Incontro USA-Giappone alla Casa Bianca

Pubblicato il 17 aprile 2021 alle 10:22 in Giappone USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha invitato a Washington, venerdì 16 aprile, il primo ministro giapponese, Yoshihide Suga. Si tratta del primo leader straniero ospitato alla Casa Bianca dalla nuova amministrazione USA. Tra i temi trattati ci sono stati la pandemia di coronavirus, il cambiamento climatico, il commercio, le Olimpiadi di Tokyo, la Cina, lo Xinjiang e Taiwan. L’occasione è stata un’ulteriore conferma della strategia di Biden volta ad orientare le sue priorità di politica estera verso gli alleati indo-pacifici degli Stati Uniti.

“Ci siamo impegnati a difendere e promuovere i nostri valori condivisi, inclusi i diritti umani e lo stato di diritto”, ha dichiarato il presidente USA in una conferenza stampa congiunta con Suga dopo l’incontro. “Lavoreremo insieme per dimostrare che le democrazie possono ancora competere e vincere nel XXI secolo”, ha aggiunto.

Il Giappone e gli Stati Uniti “hanno parlato di un Indo-Pacifico libero e aperto” e hanno concordato di “promuovere la loro visione attraverso sforzi concreti” rafforzando la cooperazione con Australia, India e con le 10 nazioni dell’ASEAN, l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico che comprende Filippine, Indonesia, Malesia, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Birmania, Laos e Cambogia. 

“Abbiamo anche avuto seri colloqui riguardo l’influenza della Cina sulla pace e la prosperità dell’Indo-Pacifico e del mondo in generale”, ha spiegato Suga. “Abbiamo deciso di opporci a qualsiasi tentativo di cambiare lo status quo con la forza o la coercizione nel Mar Cinese Orientale e Meridionale”, ha aggiunto il primo ministro giapponese, sottolineando però che, al contempo, “abbiamo concordato sulla necessità per ciascuno di noi di impegnarsi in un dialogo franco con la Cina e, così facendo, di perseguire la stabilità delle relazioni internazionali sostenendo i valori universali”.

Più tardi, durante un evento ospitato dal think tank “Center for Strategic and International Studies” di Washington, Suga ha ribadito la sua posizione dichiarando che il Giappone non ha paura di dire alla Cina tutto ciò che è necessario e di parlare di diritti umani, cercando comunque di stabilire una relazione stabile e costruttiva con Pechino. “La politica di base del Giappone sulle questioni in sospeso con la Cina è di affermare con fermezza ciò che dovrebbe essere affermato e richiedere con forza alla Cina di intraprendere un’azione specifica”, ha detto il premier. “Allo stesso tempo, però, dobbiamo lavorare per stabilire un rapporto stabile e costruttivo con la Cina”, ha evidenziato Suga.

Prima dell’incontro, i funzionari della Casa Bianca avevano sperato di ottenere un cambiamento da parte del primo primo ministro giapponese nella retorica su Cina e Taiwan. Su questi temi, i leader di Washington e Tokyo firmarono una dichiarazione congiunta, nel 1969, in cui il Giappone sottolineava che il mantenimento della pace e della sicurezza nella “zona di Taiwan” era importante per la sua stessa sicurezza. Questo prima che Tokyo normalizzasse i legami con Pechino, nel 1972.

Dopo i colloqui con Biden, Suga ha specificato che “c’è già un riconoscimento concordato sull’importanza della pace e della stabilità dello Stretto di Taiwan tra il Giappone e gli Stati Uniti” e ha evidenziato che la visita a Washington è stata un’ulteriore occasione per ribadirlo. Gli USA stanno cercando di inviare un “segnale chiaro” accusando le recenti azioni di Pechino intorno a Taiwan, come l’invio di aerei militari nel suo spazio aereo, di essere “antitetiche alla missione di mantenere la pace e la stabilità”, ha detto, giovedì 15 aprile, un alto funzionario dell’amministrazione Biden.

Tra gli altri argomenti affrontati, il presidente statunitense e il premier Suga hanno discusso di un investimento giapponese di 2 miliardi di dollari nelle telecomunicazioni 5G, per contrastare la crescente potenza delle tecnologie cinesi Huawei, del trattamento, da parte di Pechino, dei musulmani nella regione dello Xinjiang e della sua influenza su Hong Kong. 

La visita a Washington ha rappresentato il primo viaggio di Suga negli Stati Uniti, come primo ministro, da quando è entrato in carica, a settembre. Il premier è erede di una politica giapponese che sta cercando di affrontare le sue preoccupazioni sulla sicurezza, in particolare relative alle isole contese nel Mar Cinese Orientale, bilanciando i legami economici con la Cina, da un lato, e le strette relazioni con gli Stati Uniti, dall’altro.

Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha avvertito Washington e Tokyo di “evitare parole e azioni che interferiscano negli affari interni della Cina o danneggino gli interessi cinesi, e di astenersi dal formare cricche anti-Pechino”. “La Cina fornirà le risposte del caso, se necessario”, ha detto Zhao, rispondendo ai giornalisti, venerdì 16 aprile.

L’incontro alla Casa Bianca ha avuto lo scopo prioritario di rafforzare gli sforzi congiunti tra Stati Uniti, Australia, India e Giappone, un’alleanza informale nota come Quad, che l’amministrazione Biden considera un baluardo contro la Cina nell’Indo-Pacifico. Altri “risultati finali” attesi includono una “serie più ampia e più approfondita di impegni su tecnologia, politica, questioni relative alla salute, clima e sicurezza regionale”, hanno riferito i funzionari dell’amministrazione Biden.

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Chiara Gentili

di Redazione

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