L’Azerbaigian esibisce i trofei di guerra

Pubblicato il 15 aprile 2021 alle 6:44 in Armenia Azerbaigian

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In Azerbaigian è stato inaugurato, il 13 aprile, un parco che esibisce i trofei di guerra per celebrare la vittoria azera nella guerra in Nagorno-Karabakh.

Il Parco delle Spoglie Militari è stato aperto a Baku, capitale del Paese. Si tratta di un parco tematico in cui sono esibite le spoglie di guerra sottratte agli armeni durante il recente conflitto nella Repubblica dell’Artsakh. Il presidente azero, Ilham Aliyev, ha dichiarato, durante il discorso di inaugurazione del parco, che gli oggetti esposti dimostrano “la forza dell’esercito azero e la sconfitta dell’Armenia”. Aliyev ha poi spiegato che è stata esposta solo una piccola parte del materiale sequestrato. Tra gli artefatti “esibiti come trofeo”, si annoverano 125 cannoni di artiglieria pesante, 366 carri armati, 7 sistemi missilistici antiaerei S-300, 522. Sono anche presenti frammenti dei missili Iskander-M, fortemente contestati dall’Azerbaigian. Inoltre, è stata anche allestita un’esposizione di caschi di soldati armeni rimasti uccisi durante i conflitti, scelta contestata perché, per le dimensioni, apparterrebbero a giovani militari. Un ulteriore elemento criticato è la raffigurazione di soldati armeni in catene, per indicare che sono prigionieri di guerra.

Qualche giorno fa, lunedì 12 aprile, Aliyev ha riferito di attendere che l’Armenia fornisca spiegazioni sul perché il missile russo Iskander-M, non destinato alle esportazioni, sia stato utilizzato durante il conflitto nel Nagorno-Karabakh. Le indagini della Mine Action Agency dell’Azerbaigian hanno rivelato che il suddetto sistema missilistico sarebbe stato utilizzato da Erevan dopo la riconquista da parte di Baku della città di Shusha. Secondo la stampa armena, l’apertura di tale parco oltre che essere la rappresentazione della “volontà azera di umiliare l’Armenia”, ha mostrato che la riconciliazione tra le due parti sia stata siglata solo ed esclusivamente su carta, il 9 novembre 2020.

In aggiunta, un’ulteriore mossa di Baku che è stata contestata da Erevan è la scelta dell’Azerbaigian di inviare in Armenia un volo di rimpatrio vuoto, privo di prigionieri di guerra, atterrato, giovedì 8 aprile, all’aeroporto di Erebuni, in Armenia. Ad attendere il volo c’era una folla di parenti dei prigionieri di guerra che si erano radunati nel posto dopo che era trapelata la notizia del rimpatrio. A tal proposito, si credeva che, a seguito dei vertici russo-armeni del 7 aprile tra il primo ministro dell’Armenia, Nikol Pashinyan, e il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, l’Azerbaigian avrebbe ceduto e avrebbe rimpatriato una parte di prigionieri del conflitto nel Nagorno-Karabakh.

Durante il vertice, tenutosi a Mosca, il premier armeno aveva posto l’accento sul problema irrisolto dei cittadini detenuti in Azerbaijan. L’armistizio Baku-Erevan, sottoscritto il 9 novembre 2020, prevede che tutti i prigionieri di guerra, gli ostaggi e i detenuti siano rimpatriati, azione che non è ancora avvenuta. Pashinyan si è detto preoccupato e ha invitato Putin a intervenire perché il ruolo della Russia è di estrema importanza perché anche Mosca aveva preso parte alla sottoscrizione del suddetto trattato di pace.

La regione autonoma del Nagorno-Karabakh è contesa da decenni da Erevan e Baku. Gli scontri, scoppiati il 27 settembre 2020, raggiunsero il culmine nel mese di ottobre dello stesso anno. Sulla base del trattato di pace, l’Armenia ha ceduto il controllo sull’area del Nagorno-Karabakh e su tutti i sette distretti limitrofi all’Azerbaigian, i quali, dagli anni 90, erano stati occupati dalle forze armene.

La Repubblica dell’Artsakh ha un’importanza notevole perché la sua posizione è strategica per il controllo dei gasdotti e oleodotti che vi transitano e forniscono idrocarburi per il mercato russo e turco. È anche importante ricordare che, sullo sfondo delle rivendicazioni territoriali azero-armene, un ruolo cruciale è da associare agli interessi della Turchia, che ha sostenuto militarmente l’Azerbaijan, e della Russia, alleata dell’Armenia.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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