Iraq: attacco contro l’aeroporto di Erbil

Pubblicato il 15 aprile 2021 alle 8:36 in Iraq USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un attacco missilistico ha colpito, nella sera del 14 aprile, l’aeroporto internazionale di Erbil, nella regione del Kurdistan iracheno. Secondo il Ministero dell’Interno, obiettivo dell’attacco era la sezione militare dell’aeroporto, dove sono dispiegate le forze della coalizione internazionale a guida statunitense.

L’attacco contro Erbil è stato rivendicato da un gruppo soprannominato Saraya Awlia al-Dam, ovvero i “Guardiani delle Brigate di Sangue”, già responsabili dell’attacco missilistico del 15 febbraio scorso, anch’esso perpetrato contro il medesimo aeroporto. A detta dell’organizzazione, il proprio obiettivo era colpire un centro operativo del Mossad. Circa l’episodio del 14 aprile, sino ad ora non sono state registrate vittime, mentre sono stati riportati danni a una sola struttura. I residenti locali, dal canto loro, hanno riferito di aver udito la forte esplosione in tutta la regione. Le forze di sicurezza hanno chiuso tutti gli ingressi all’aeroporto di Erbil, secondo testimoni sul posto, ma il governatore ha confermato la continuazione dei voli.

È stato il Ministero dell’Interno del Kurdistan iracheno a chiarire, in un secondo momento, che l’attacco è stato effettuato da un drone carico di esplosivi e che l’obiettivo era colpire le forze della coalizione internazionale, tuttora impegnate nella lotta al terrorismo, situate all’interno dell’aeroporto. È la prima volta che viene impiegata un armamento simile, il che, a detta del Ministero, indica una ulteriore evoluzione delle tensioni tra Washington e Teheran sul suolo iracheno. “Si tratta di un’escalation tangibile e pericolosa”, ha commentato un politico curdo ed ex ministro degli Esteri, Hoshyar Zebari, il quale ha messo in evidenza come episodi simili minino la sicurezza della regione del Kurdistan, considerato che le milizie filoiraniane sembrano essere determinate a intensificare i propri attacchi contro obiettivi statunitensi.

Inoltre, poco prima dell’attentato contro Erbil, un altro attacco ha preso di mira una base turca a Bashiqa, nel governatorato di Ninive, nel Nord dell’Iraq. La base è stata colpita da almeno tre missili, che, a detta del Ministero della Difesa turco, hanno provocato la morte di un soldato turco e il ferimento di un bambino in un villaggio vicino. Pur non essendoci un chiaro legame tra i due attentati, il primo ministro della regione del Kurdistan, Masrour Barzani, ha condannato quanto nel corso di una conversazione telefonica con il ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu, affermando che i gruppi “fuorilegge” responsabili dei due attentati saranno portati davanti alla giustizia.

Parallelamente, gli Stati Uniti hanno invitato l’Iraq a proteggere le loro missioni diplomatiche nel Paese, avvertendo che, in caso di assenza di sicurezza, Washington sarà costretta a proteggersi da sola a modo suo. Questo perché, come precisato dal console degli USA a Erbil, Rob Waller, i gruppi armati filoiraniani rappresentano una minaccia per tutte le missioni diplomatiche. A partire dal mese di ottobre 2019, le basi e le strutture statunitensi in Iraq sono state oggetto di più di 30 attacchi, portando Washington a minacciare una ritorsione contro le milizie irachene filoiraniane, con riferimento alle cosiddette Brigate di Hezbollah, ritenute responsabili di diversi attentati. L’attacco del 15 febbraio scorso, tuttavia, si è verificato dopo due mesi di apparente tregua, sebbene l’Iran non abbia mai smesso di affermare di voler vendicare la morte del generale iraniano della Quds Force, Qassem Soleimani, e del vicecomandante delle Forze di Mobilitazione Popolare, Abu Mahdi al-Muhandis, uccisi, il 3 gennaio 2020, a seguito di un raid ordinato dall’ex presidente statunitense,  Donald Trump, contro l’aeroporto internazionale di Baghdad. 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.