stati almeno 406. 

Quest’anno, le partenze via mare dalla Tunisia verso l’Europa sono più che triplicate rispetto allo stesso periodo del 2020, secondo l’UNHCR e l’IOM. “L’ultima tragica perdita di vite umane sottolinea ancora una volta la necessità di migliorare ed espandere le operazioni di ricerca e soccorso guidate dallo Stato in tutto il Mediterraneo centrale”, recita la dichiarazione delle due organizzazioni, sottolineando: “La solidarietà in tutta la regione e il sostegno alle autorità nazionali nei loro sforzi per prevenire la morte e perseguire i trafficanti e i trafficanti dovrebbero essere una priorità”.

Dall’inizio di quest’anno, più di 8.500 migranti e rifugiati sono arrivati in Italia e i tunisini rappresentano il gruppo più numeroso, secondo i dati del Ministero degli Interni italiano. Le altre nazionalità maggiormente presenti sono quella ivoriana, guineana, bengalese e sudanese. Rispetto ai primi tre mesi del 2020, in cui erano sbarcati in Italia 2.750 migranti, i dati da gennaio a marzo 2021 segnano un aumento significativo. Dall’inizio dell’anno, invece, i minori non accompagnati ammontano a 675.

di Redazione

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