Cina: balzo del PIL del 18,3% nel primo trimestre

Pubblicato il 16 aprile 2021 alle 10:11 in Asia Cina

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Il PIL della Cina ha raggiunto un valore di 24,931 trilioni di yuan, corrispondenti a circa 3,823 trilioni di dollari, nel primo trimestre del 2021, registrando una crescita del 18,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e dello 0,6% rispetto all’ultimo trimestre del 2020.

I dati ufficiali relativi alla crescita del PIL da gennaio a marzo 2021 sono stati divulgati dall’Ufficio nazionale di statistica della Cina sulla base di calcoli preliminari, il 16 aprile. Da tali cifre è emerso che, negli ultimi due anni, la crescita media del PIL nel primo trimestre dell’anno è stata del 5%, rivelando un inizio stabile. Anche a confronto con i dati precedenti alla pandemia, ovvero con quelli relativi al primo trimestre del 2019, il PIL cinese ha registrato una crescita del 10,3%.

Nel 2020, il PIL cinese, aveva registrato una perdita del 6,8% nel primo trimestre dell’anno rispetto al 2019, nei tre mesi successivi era però tornato a crescere con un aumento del 3,2% del dato, che aveva invertito il trend in diminuzione. Tale tendenza era stata poi confermata nel trimestre luglio-settembre, quando il PIL aveva avuto un aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2019. Infine, nel quarto ed ultimo trimestre del 2020, il dato aveva registrato un’ulteriore crescita rispetto all’anno precedente, attestandosi al 6,4%.

Il 2020 è stato contrassegnato dalla diffusione della pandemia di coronavirus che ha determinato una crisi economica a livello mondiale. Anche la Cina ha risentito di tali circostanze e, sebbene sia stata l’unica tra le grandi economie mondiali a mostrare una crescita positiva, il tasso complessivo annuale di crescita del PIL pari al 2,3% è stato il più basso mai registrato nel Paese dal 1976, quando, a termine della Rivoluzione culturale, il dato si attestò all’1,6%.

Per il 2021, la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo ha fornito una stima dell’8,1% per la crescita economica cinese. Pechino, da parte sua, ha posto un obiettivo flessibile che vada dal 6% in su. In particolare, tale fine è stato specificato nel piano quinquennale per l’economia 2021-25, nel quale la Cina non ha posto un obiettivo specifico del PIL relativo al quinquennio, diversamente da quanto sempre fatto, e ha deciso di mantenere la crescita annua a livelli “ragionevoli”. In seguito all’impatto sull’economia della diffusione della pandemia di coronavirus e visti i rischi crescenti di indebitamento per raggiungere obiettivi non sempre attuabili, più accademici e consiglieri avevano chiesto a Pechino di rivedere le proprie valutazioni macroeconomiche e il sistema degli obiettivi annuali del PIL. Nel 2020, alla luce delle circostanze straordinarie determinate dalla pandemia di coronavirus, la Cina aveva già abbandonato l’obiettivo annuale di crescita, non fissandone uno e, durante le Due sessioni, ovvero le sedute plenarie annuali della Conferenza politica consultiva del popolo (CPCP) e dell’Assemblea nazionale del popolo (ANP), ha deciso di fare lo stesso per il quinquennio 2021-25. 

Prima dei dati relativi al PIL, il 13 aprile, l’Amministrazione generale delle dogane della Cina aveva comunicato che, nel primo trimestre del 2021, anche le importazioni e le esportazioni commerciali di beni avevano registrato una crescita del 29,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, attestandosi a 8,47 trilioni di yuan. In tale occasione, il portavoce dell’Amministrazione generale delle dogane, Li Kuiwen, aveva affermato che, dalla metà del 2020, l’import-export della Cina aveva mantenuto un trend di crescita positivo per tre trimestri consecutivi, aggiungendo che la situazione attuale sarà preservata.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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