Libia: anche la Cina tra i principali partner commerciali

Pubblicato il 17 aprile 2021 alle 6:00 in Cina Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’analisi dei dati delle importazioni ed esportazioni in Libia ha rivelato che la Cina e l’Unione Europea rappresentano i maggiori partner commerciali del Paese Nord-africano.

A riportare la notizia è stato il quotidiano al-Wasat, sulla base delle informazioni fornite dalla Banca centrale libica relative al 2019. In particolare, Pechino è in cima alla lista dei principali importatori ed esportatori a livello internazionale, seguita da Italia, Germania, Spagna e Francia nelle attività di export, e da Turchia, Italia, Emirati Arabi Uniti (UAE) ed Egitto in quelle di import.

Sono quattro i Paesi europei che ricevono più della metà delle esportazioni libiche, per un valore complessivo pari a 20 miliardi e 549 milioni di dinari, equivalente al 53% dell’export totale, il cui valore ammonta a 38 miliardi di dinari. In particolare, nel 2019, l’Italia ha ricevuto circa 6 miliardi e 204 milioni di dinari in esportazioni dal Paese Nord-africano, seguita dalla Germania con quasi 6 miliardi e 135 milioni, dalla Spagna, con 5 miliardi e 973 milioni di dinari, e infine la Francia, i cui mercati hanno attirato esportazioni del valore di 2 miliardi e 237 milioni di dinari. Gli Stati Uniti, invece, si sono posizionati alla sesta posizione in termini di esportazioni libiche, che, nel 2019, hanno raggiunto due miliardi e 199 milioni.

Alla luce di ciò, è possibile affermare che l’Unione Europea rappresenta uno dei principali partner commerciali della Libia, ma a precederla vi è la Cina. Quest’ultima si è classificata al primo posto, registrando il valore più elevato in termini di esportazioni libiche, pari a 6 miliardi e 665 milioni di dinari. Una situazione simile è stata registrata per le attività di import. Le importazioni di Pechino del 2019, in particolare, ammontano a circa 3 miliardi e 432 milioni di dinari. A seguire vi sono la Turchia, con 2 miliardi e 741 milioni, l’Italia, che ha toccato i 2 miliardi e 518 milioni di dinari, gli UAE, con un miliardo e 847 milioni di dinari e l’Egitto, con circa 1,02 miliardi di dinari.

I dati recenti della Banca centrale libica hanno poi mostrato che le entrate non petrolifere nel bilancio generale sono in continuo calo, raggiungendo circa il 63,4% dal 2015. Come precisato da al-Wasat, confrontando le cifre della Banca, risulta essere chiaro che negli ultimi cinque anni non sono migliorate le entrate doganali, fiscali e altre non petrolifere, diminuite da 6 miliardi e 245 milioni di dinari nel 2015 a 3 miliardi e 128 milioni di dinari nel 2017, fino a toccare quota 2,28 miliardi di dinari nel 2020. In generale, le entrate registrate nel 2020 ammontano a 22,81 miliardi di dinari. La cifra include le commissioni di vendita di valuta estera, che rappresenta l’importo maggiore, pari a 15 miliardi e 257 milioni di dinari, e le entrate petrolifere, che ammontano a 5,28 miliardi. Anche i proventi derivanti dal petrolio hanno subito una perdurante fluttuazione. Dai 10,89 miliardi del 2015 si è passati ai 6 miliardi e 665 milioni dell’anno successivo, per poi migliorare nel 2017 e 2018, quando si è raggiunta quota 33 miliardi e 475 milioni. Tuttavia, nel 2019 e 2020 è stato registrato nuovamente un calo, conseguenza della crisi che ha provocato altresì interruzioni nelle attività di produzione ed esportazione di petrolio.

I recenti sviluppi politici e l’apparente tregua presso i fronti di combattimento libici hanno portato diversi Paesi, a livello sia regionale sia internazionale, a esprimere il desiderio di riallacciare i rapporti commerciali con la Libia. Tra questi, vi è anche l’Algeria, che, nel corso del Forum economico libico-algerino iniziato il 6 aprile,  ha riferito di voler creare una zona di libero scambio al confine tra i due Paesi Nord-africani e, nello specifico, nei governatorati Sud-orientali di Illizi e Wadi Souf. Tuttavia, non è stata fornita una data precisa sul lancio del progetto, il cui scopo è aumentare il volume di scambi commerciali tra Libia e Algeria. Si tratta di un obiettivo a cui ambisce anche la Turchia che, nel corso della visita del premier Abdul Hamid Dbeibah del 12 aprile, ha riferito di voler raggiungere i 5 miliardi di dollari.  

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.