Russia-Libia: Mosca è intenzionata ad investire nel Paese

Pubblicato il 16 aprile 2021 alle 11:14 in Libia Russia

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Il primo ministro ad interim del Governo di Unità Nazionale della Libia, Abdul Hamid Dbeibah, si è recato in Russia, giovedì 15 aprile, per incontrare il premier della Federazione Russa, Mikhail Mishustin, e il ministro degli Affari Esteri russo, Sergey Lavrov.

La visita di Dbeibah a Mosca rappresenta il primo viaggio ufficiale che il leader libico, eletto il 5  febbraio, ha compiuto in Russia. Durante le trattative, Dbeibah e Mishustin si sono principalmente concentrati sulla discussione di questioni legate al settore economico, energetico e infrastrutturale. Il primo ministro russo ha sottolineato che, nel 2020, a causa della crisi pandemica, l’interscambio commerciale tra i due Paesi ha registrato un calo di 120 milioni di dollari. La Russia si è detta pronta a fare il possibile per creare condizioni commerciali favorevoli, al fine di rilanciare i rapporti economici russo-libici. Inoltre, il Cremlino ha sottolineato l’importanza di stabilire, fin dalla fase embrionale dell’attività governativa di Tripoli, quale linea di investimenti il Paese intende proporre a Mosca, così da garantire la sicurezza agli investitori. Le grandi società russe che, fin dai tempi dell’ex dittatore africano, Muammar Gheddafi, avevano siglato accordi con Tripoli hanno bisogno di garanzie per preservare i loro investimenti. La Russia, in quanto potenza mondiale nel settore energetico e infrastrutturale, ha offerto alla Libia il suo sostegno per espandere la cooperazione anche nel campo energetico, industriale, infrastrutturale e del trasposto. A conclusione del suo intervento, Mishustin ha sottolineato l’importanza di affrontare le suddette questioni nel formato della commissione intergovernativa mista per la cooperazione scientifica, tecnica ed economica che unisce i due Paesi.

In seguito, Dbeibah ha incontrato Lavrov, il quale ha rilevato i significativi progressi compiuti grazie all’insediamento del nuovo governo libico. Tra le priorità dell’esecutivo, Lavorov ha sottolineato quella di garantire l’unificazione delle istituzioni statali, economiche, militari per preparare il Paese alle elezioni nazionali, previste per il 24 dicembre 2021. Inoltre, durante i colloqui, la Russia ha ribadito che gli attori internazionali dovrebbero sostenere le autorità libiche nel periodo di transizione, citando il ruolo chiave di coordinamento svolto dalle Nazioni Unite, in conformità con le decisioni della Conferenza internazionale di Berlino sulla Libia, tenutasi il 19 gennaio 2020, e la Risoluzione 2510 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che sanciva il cessate il fuoco permanente e l’impegno degli Stati membri a sostenere i risultati della suddetta conferenza.

Durante la visita a Mosca, il premier libico ha altresì tenuto colloqui telefonici con il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Secondo quanto riportato dall’ufficio stampa del Cremlino, Putin ha sottolineato la disponibilità della nazione a continuare a promuovere il processo politico interno libico, al fine di raggiungere la stabilità a lungo termine nel Paese Nordafricano. Mosca ha affermato la necessità di rafforzare la sovranità e l’unità libica, nonché di garantire uno sviluppo socioeconomico progressivo.

Secondo quanto riferito dal quotidiano russo Kommersant, il nuovo governo libico, il quale ha promesso l’unificazione dell’Est e dell’Ovest della Libia, è ancora nella fase primordiale. È importante ricordare che la Russia, durante la crisi libica, non ha mai ammesso formalmente di supportare i mercenari Wagner, schierati dalla parte del comandante dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, l’uomo forte di Tobruk. A livello ufficiale, ha riferito la stampa russa, Mosca ha sempre mantenuto contatti sia con le autorità ad Est sia ad Ovest. Tuttavia, la questione della presenza in Libia di mercenari stranieri – non solo russi, ma anche turchi – rappresenta un nodo da sciogliere per il nuovo governo del Paese. Kommersant ha chiarito che le autorità libiche hanno richiesto il ritiro di tutti i mercenari presenti nell’area. A questo punto, la domanda più importante alla quale rispondere è: “Come intende la Russia agire verso tale direzione?”. Secondo gli analisti russi, probabilmente la visita di Dbeibah a Mosca aiuterà a far luce su tale aspetto. Mosca potrebbe accettare di rimuovere i mercenari in cambio di opportunità e contratti commerciali in Libia. Nonostante ciò, gli osservatori si domandano se, eventualmente, tali garanzie saranno sufficienti per assicurare gli interessi russi nel lungo periodo.  

Prima dell’insediamento del governo di unità nazionale ad interim, in Libia hanno coesistito due esecutivi. Ad Ovest vi era il Governo di Accordo Nazionale (GNA), guidato da Fayez al-Sarraj, e riconosciuto dalle Nazioni Unite, mentre ad Est vi era un governo parallelo legato all’LNA di Khalifa Haftar. Le tensioni tra i due schieramenti armati hanno raggiunto il culmine quando, il 4 aprile del 2019, Haftar ha lanciato un attacco alla capitale del Paese, Tripoli. In tale contesto, la Russia ha supportato Haftar mentre la Turchia ha sostenuto Tripoli.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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