Vertice Xi-Macron-Merkel: al centro il cambiamento climatico

Pubblicato il 16 aprile 2021 alle 16:35 in Cina Francia Germania

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Il presidente cinese, Xi Jinping, ha partecipato ad un incontro virtuale con il presidente francese, Emmanuel Macron, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, il 16 aprile. I tre leader hanno parlato di vari aspetti della cooperazione per affrontare sfide internazionali quali il cambiamento climatico, lo sviluppo delle relazioni tra la Cina e l’Unione europea (UE) e la lotta alla pandemia.

Xi ha ribadito la propria intenzione di voler creare una comunità umana dal destino condiviso e di voler cooperare con Francia e Germania sulla questione del cambiamento climatico. A tal proposito, Xi ha ribadito l’intenzione della Cina, che è il più grande Paese in via di sviluppo, di raggiungere il picco del carbonio entro il 2030 e la neutralità entro il 2060, sottolineando come questa sarà un’ardua battaglia. Xi ha affermato che rispondere al cambiamento climatico   debba essere una causa comune per l’umanità e non una scusa per imporre barriere commerciali, colpire obiettivi in altri Paesi o una moneta di scambio in questioni geopolitiche. La Cina intende promuovere la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, l’Accordo di Parigi e la cooperazione Sud-Sud sul cambiamento climatico. Per Xi, i Paesi sviluppati dovrebbero fare da esempio nella riduzione delle emissioni e aiutare le nazioni più povere.

Secondo quanto riferito da France 24, con le sue affermazioni, Xi avrebbe criticato un piano proposto dal Parlamento europeo il 15 aprile, in base al quale l’UE potrebbe imporre la “tassa doganale del carbonio”. Quest’ultima proteggerebbe le aziende dell’UE da importazioni più economiche provenienti da Paesi con politiche climatiche più deboli. Tale proposta rientrerebbe nel cosiddetto Green Deal dell’UE, avente l’obiettivo di raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050.

Rispetto alle relazioni Cina-EU, Xi ha affermato che la Cina amplierà il suo grado di apertura all’esterno, creando un ambiente giusto, equo e non discriminatorio per le aziende realizzate con capitali esteri, incluse quelle francesi e tedesche. Il presidente cinese ha affermato di sperare che l’Ue farà lo stesso.

Lo scoro 30 dicembre, la Cina e l’UE avevano concluso i negoziati per l’Accordo globale sugli investimenti, il cui obiettivo è quello di consentire a Cina e UE un maggior accesso ai rispettivi mercati e una competizione equa, superando gli ostacoli agli investimenti e riducendo il ruolo delle aziende a proprietà statale. Tale intesa potrebbe consentire alle aziende europee maggior accesso al mercato cinese e controbilanciare le possibilità che le aziende cinesi hanno in seno all’UE. L’annuncio della conclusione dei negoziati è stato il primo passo verso la conclusione di una simile intesa ma ancora potrebbero essere necessari altri lavori tecnici, così come l’approvazione da parte del Parlamento europeo. Intanto, nel 2020, dal punto di vista commerciale, la Cina ha rimpiazzato gli Stati Uniti ed è diventata il primo partner commerciale dell’Unione europea, realizzando un interscambio di 586 miliardi di euro.

Di recente, però, a livello diplomatico, si sono verificate tensioni tra le parti in merito alla questione dei diritti umani nella regione cinese dello Xinjiang che hanno visto l’UE imporre sanzioni contro Pechino che ha adottato misure di risposta analoghe, lo scorso 22 marzo. Secondo Paesi per lo più occidentali, la Cina avrebbe perpetrato violazioni dei diritti umani della minoranza turcofona e musulmana degli uiguri, e non solo, nella regione dello Xinjiang, adottando politiche di repressione nei loro confronti che prevedono anche i lavori forzati. Il governo di Pechino, però, ha sempre negato qualsiasi forma di oppressione nei confronti degli uiguri e ha giustificato l’istituzione dei cosiddetti “campi di educazione e addestramento” nello Xinjiang sostenendo che servano a frenare e arginare movimenti separatisti, violenti ed estremisti compiuti da alcuni membri della minoranza turcofona uigura nello Xinjiang.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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