La Russia minaccia di espellere 10 diplomatici USA per rispondere alle sanzioni

Pubblicato il 17 aprile 2021 alle 9:04 in Russia USA e Canada

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La Russia ha annunciato che risponderà allo stesso modo alla nuova raffica di sanzioni statunitensi espellendo 10 diplomatici di Washington dal Paese e attuando una serie di altre azioni di ritorsione. Lo ha chiarito, venerdì 16 aprile, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, aggiungendo che Mosca sta altresì pensando di includere 8 funzionari dell’amministrazione USA nella sua lista di sanzioni e di impedire o limitare alle organizzazioni non governative statunitensi di interferire nella politica russa.

Giovedì 15, gli Stati Uniti avevano annunciato nuove sanzioni e l’espulsione di 10 diplomatici russi come reazione alla presunta interferenza del Cremlino nelle elezioni statunitensi del 2020, a sospette attività di cyber-hacking, all’atteggiamento in Ucraina e ad una serie di altri atti “maligni”. “Risponderemo a questa misura con una strategia “occhio per occhio”. Chiederemo a 10 diplomatici statunitensi in Russia di lasciare il Paese”, ha dichiarato Lavrov davanti ai giornalisti. Il ministro ha poi specificato che il Cremlino avrebbe già suggerito all’ambasciatore USA a Mosca, John Sullivan, di seguire l’esempio della sua controparte russa e di tornare a casa per consultazioni. 

Gli 8 funzionari di alto rango statunitensi colpiti da quello che Mosca ha chiamato il “corso anti-russo” di Washington includono il direttore dell’FBI, Christopher Wray, il direttore dell’intelligence nazionale, Avril Haines, il procuratore generale degli Stati Uniti, Merrick Garland, e il segretario per la sicurezza interna, Alejandro Mayorkas. Tra gli altri che affronteranno un divieto di ingresso nel Paese ci sono il direttore del Federal Bureau of Prisons, Michael Carvajal, il direttore del Domestic Policy Council, Susan Rice, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, e l’ex capo della CIA, Robert James Woolsey. “Ora è il momento per gli Stati Uniti di dimostrare buon senso e di voltare le spalle a un corso conflittuale”, ha dichiarato in un comunicato il Ministero degli Esteri russo. “In caso contrario, verranno implementate decisioni dolorose nei confronti della controparte americana”.

Le relazioni Mosca-Washington erano crollate, il mese scorso, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, aveva rivelato, durante un’intervista, di pensare che Putin fosse un “assassino”. In risposta, Mosca aveva richiamato il suo ambasciatore a Washington per consultazioni. Il diplomatico non è ancora tornato dopo quasi un mese di assenza. Riguardo alle ultime sanzioni USA, la Russia nega di aver interferito nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2020 e di essere coinvolta nell’hacking, da parte di SolarWinds, delle agenzie federali statunitensi. Il Ministero degli Esteri russo ha avvertito di una “inevitabile” ritorsione, affermando che “Washington dovrebbe rendersi conto che dovrà pagare un prezzo per il deterioramento dei rapporti bilaterali”. Le misure USA hanno incluso l’espulsione di 10 diplomatici russi, sanzioni contro decine di aziende e individui e hanno imposto nuovi limiti alla capacità della Russia di prendere in prestito denaro. Gli esperti avevano predetto che Mosca avrebbe risposto in maniera simile alle espulsioni, ma molti ritengono che si asterrà da qualsiasi altra mossa significativa per evitare un’ulteriore escalation.

L’arsenale nucleare della Russia e la sua influenza in vaste aree del mondo ne fanno una potenza con cui Washington deve fare i conti. Consapevole di ciò, il presidente Biden ha affermato che durante il suo mandato avrebbe allentato le tensioni e tenuto la porta aperta alla cooperazione con la Russia in una serie di settori. Durante una telefonata, avvenuta martedì 13 aprile, Biden ha detto a Putin che non avrebbe imposto sanzioni più severe per scelta e che avrebbe lavorato per promuovere un incontro in un Paese terzo in estate. Lavrov ha dichiarato che l’offerta del vertice è in corso di valutazione al Cremlino. 

Fyodor Lukyanov, esperto di relazioni internazionali che guida il Consiglio per la politica estera e di difesa con sede a Mosca, ha previsto che Putin accetterà probabilmente l’invito di Biden ad unirsi all’appello sui cambiamenti climatici della prossima settimana, ma potrebbe rifiutarsi di accettare la proposta di un vertice bilaterale con Washington. “Non c’è modo di concludere accordi”, ha detto Lukyanov in un’intervista, aggiungendo: “C’è una reciproca antipatia e una totale mancanza di fiducia”. L’unico risultato pratico di un eventuale vertice potrebbe essere un accordo per avviare colloqui su una sostituzione dell’accordo di riduzione nucleare cosiddetto “New START” che Russia e Stati Uniti hanno prorogato a febbraio per altri 5 anni.

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Chiara Gentili

di Redazione

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